Calcio/ Buona la prima per l’Acireale, ma quanta sofferenza!

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Buona la prima per il nuovo Acireale, ma quanta sofferenza! Il Vittoria, di turno all’Aci e Galatea in questa gara d’esordio, è nella categoria che rischiò di vincere la stagione scorsa, categoria che conosce e della quale bene interpreta i valori. L’Acireale, invece, nella categoria nella quale è precipitato dopo dieci anni giocati su livelli più che dignitosi in Serie D,  soffre già e non poco.

Acireale tra confusione e paura, il Vittoria prova a fare la partita

Gioca un primo tempo tra confusione e paura, fa fatica, ma tanta fatica, la formazione di Foti, fino al punto da incoraggiare l’avversario, che timori reverenziali proprio non ne ha, ad assumere la supremazia del gioco. Succede così che il Vittoria si erga a protagonista in tutta o quasi la prima frazione di gioco, con comprensibile perplessità per il pubblico di casa, convenuto in buon numero all’Aci e Galatea e con la convinzione di assistere ad uno spettacolo tutto a tinte granata e a festeggiare un successo che segnasse subito la strada da percorrere in questa stagione che dev’essere di rilancio dopo l’incredibile addio alla Serie D. Di spettacolo, invece, neanche a parlarne. Confuso, se non proprio intimidito da un avversario agile e svelto, l’undici di Foti entra male nella sfida, poco lucido, e piuttosto confuso.

Tre occasioni da gol per la formazione di Betta, Spina chiude però la saracinesca

Succede così che il Vittoria guadagni campo, prevalendo nel fraseggio, e mostrandosi tutt’altro che riverente di fronte a cotanto rivale. Insomma, t’aspetti l’Acireale e …scopri il Vittoria. Nessuna meraviglia, certo, che fosse una buona squadra quella allenata da Giancarlo Betta lo si sapeva ma non si prevedeva che potesse prevalere sul piano del gioco fino al punto da procurarsi, nella prima frazione, tre occasioni da rete piuttosto chiare: al 12’ (bravo Spina a ribattere la conclusione dell’attaccante ospite), al 39’ e al 43 (protagonista ancora il numero uno granata prima sull’’affondo di Romero Peralta e poi sulla conclusione di Damaso). E l’Acireale? A sprazzi la manovra della formazione di Foti, condizionata anche dall’infortunio di Petta dopo appena un quarto d’ora di gioco e dalla condizione non proprio smagliante di Mokulu, uno dei suoi elementi più rappresentativi.

Arruffone e confuso nella prima frazione, l’Acireale trova il guizzo vincente in avvio di ripresa

Arruffone e piuttosto confuso nella prima frazione di gioco, l’Acireale trova quello che, alla fine, risulterà il guizzo vincente, proprio all’inizio del secondo tempo. E questo grazie all’affondo di Iglio (un po’ in ombra nei primi 45’ minuti a dispetto delle buone prestazioni di cui era stato protagonista nelle due gare di Coppa con l’Atletico Catania): il tocco di Marino e la conclusione precisa di Vaccaro sulla quale nulla può il portiere ospite. Uno a zero, pubblico in festa, Acireale che sembra prendere quota e che al 4’ potrebbe chiudere la partita: la conclusione di Marino sorvola di poco la  traversa della porta ospite.

L’ammonizione del tecnico Foti nel finale

Granata in sofferenza, ma la tifoseria spinge: la vittoria arriva e può servire da trampolino di lancio

Il Vittoria resta in gioco, la formazione di Betta non molla e fino alla fine dà la sensazione di potere rimettere in equilibrio il risultato. Dalla lettura della partita, in una seconda frazione di gioco che sarà ricca di rovesciamenti di fronte, emerge netta la migliore condizione attuale della formazione ospite. Sulle gambe, insomma, il Vittoria sembra starci meglio dell’Acireale che in certi frangenti va in debito di lucidità, e rischia di compromettere una vittoria che, comunque, arriva, alla fine e regala alla classifica dei granata i primi tre punti della stagione. A Foti e ai suoi, adesso, il compito di capitalizzare al meglio i tre punti preziosi strappati ad un avversario di buona caratura e di farne il presupposto per un prosieguo di stagione che sia pari alla attese della tifoseria che, oggi, è stata unica e indiscutibile protagonista. 

Giovanni Lo Faro