Editoriale / Coronavirus, guardiamo con speranza al termine dell’isolamento

Si stima che gli asintomatici, cioè le persone che non manifestano sintomi del Covid 19 quali febbre, tosse secca, difficoltà di respiro, stanchezza, dolori muscolari, mal di gola, naso che cola, congestione nasale, diarrea, diminuzione dell’olfatto, perdita del gusto…, siano circa il 15% della popolazione in Italia, quindi presumibilmente il doppio nel Nord Italia. Se la stima è giusta, vorrebbe dire che nel nostro Monferrato potrebbero esserci tre persone su dieci asintomatiche.

Foto Sir / Marco Calvarese

Andrà tutto bene se ci sarà ancora e per un bel po’ prudenza, per non rendere inutili i sacrifici di due mesi. Poi gradualmente, se diminuiranno i contagi e aumenteranno le difese immunitarie di chi ha sconfitto il virus (magari senza saperlo), nel corso di tutta l’estate si potranno allentare le restrizioni.
Il mese di maggio sarà decisivo, per fare un passo avanti se non ci illudiamo ora che tutto sia passato e si possa riprendere la vita sociale come prima. È il periodo della perseveranza: il più difficile.
Speriamo che il 31 maggio, domenica di Pentecoste, si possa fare un bilancio positivo e con esso un passo avanti per cominciare a intravedere quando potranno riprendere pure da noi e con molte cautele le celebrazioni delle Messe con tutti i fedeli.
Allora ci ritroveremo nelle chiese più forti non solo nella salute ma anche nella fede, approfondita nella meditazione della “chiesa domestica” unita in preghiera, trovando -ne sono certo- che ritorneranno tanti credenti che nella sofferenza e nella fraternità di questi mesi hanno germogliato nel cuore quel seme che forse non era stato fatto sufficientemente proprio e che in questo “tempo sospeso” ha ritrovato l’essenzialità del nostro essere e del rapporto con Dio. Ci sostenga e guidi lo Spirito Santo in questa feconda attesa.

Paolo Busto
direttore “La Vita Casalese” (Casale Monferrato)