European solidarity / Ad Acireale, in piazza Duomo tanta gente solidale con i migranti. Anche il nuovo sindaco

Si è svolto anche ad Acireale il flash mob “European Solidarity” promosso in tutta Europa da 4650 persone singole e 250 associazioni che hanno coinvolto oltre 150 piazze.  Numeri elevati, tenendo in considerazione il brevissimo tempo tra l’ideazione dell’iniziativa e la realizzazione della stessa, in tantissimi hanno aderito in un paio di giorni, segno che un’Europa dell’accoglienza esiste e ha voglia di farsi sentire e non stare a guardare.
Ad Acireale l’evento è stato promosso dall’Ass. Culturale Eralavò e ad essa si sono subito unite nell’organizzazione Arte Migrante Acireale, Associazione culturale VieTraverse,  Arci Mistero Buffo,  Refugees Welcome Catania e Libera – Presidio delle Aci “Pierantonio Sandri” nonché decine di liberi cittadini, anche il neosindaco Stefano Alì, a fine serata, ha creato e posizionato la sua barca.
Alla vigilia del Consiglio d’Europa si chiede ai Governi europei di condividere le responsabilità sull’accoglienza, di cambiare il Regolamento Dublino e di aprire vie legali e sicure d’accesso per i migranti. Ma cos’è questo Regolamento Dublino di cui tanto si parla e poco si conosce? Si tratta di un regolamento che obbliga il migrante a presentare la richiesta d’asilo nel primo Paese dell’Unione Europea in cui mette piede e in cui viene identificato.
Il Migrante che arriva in Italia e qui viene identificato non può, di conseguenza, fare richiesta d’asilo in un Paese differente né viverci o cercarci lavoro, neanche se vi è presente parte della sua famiglia o se lì ha già un possibile contratto. Qualora provi a recarvisi verrà “dublinato”, ovvero rispedito nel Paese in cui è sbarcato e ha fatto richiesta d’asilo.
Si chiede di sostituire tale Regolamento con un sistema di ricollocamento automatico che valorizzi i legami significativi dei richiedenti e imponga a tutti i Paesi di fare la propria parte, come già chiedono i Trattati europei, per evitare che regole e politiche ingiuste continuino a creare sofferenze e a mietere vittime non rispettando le vite e la dignità delle persone.
Abbiamo chiesto, e continueremo a chiedere, di non giocare con le vite umane, di rispettare i diritti, di accogliere nella maniera giusta chi è in cerca di rifugio, chi scappa da guerre, fame, torture e discriminazioni, chi è in cerca semplicemente di una vita migliore.
Per questo oggi le Piazze europee, da Lampedusa al Regno Unito, dal Portogallo alla Bulgaria, si sono riempite di barchette di carta, ad indicare che c’è ancora chi non ha paura dello “straniero”, chi è pronto ad accogliere in mille modi diversi, chi vede gli altri come persone colme di ricchezza, non come invasori da temere e mandare via.

Sara Scudero

 

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