Europa / Dibattito tra docenti universitari e studenti a Catania sul futuro politico

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Quale sarà il futuro dell'Europa
Quale sarà il futuro dell'Europa

Quale sarà il futuro dell’Europa? Si è discusso di questo il 16 aprile 2026, presso l’Aula 21 marzo di Palazzo Pedagaggi. Si è tenuto un incontro dal titolo L’UE è condannata all’irrilevanza geopolitica?. L’evento organizzato da gioventù federalista europea (GFE) ha visto la partecipazione di autorevoli Professori dell’Università di Catania: la Prof.ssa Faraci, docente di storia e politica dell’Integrazione europea; il Prof. Granata, docente di storia dell’Europa in età contemporanea, e la Prof.ssa Panebianco, docente di Relazioni internazionali. Il dibattito si è focalizzato su quale sia il vero ruolo dell’Unione Europea, quali sono le sue sfide e cosa deve affrontare in un panorama globale sempre più frammentato.

Quale sarà il futuro dell’Europa? l’intervento della Professoressa Faraci

La Prof.ssa Faraci ha aperto la discussione ripercorrendo le tappe storiche fondamentali del processo di integrazione. Partendo dalle radici e quali sono stati i passi fondamentali che hanno portato alla nascita dell’UE per come la conosciamo oggi. Della CECA (la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio) e della CEE (la Comunità Economica Europea), dai Trattati di Roma fino a quello di Maastricht. L’analisi ha evidenziato l’evoluzione dell’architettura istituzionale europea. Un passaggio significativo è quello dedicato al tentativo, poi non concluso, della Costituzione Europea, un fatto storico che ha segnato profondamente il processo di integrazione. Infine, la docente ha analizzato l’impatto della pandemia da Covid-19, osservando come tale crisi abbia influenzato le dinamiche interne e la coesione dell’Unione.

Quale sarà il futuro dell’Europa? L’intervento del professore Granata

Il contributo del Prof. Granata ha invece offerto una panoramica sulle criticità diplomatiche. Nel corso del suo intervento sono citati episodi chiave della politica internazionale, come il ritiro statunitense dall’accordo nucleare sotto l’amministrazione Trump del 2014. Si è discusso anche delle vicende diplomatiche legate a figure di rilievo come Kaja Kallas: il Marito dell‘Alta rappresentante dell’UE, Arvo Hallik, era socio di un’azienda di trasporti che ha continuato a fare affari in Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. La situazione è precipitata quando si è scoperto che la stessa Kallas aveva prestato 350.000 euro alla società del marito. Così facendo aveva creato un legame finanziario con un’attività che operava con il Paese aggressore.

È stata inoltre affrontata la questione della gestione delle strategie diplomatiche nazionali con gli altri paesi rispetto a una linea europea comune, citando come esempio le recenti missioni da parte della presidente del consiglio Giorgia Meloni in cerca di petrolio e gas nei paesi del Golfo durante la guerra in Iran.

Quando nascono le crisi attuali e il futuro dell’Europa: l’analisi del Professor Granata

Il discorso si è poi ampliato verso le grandi crisi che hanno segnato l’ultimo decennio: dalle Primavere Arabe alle ondate migratorie del 2015, fino al conflitto in Ucraina. Il Professore Granata ha richiamato il celebre saggio “Paneuropa”, per dibattere sul peso che ha la burocrazia europea e sul cosiddetto “deficit democratico” delle istituzioni europee. È stato analizzato il periodo storico degli anni 70, delle crisi petrolifere che hanno portato alla fine delle politiche Keynesiane, da quel momento è stato imposto agli stati il pareggio di bilancio e che ha portato a una crisi sistemi di previdenza sociale in tutta Europa. Fatti storici che continuano a influenzare le politiche economiche degli Stati membri dell’Unione Europea.

Solo attraverso il dibattito l’Europa avrà un futuro

In conclusione, l’incontro ha fatto emergere una volontà comune di rinnovamenento. Il dibattito è servito non solo a evidenziare le criticità presenti, ma soprattutto a esplorare le prospettive future dell’Unione Europea. Solo attraverso il confronto fra professori, studenti e tutti i cittadini degli stati membri si potrà definire meglio il ruolo dell’Unione Europea nel contesto internazionale.

Giorgio Trombetta