Famiglia / Alla Zelantea di Acireale incontro su come si affronta oggi il matrimonio. “Bisogna riscrivere una grammatica delle relazioni affettive”

“Attualità e riforma del processo matrimoniale cattolico”. Questa è stata la tematica affrontata ieri nella sala Cosentini della Biblioteca Zelantea di Acireale. Tra i presenti anche il vescovo di Acireale, mons. Raspanti che ha condiviso e supportato questa iniziativa.

Ad introdurre l’incontro pubblico è stato Stefano Figuera, in qualità di referente per il progetto culturale. « I dibattiti riguardanti la volontà di modifica della procedura della nullità del matrimonio non è sempre stata trattata in modo adeguato da parte della stampa -ha detto Figuera- e da ciò la necessità di un intervento chiarificatore».

Monsignor Guglielmo Giombanco
Monsignor Guglielmo Giombanco

“Bisogna riscrivere una grammatica delle relazioni affettive -ha detto Santo Toscano, presidente del Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale)- capace di superare tutti quei comportamenti che alimentano un tipo di rapporto predatorio e possessivo”, questa l’affermazione del documento del Meic in cui si trova la radice di questo incontro che vuole riflettere sui conflitti coniugali quando essi interpellano la giurisdizione.
“Il problema del contesto coniugale odierno sta nel voler cercare nell’altro il proprio io” scriveva Galimberti. Ciò crea problemi nella coppia, problemi che vengono affidati ai giudici». Il ruolo del giudice resta bloccato tra l’osservanza della legge e una discrezionalità arbitraria. In tal senso interviene il prof. Andrea Bettetini, ordinario di Diritto ecclesiastico nell’Università di Catania: «Il giudice non si deve far condizionare, deve capire l’oggetto che ha portato a richiedere la separazione, deve giudicare in base a ciò che risulta dagli atti, deve avere una certezza morale ritenuta sufficiente ad emanare una sentenza».

Infine è intervenuto mons. Giombanco, docente di Diritto canonico nello Studio Teologico San Paolo di Catania: «I motivi delle separazioni possono sintetizzarsi in: immaturità nelle personalità deboli ed incapaci di sostenere scelte di vita definitive, l’immaturità di fede non più semplice e radicata come una volta ma una fede che si mescola ad emozioni e si alterna a momenti di indifferenza e con questo tipo di fede è difficile accettare i sacramenti, ed infine le basi precarie della scelta che comporta la difficoltà di creare una famiglia».
I valori, la mentalità di oggi sono diversi da quelli di una volta e ciò ha reso diverso anche le relazioni e i legami coniugali.
«Ci vorrebbe una rivisitazione dell’educazione -ha detto il presidente del Meic- bisogna impegnarsi dunque, sia per le giovani generazioni che per gli adulti e dar vita ad un’educazione all’amore alla sessualità e all’affettività. Su questo versante siamo un po’ carenti».

Ileana Bella

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