Fede / La Madonna dell’Elemosina a Biancavilla, tra origini e tradizioni

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A Biancavilla la festa della Madonna dell’Elemosina crea unione nella fede. Ogni anno, l’ultima domenica di agosto, la città intera celebra la sua “Bedda Matri”. Ha origini antiche. Nel 1482 un gruppo di profughi greco-albanesi, guidato da Cesare De Masi, giunse in Sicilia portando con sé una sacra icona bizantina della Madonna “Eleùsa”. Durante la sosta a “Callicari”, appesero l’icona a un fico e la mattina dopo la trovarono avvolta dai rami cresciuti nella notte.

Interpretando l’evento come divino, la comunità decise di stabilirsi lì, ottenendo l’ospitalità dal conte Gian Tommaso Moncada e dando origine alla futura città di Biancavilla. Da allora la Madonna dell’Elemosina è diventata per i biancavillesi una presenza profondamente legata alla storia della città. La tradizione popolare racconta numerosi episodi nei quali la Vergine avrebbe protetto il paese dalle calamità:

Le antiche origini di Biancavilla e della Madonna

Siccità, violenti temporali, terremoti ed eruzioni dell’Etna sono entrati nel patrimonio della memoria collettiva della comunità. Tra gli episodi ricordati vi è quello del 1879, quando un’eruzione lavica sembrava dirigersi verso Biancavilla, ma il corso della lava deviò, lasciando la città indenne.

Anche durante il terremoto del 1693, che provocò devastazioni e migliaia di vittime in diverse città della Sicilia orientale, Biancavilla rimase illesa. Un’altra lunga sequenza di terremoti, iniziata nel marzo del 1883, spinse gli abitanti a rifugiarsi fuori dal centro abitato, ma secondo la tradizione nessuna casa crollò e non si registrarono vittime. Per questo motivo la comunità ha considerato la Madonna come Madre, Regina e protettrice della città.

Il titolo “Elemosina”, deriva dal greco Eleùsa, termine che significa “misericordiosa”. Un titolo che esprime il ruolo di Maria come Madre della Misericordia e che i fedeli traducono nel dialetto siciliano “Bedda Matri ‘a Limosina”, la Bella Madre dell’Elemosina.

L’antica icona bizantina della Madonna dell’Elemosina 

L’immagine, realizzata su legno di cedro con colori a tempera d’uovo, misura 67 per 86 centimetri e presenta caratteristiche dello stile greco-bizantino. Durante le principali solennità i fedeli rivestono l’icona con una preziosa “riza”, una manta decorata con argento, oro e pietre preziose. Sul capo della Madonna e del Bambino si trovano inoltre corone d’oro realizzate grazie agli ex voto dei fedeli. la Chiesa incoronò solennemente la Madonna dell’Elemosina il 3 ottobre 1948, mentre pose la corona del Bambin Gesù nel 1961.

Madonna dell’Elemosina: una festa che coinvolge tutta Biancavilla 

La devozione per la Madonna dell’Elemosina a Biancavilla raggiunge il suo momento più importante durante la Grande Festa Estiva, che la comunità celebra ogni anno nell’ultima domenica di agosto. Nove giorni di preghiera e preparazione precedono la festa; durante questo tempo i fedeli recitano anche antiche preghiere, tra cui la Coroncina e la Supplica. A mezzogiorno, i tradizionali colpi di cannone invitano la popolazione a fermarsi per la recita dell’Angelus.

Gli ultimi tre giorni costituiscono un triduo particolarmente intenso. Il giovedì è dedicato all’Eucaristia, il venerdì alla meditazione dei misteri del Santo Rosario, mentre il sabato è consacrato alla devozione cittadina.

La domenica arriva il momento più atteso: dopo la Messa solenne che il vescovo celebra sul sagrato della Basilica Santuario e dopo il tradizionale canto alla madonna Eleùsa che la comunità Arbëreshë proveniente da Piana Degli Albanesi intona, i fedeli portano l’icona in processione per le vie della città. Al rientro, dopo lo spettacolo pirotecnico sulle note solitamente del Magnificat di Frisina che Mina interpreta, i devoti collocano nuovamente l’immagine nella sua cappella-custodia.

Una tradizione ancora viva nella festa

La devozione non si limita però alla festa di agosto. Un’altra importante celebrazione si svolge il 4 ottobre, durante le feste patronali dedicate a San Placido e San Zenone. In questa occasione i fedeli portano solennemente l’icona per le vie del centro storico fino a giungere al piccolo convento di San Francesco, dove avviene l’incontro fra la statua del Santo d’Assisi e la sua “Madonna Povertà”, un incontro che unisce la piccola comunità francescana di Biancavilla e la comunità Mater Misericordiæ.

Il 10 ottobre ricorre invece la festa liturgica della Madonna dell’Elemosina, mentre il 31 maggio, al termine del mese mariano, i fedeli portano nuovamente la sacra Icona in processione nelle piazze antistanti la Basilica Santuario. In questa occasione sono proprio le donne a portarla in spalla, in un momento caratterizzato da un’atmosfera particolarmente.

Fede, memoria e identità siciliana

La storia della Madonna dell’Elemosina è quindi molto più di una semplice tradizione religiosa. È una parte dell’identità di Biancavilla, un patrimonio tramandato attraverso racconti, preghiere, feste e gesti di devozione.

Per generazioni, i biancavillesi hanno guardato alla loro “Bedda Matri” come a una presenza materna capace di accompagnare la comunità nei momenti di difficoltà. Ancora oggi fedeli e devoti si rivolgono a lei per chiedere grazie, protezione e sostegno, mantenendo vivo un legame che dura da oltre cinque secoli. Una tradizione nata con una piccola comunità di profughi arrivata in Sicilia nel Quattrocento è diventata così parte integrante della storia di una città: una storia in cui fede, folklore e memoria popolare continuano a incontrarsi attorno all’immagine della Madre dell’Elemosina, la “Bedda Matri ‘a Limosina”.

Beatrice Tomasello