Economia circolare / Progetto EBioScart: il ficodindia come risorsa

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Il ficodindia non è solo un frutto prelibato ma si rivela anche un’ottima risorsa per l’economia circolare. Il 19 ottobre 2022 è stato un giorno decisivo per l’agricoltura siciliana. Un progetto rivoluzionario potrebbe ridisegnare la maniera in cui consideriamo gli scarti agricoli. Carmelo Danzì, Innovation Broker del progetto EBioScart, ha dato avvio ai due giorni di comunicazione scientifico-economica a Santa Margherita del Belice (Agrigento) e Roccapalumba (Palermo).

Il ficodindia, una risorsa per l’economia circolare / Il progetto EBioScart 

Il progetto EBioScart fa parte della sottomisura 16.1 del PSR Sicilia 2014-2020. E’ un programma coordinato dal Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia, rappresentato da Nicoletta Paparone. Tra i partner implicati vi sono imprese agricole quali OP La Deliziosa, Mulino Fiaccati, Lucia Bonanno, Giacomo Abruzzo, Ficurinia Srls e Promotergroup Spa. Tramite un metodo sostenibile a livello ambientale, il programma cerca di dare valore agli scarti dell’Opuntia Ficus Indica, il cosiddetto “ficodindia”. Il Sistema Estrattivo Freesolvet si basa sui principi dell’economia circolare, che ha una rilevanza crescente negli ultimi tempi, includendo anche la sostenibilità economica oltre che quella ambientale.

Il ficodindia, una risorsa per l’economia circolare / Processi estrattivi

Nel corso delle giornate di divulgazione, i professori del Di3A dell’Università di Catania, hanno dato maggiori specifiche sulle modalità di applicazione dei processi estrattivi sostenibili. Dalle bucce del ficodindia si ottengono pectine con rese fino al 10.56%, betanine con un contenuto medio di 7.38 mg/kg e indicaxantine, con livelli in un range compreso fra un minimo di 3.66 mg/kg ed un massimo di 8.21 mg/kg. Questi componenti possono essere usati nell’industria agroalimentare, come anche in quella nutraceutica e cosmetica, date le sue molecole di interesse salutistico.

Il ficodindia, una risorsa per l’economia circolare / La voce di Biagio Fallico

Biagio Fallico del Di3A ha esposto il procedimento per il riciclo dei frutti non idonei alla vendita. I ricercatori hanno inserito le bucce in un macchinario per la produzione di biogas.

“Il Dipartimento ha fornito a tutte le aziende e a tutte le realtà coinvolte la nostra assistenza per quanto riguarda le attività di laboratorio e il coordinamento scientifico del progetto. Abbiamo ora proposto un processo vero e proprio, finalizzato al recupero di sostanze ad elevato valore aggiunto da scarti di produzione. Dai frutti non idonei alla commercializzazione del fresco – ha affermato Biagio Fallico del Di3A – abbiamo ottenuto diverse frazioni, a partire dalla polpa e dal succo. Poi abbiamo valorizzato anche i semi, estraendo un olio molto prezioso; abbiamo estratto anche un concentrato di betalaine, che può essere molto utile come colorante naturale, ma anche come stabilizzante di altri succhi. Non ultimo, le bucce, in seguito all’estrazione di pectine sono state convogliate in un impianto di biogas, per ritornare come digestato. Così, ciò che alla terra era stato sottratto, di fatto, è tornato al terreno come concime naturale”.

Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento agricoltura della Regione Siciliana, ha evidenziato l’importanza di EBioScart nel Piano di Sviluppo Rurale. Il ficodindia dunque non è semplicemente un frutto squisito, ma si rivela anche una risorsa molto utile che può condurre verso un’economia di tipo circolare.

                                                                                     Maria Maddalena La Ferla

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