«Dove stiamo andando? A fare la guerra. E a cosa serve? A conquistare ciò che non abbiamo. E poi, quando l’avremo conquistato?». L’attualità di “Archimede. La solitudine di un genio” non è solo nel ritratto che il testo scritto da Costanza Di Quattro fa dello scienziato e dell’uomo siracusano, magistralmente interpretato da Mario Incudine: se è vero che l’opera non vuole illustrare le scoperte ma mettere a nudo la figura del protagonista oltre la fama che lo contraddistingue, ecco che nella vicenda terrena del matematico aretuseo si alternano le “grandi questioni” dell’uomo. Di oggi e di ieri. È questo uno dei punti di forza dello spettacolo, portato in scena al cine-teatro Garibaldi di Giarre nell’ambito della rassegna Kallipolis, con la direzione artistica di Alfio Zappalà, e proposto anche alle scuole con ampio successo.
La rassegna Kallipolis esalta il genio di Archimede / Mario Incudine protagonista con corpo, voce e musica
“Ieri” è il 212 avanti Cristo, nei giorni in cui Siracusa è assediata dall’esercito romano. Un legionario si introduce nella casa di Archimede per ucciderlo, ma viene frenato dalle parole di Archimede che ripercorre la sua esistenza. Un ruolo che Mario Incudine riveste con passione, emozionando il pubblico con la sua performance di attore e cantante: accompagnato dalle musiche eseguite dal vivo da Antonio Vasta (e con Tommaso Garrè nei panni del soldato, la regia è di Alessio Pizzech), il cantautore ennese si esibisce per sessanta intensi minuti. Con il suo corpo e la sua voce, ma anche le sue musiche, Incudine è Archimede. Un interprete “naturale” dello spettacolo che ha animo siciliano, produzione di realtà nazionali (Centro Teatrale Bresciano, La Contrada Teatro Stabile di Trieste / Teatro della Città, in collaborazione con Teatro Donnafugata) e repliche in tutta Italia.

Rassegna Kallipolis / Mario Incudine interpreta Archimede, un uomo tra successi e tormenti
“La solitudine di un genio” non è solo nell’”eureka” delle celeberrime invenzioni che gli hanno permesso di utilizzare gli specchi per incendiare le navi nemiche o di elaborare il celebre “principio” che da Archimede prende il nome. È, soprattutto, nella fragilità di un uomo che non ha mai avuto un amico, e per questo si confida con il suo aguzzino; che ha vissuto con la sua sposa, ma che era logorato dal rimorso di avere abbandonato il vero amore scoperto ad Alessandria d’Egitto. Ha sacrificato tutto per le sue ricerche e si ritrova solo con i suoi tormenti quando il destino sta per compiersi.
Kallipolis offerta culturale di qualità per Giarre
A Giarre, quest’opera apprezzata in numerosi teatri è arrivata grazie alla preziosa attività di Alfio Zappalà che ha portato ad alti livelli l’offerta culturale in città con la rassegna Kallipolis in scena al Garibaldi e al Rex: l’apprezzamento del pubblico non è testimoniato solo dal numero di abbonamenti e dai biglietti al botteghino, ma anche dal riscontro che gli spettatori danno al termine degli spettacoli. E non è un caso se alla stagione teatrale si è aggiunta quella concertistica in svolgimento fino a giugno. Nel frattempo la rassegna “Kallipolis” continuerà a maggio con cavalli di razza delle scene siciliane: Gino Astorina in “Non è vero ma ci credo”, Pippo Pattavina in “Il piacere dell’onestà” ed Eduardo Saitta con Francesca Agate in “Lo scambio”.
Orazio Vecchio
