Guardia medica / A Santa Domenica Vittoria, meglio non averne bisogno

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Cancello d'ingresso alla Guardia medica

Di ritorno da Capo d’Orlando per rientrare in una cittadina ai piedi dell’Etna, mi trovavo a percorrere, nei giorni scorsi, la Strada Statale 116, ancora qua e là innevata.
Ad un certo punto, proprio mentre stavo per arrivare a Santa Domenica Vittoria, centro  sui Nebrodi, in provincia di Messina, sarà stato per l’altimetria (oltre mille metri sul livello del mare), o per i numerosi tornanti  in salita che mi trovavo a percorrere, ho comiciato ad avvertire uno strano fischio all’ orecchio sinistro con qualche capogiro ed un incipiente mal di testa.

Per precauzione ho deciso di fermarmi e chiedere aiuto ad alcuni abitanti del luogo per sapere se vi fosse una struttura sanitaria con un punto di prima emergenza che mi potesse aiutare.
Gentilmente mi è stato risposto che forse, essendo sabato, poteva essere disponibile il servizio di Guardia medica. Ho ricevuto vaghe indicazioni  e, non essendo io del posto, ho sperato (inutilmente!!) che vi fosse almeno una benchè minima segnaletica che mi aiutasse a individuare il luogo.

Finalmente, dopo tanto girovagare, dietro suggerimento, sono riuscito a individuare la strada: “Vicino alla Caserma dei carabinieri”. E lì sono arrivato.
Speravo di trovare un’insegna, un cartello, o una una scritta che mi indicasse la sede di tale Guardia medica. E invece, niente!Santa Domenica Vittoria, ingresso alla Guardia medica

Finalmente si trova la Guardia medica

Un passante mi indica un piccolo cancello di colore rosso. Guardo attentamente ed eccola lì la scritta, seppure molto sbiadita e quasi del tutto illeggibile con su scritto: ” Ufficio Collocamento”!
Penso di essere stato preso in giro e, perplesso, provo a chiamare ad alta voce..

Richiamato dalle mie grida, e comprensibilmente allarmato, un signore mi viene ad aprire. È un medico! Lo intuisco dal camice che fuoriesce dal  pesante giubbotto indossato,  penso, per essere uscito fuori ad accogliermi, dato il freddo intenso.
Gentilmente mi fa entrare nei locali del presidio sanitario, mi chiede di cosa io abbia bisogno e quali sintomi accusi.

La visita in una saletta gelida

Dopo i primi controlli (saturazione del sangue, pressione, battito cardiaco) mi rassicura: si è trattato solo di un lieve malessere temporaneo dovuto allo sbalzo termico, allo stress per i numerosi tornanti che avevo percorso e soprattutto al freddo. Tanto freddo, che c’era  in abbondanza anche in tutti i locali della Guardia medica. Solo nella saletta visite vi era un piccolo condizionatore che insufflava più aria fredda che calda. Ecco perché il medico, sopra il camice, indossava un pesante giubbotto impermeabile!

Comprensibilmente imbarazzato, lo stesso dottore mi suggerisce che forse sarebbe il caso di una visita più approfondita, auscultandomi il cuore e l’apparato respiratorio. Ma ringrazio e rifiuto con fermezza: non intendo prendermi un accidente spogliandomi in quei locali maledettamente gelidi.

Mentre il medico si annota il mio passaggio e verbalizza il suo intervento, impellenti necessità mi fanno chiedere di poter fruire dei servizi igienici.  Non essendoci un’indicazione  precisa,  sbaglio stanza e mi ritrovo in un locale, di pertinenza del Comune, dove il disordine regna sovrano. E poi in un altro vano dove c’è una caldaia che non funziona (ecco il perché di quel freddo gelido in quei locali!), con un buco nel muro soprastante (che avrebbe dovuto ospitare il tubo di scarico del gas già combusto) in cui c’è inserita una scopa.

Niente riscaldamente e niente acqua calda

il piccolo scaldabagno dà poca acqua calda
Il piccolo scaldabagno dà pochissima acqua calda

Finalmente trovo il bagno. Vado per lavarmi le mani: acqua gelida! Perchè il piccolo scaldabagno, di appena 5/6 litri, è insufficiente e non riesce nemmeno a scaldare l’acqua necessaria per il frequente lavaggio delle mani degli stessi medici. Pazienza!

A questo punto, la curiosità giornalistica prevale spingendomi a dare uno sguardo più approfondito allo stato dei locali in cui mi trovo.
Tocco i termosifoni: totalmemente ghiacciati! Nemmeno un elemento caldo! Tutto freddo in ogni stanza!

Chiedo: “Mi scusi, dottore, ma voi tutti della Guardia medica, come fate a lavorare qui? Ed i pazienti, spesso costretti a spogliarsi per farsi visitare, come fanno, soprattutto in piena stagione invernale?”.

Buco da cui entrano i topi chiuso con una scopa
Buco da cui entrano i topi chiuso con una scopa

“E’ vero, mi risponde comprensibilmente imbarazzato il medico di turno. Abbiamo solo un piccolo condizionatore nella stanza visite che, purtroppo, non funziona bene. Anzi, tante volte siamo costretti a farne a meno perché anziché mandare aria calda la dà fredda. Anzi, mi scuso con lei per il suo disagio”.
E la scopa sul muro del vano caldaia? “Quella serve a non fare entrare i topi, che la fanno da padroni, soprattutto di notte”.

Non ci sono vie di fuga in caso di pericolo

A questo punto, ringrazio il gentilissimo dottore che mi ha controllato e rassicurato, dandomi anche dei preziosi consigli e faccio per andarmene.
Sto per uscire, quando mi accorgo che nella porta manca il maniglione antipanico e qui mi chiedo, e chiedo anche allo stesso medico che gentilmente mi sta congedando: “Ma, in caso di necessità (Dio non voglia, un incendio, un terremoto, una qualsiasi calamità come quella recentemente capitata in Svizzera), come fareste voi sanitari ed i pazienti  ad uscire e a mettervi in salvo?”
Boh – è l’imbarazzata risposta – speriamo che simili cose non accadano mai!

Le inferriate alle finestre
Le inferriate alle finestre impediscono la fuga

Esco finalmemte e – dulcis in fundo – vedo che persino le finestre, che in caso di calamità potrebbero essere delle necessarie vie di fuga, hanno delle grosse sbarre che ne impediscono l’uscita, per cui i malcapitati farebbero la fine dei topi.
E dire che il Comune, si occupa più di coprire le piantine nei vasi del cortile antistante, per non farle bruciare dal gelo, anziché dei medici e dei pazienti della Guardia medica!

Fortunatamente – mi dicono – non sono nelle stesse penose condizioni i Carabinieri degli attigui locali confinanti con lo stesso presidio sanitario. Come mai tale disparità di trattamento? – mi chiedo.

A Santa Domenica Vittoria chi dovrebbe garantire un più adeguato trattamento ai medici e ai pazienti della Guardia medica? Il Comune? L’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina? La Regione Siciliana? Non ho risposte.

 

                            Giuseppe Portale