Impianti sciistici / I gravi disagi della chiusura

Impianti sciistici alle prese con gravi disagi per il protrarsi della chiusura fino al 5 marzo imposta dal Ministero della Salute a causa della pandemia. Il contrasto tra il Ministro della Salute, Roberto Speranza, e le regioni, è dovuto al posticipo dell’apertura degli impianti sciistici, motivato dalla “variante inglese” del Covid-19.    

L’ordinanza firmata dal Ministro della Salute

Il Ministro della Salute, Speranza (nella foto sotto), a poche ore dalla riapertura degli impianti sciistici, prevista per lunedì 15 febbraio, aveva firmato un provvedimento che vietava lo svolgimento delle attività sciistiche fino al 5 marzo. La decisione, presa per l’accertata diffusione della variante inglese e dell’aumento in molte regioni d’ Italia dei casi di Covid-19, ha creato una serie di reazioni negative da parte delle regioni, soprattutto per i tempi adottati.       

Cosa contestano le regioni

I governatori della Regione Veneto, Luca Zaia, della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini e, della Regione Lombardia, Attilio Fontana, contestano le tempistiche. Le regioni in zona gialla, in vista della riapertura, si erano organizzate per avviare le attività in sicurezza e assumere personale adeguato. I presidenti delle regioni sottolineano che non contestano tanto il merito della decisione, in quanto è giusto tutelare la salute delle persone, quanto le tempistiche. In sintesi, a loro giudizio, la decisione non andava presa a sole quattro ore dalla prevista data di riapertura. 

Impianti sciistici / I disagi per la chiusura impongono rimborsi veri e immediati

“C’è stato un danno per una scelta del governo e i danni vanno indennizzati”, ha affermato il neo Ministro del turismo, Massimo Gravagna. Il provvedimento impegna a sostenere al più presto gli operatori del settore con dei ristori adeguati. Probabilmente però serviranno più di 4,5 miliardi, secondo l’ammontare previsto. 

Il disaccordo e lo scambio di accuseImpianti sciistici disagi chiusura Ministro Speranza

Il direttore delle funivie svizzere, Berno Stoffel, respinge le accuse di Walter Ricciardi, consigliere del Ministro della Salute. Quest’ultimo sostiene la linea dura, con la necessità di un lockdown totale immediato ma di durata limitata. Ricciardi accusa la confederazione elvetica di avere mantenuto aperti gli impianti da sci e avere così contribuito a diffondere la variante inglese. Stoffel sostiene invece che non ci sono prove di responsabilità della confederazione elvetica in merito alla diffusione della variante britannica“Le misure adottate sono efficaci” ha sentenziato.

Cuneo: manifestazione generale di protesta

Lunedi 22 febbraio a Cuneo, tra piazza Galimberti e via Roma, si svolgerà una manifestazione di protesta contro le decisioni del governo dove parteciperà anche la filiera dello sci. “Così non possiamo più andare avanti, siamo destinati a fallire tutti” con queste parole Francesco Liboa, manager della ristorazione, esprime il pensiero dei vari ristoratori che si trovano in questa situazione a causa delle misure prese dal governo.

Arianna Pastore

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