Una notte di paura, quella di martedì 11 novembre, per la città di Catania.
Un violento incendio ha distrutto il cuore del complesso fieristico Le Ciminiere, cancellando in poche ore il celebre teatro conosciuto come “Il Ciotolone”, una struttura in legno e acciaio progettata dall’architetto Giacomo Leone, da anni punto di riferimento per eventi, convegni e spettacoli.
Le fiamme sono divampate nel tardo pomeriggio, mentre all’interno del padiglione erano in corso lavori di manutenzione straordinaria. Alcuni operai si trovavano sul posto, ma nessuno è rimasto ferito.
L’allarme è scattato poco dopo le 17 e da quel momento i Vigili del Fuoco hanno lavorato senza sosta per tutta la notte, impiegando tre autobotti, un’autoscala e diversi mezzi di supporto. Solo all’alba il rogo è stato completamente domato.
Secondo i primi accertamenti, l’incendio sarebbe partito dall’esterno della struttura, propagandosi rapidamente attraverso il rivestimento ligneo che avvolgeva il teatro.
La cupola in legno non ha retto al calore ed è crollata su sé stessa, mentre il piano terra, costruito in cemento armato, è rimasto intatto.
Il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Felice Iracà, ha spiegato che “l’intervento è stato complesso ma ha permesso di evitare che le fiamme raggiungessero i musei vicini, come il Museo dello Sbarco e quello del Cinema”.
La zona del teatro è stata posta sotto sequestro e dichiarata inagibile: la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta, ipotizzando i reati di incendio e disastro colposi.
Le reazioni: dolore, rabbia e voglia di ricostruire
La notizia si è diffusa rapidamente, scatenando un’ondata di emozione.
Il sindaco Enrico Trantino, accorso subito sul posto, ha affidato ai social parole di dolore ma anche di speranza:
“Catania ha saputo rialzarsi da calamità ben più tragiche. Adesso è il momento di mostrare la nostra attitudine alla resilienza per ricostruire, non solo un simbolo, ma un importante centro che ha prodotto cultura e crescita per due generazioni. Dalle ceneri siamo sempre risorti.”
Anche la Città Metropolitana di Catania ha espresso amarezza per l’accaduto, precisando che i musei e i padiglioni adiacenti non hanno subito danni. Il complesso resterà chiuso per consentire i rilievi tecnici e i lavori di messa in sicurezza.
Più duro il commento del segretario provinciale del Partito Democratico, Giuseppe Pappalardo:
“Un grave danno per la città. Le Ciminiere non sono solo un edificio, ma un simbolo della nostra capacità di aprirci al mondo. Non basta invocare la resilienza: serve una strategia chiara per la tutela del patrimonio pubblico.”
La ferita del mondo culturale
Tra i più colpiti anche Antonio Mannino, direttore artistico di Etna Comics, la grande fiera del fumetto e della cultura pop che da anni si svolge proprio alle Ciminiere:
“È come se stesse bruciando casa mia. Un luogo che ci ha accolti e fatti crescere, un pezzo di noi. Spero resti qualcosa in piedi per evitare un disastro completo.”
Ma se da un lato c’è chi piange una perdita, dall’altro non manca chi guarda avanti.
La società 25.12 srl, organizzatrice del Christmas Town, ha confermato che la grande manifestazione natalizia si terrà regolarmente dal 6 dicembre al 6 gennaio, nonostante i danni subiti dal complesso.
“Questo messaggio è per chi non ha smesso di sognare – scrivono gli organizzatori –. Stiamo riprogrammando gli spettacoli in spazi più piccoli e aumentando le repliche. Vogliamo che il Natale a Catania resti un momento di gioia e speranza.”
Le Ciminiere non sono solo cemento e travi: sono un pezzo di identità collettiva, un luogo dove Catania ha raccontato se stessa, tra mostre, fiere, convegni, eventi internazionali e momenti di comunità.
Oggi restano le macerie del Ciotolone, ma anche la determinazione di una città che ha già promesso di ricostruire.
L’inchiesta della Procura farà chiarezza sulle cause, mentre tecnici e amministratori stanno valutando i danni e le modalità di recupero.
Intanto, come ha scritto il sindaco Trantino, “Le Ciminiere risorgeranno, più forti e più belle, nel segno della cultura, dell’arte e dell’identità catanese.
