Teatro / Con Lettere al Paese, Alessio Viola dialoga con Michela Ponzani al Sangiorgi di Catania

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Da sx: Alessio viola, Ida Nicotra e Michela Ponzani

Al Teatro Sangiorgi di Catania, il 21 maggio, si è tenuto l’ultimo e conclusivo appuntamento del ciclo “Supertalks”, promosso dalla Scuola Superiore di Catania; l’incontro, introdotto dalla presidente della Scuola Superiore di Catania, Ida Nicotra, ha visto come protagonista Michela Ponzani, stimata storica e volto noto di Rai Cultura, in un intenso dialogo con Alessio Viola, giornalista televisivo di punta e conduttore di Sky TG24. Al centro dell’incontro, dedicato all’80° anniversario della Repubblica, il ruolo delle donne nel Novecento e la storia d’Italia “più vera” che emerge dalle lettere dei cittadini ai Presidenti della Repubblica. Questo patrimonio, custodito nell’Archivio del Quirinale, svela il volto umano delle istituzioni. Mostra inoltre il legame profondo che unisce gli italiani al Capo dello Stato, solido punto di riferimento contro le distanze della politica tradizionale.

Alessio Viola dialoga con Michela Ponzani al Teatro Sangiorgi di Catania

Il Quirinale come specchio della comunità e rifugio epistolare

Il dialogo tra Viola e Ponzani al Sangiorgi di Catania si è aperto con una riflessione sulla percezione del Quirinale come il luogo in cui le istituzioni mostrano il loro volto più pulito, efficiente e autentico. Alessio Viola ha evidenziato come la figura del Capo dello Stato ispiri storicamente maggiore fiducia rispetto al Presidente del Consiglio, un legame testimoniato dal persistente desiderio dei cittadini di prendere carta e penna per rivolgersi direttamente al Presidente.

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il giornalista Alessio Viola intervista Michela Ponzani

Michela Ponzani, citando una delle sue ultime opere, “Caro presidente, ti scrivo. La Storia degli italiani nelle lettere al Quirinale” ha spiegato come questo fenomeno rappresenti una controtendenza rispetto alla politica tradizionale, spesso percepita come distante e sorda. Scrivere al Quirinale, in un’epoca dominata dal turbinio impersonale dei social network, non è un ritorno al passato, ma un passo avanti.  Diventa un atto democratico per sfuggire alla superficialità dei social network. In queste piattaforme la visibilità non coincide con l’autenticità, e i meccanismi di “ragebaiting” alimentano spesso rabbia e divisione.

Sandro Pertini e la solidarietà nei momenti più bui della Repubblica

Un ampio spazio ha riguardato la figura simbolo di Sandro Pertini, scelto dalla scrittrice anche per la copertina del suo volume. Ricordato da Viola attraverso le canzoni popolari e l’iconica partita a scopone dopo la vittoria dei Mondiali del 1982, Pertini è stato ridefinito da Michela Ponzani come “il padre degli italiani”, capace di slanci di straordinario coraggio, come quando si mise in mezzo a una rivolta a Roma senza scorta prima ancora di essere eletto, o quando raggiunse immediatamente in elicottero le zone devastate dal terremoto dell’Irpinia.

Proprio sotto la sua presidenza nacque l’Ufficio di solidarietà sociale, uno strumento concreto per rispondere alle richieste d’aiuto, inclusi i sussidi economici diretti ai terremotati. Ponzani ha inoltre rievocato la drammatica presenza di Pertini a Vermicino durante il tentativo di salvataggio di Alfredino Rampi nel 1981, un evento doloroso trasmesso in diretta TV da cui scaturì la moderna Protezione Civile. In quegli anni, molte donne scrivevano a Pertini per rivendicare il diritto al divorzio e la libertà da contesti familiari violenti.

L’evoluzione della memoria: da Ciampi e Napolitano alle sfide di Mattarella

L’analisi storica è proseguita toccando i mandati di altri grandi Presidenti della Repubblica. Carlo Azeglio Ciampi è stato descritto come un grande comunicatore capace di restituire centralità alla parola “patria”, sottraendola alle strumentalizzazioni delle frange estremiste e difendendo fermamente i valori del Risorgimento, della Resistenza e dell’Unità d’Italia di fronte alle spinte civiche e politiche della Lega dell’epoca. 

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La divulgatrice Michela Ponzani analizza i diversi Presidenti Italiani della storia

Giorgio Napolitano si distinse per il rigore storico con cui affrontò pagine spinose e crimini di guerra. Promosse infatti storici incontri pacificatori con i presidenti sloveno e croato, rifiutando verità di comodo. Oggi, tra i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, le lettere a Sergio Mattarella esprimono un profondo desiderio di pace. Il Presidente, che ha celebrato l’ottantesimo della Repubblica fuori dal palazzo, non riceve domande di grazia come accadeva con  l’allora Presidente Scalfaro. Mattarella rassicura così un Paese che le forze politiche tendono a dividere.

Dal dramma della guerra alla vocazione per la Storia contemporanea

Nella parte conclusiva della conferenza, Michela Ponzani ha condiviso un toccante profilo personale. Ha ricordato quando a  sei anni ascoltava i racconti del nonno materno, uno degli ultimi sopravvissuti al drammatico bombardamento alleato del quartiere San Lorenzo a Roma. Quella memoria e l’incontro universitario con il suo mentore l’hanno spinta a lasciare la filologia romanza per la ricerca storica.

Nonostante una carriera accademica complessa, la successiva svolta televisiva ha rivelato inaspettate doti comunicative in una personalità in origine timida. L’incontro si è chiuso con un appello a costruire una memoria collettiva salda e basata sui fatti. Le istituzioni hanno il compito di ascoltare i bisogni reali della società, senza fuggire davanti alle complessità del presente.

                                                                                                Davide Zagami