Come si può definire l’evento che ha raccolto, nei giorni scorsi, una vera folla di amici ed estimatori nella casa di Daniela Greco e Gesuele Sciacca, a Santa Venerina? Evento fatto di musiche, canzoni, poesie, riflessioni, dialoghi, battute, sketch e anche provocazioni.
Lo chiediamo agli stessi padroni di casa. Che rispondono insieme. Lei è un’ex dirigente delle Poste che ha anticipato il pensionamento anche per vivere con lui queste giornate di festa culturale. Lui è un geriatra in pensione, ex dirigente di Unità operativa ospedaliera che continua a prestare la sua opera medica ma, soprattutto, musica poesie e va, con lei, dove lo porta il cuore… culturale.
Molti amici ci apprezzano e ci stimano per quello che facciamo; molti condividono la nostra passione per la musica, la poesia e tutto ciò che ci dà momenti di gioia, di serenità e anche di importanti riflessioni. Abbiamo creato un piccolo punto di riferimento e appuntamenti attesi con interesse dai nostri amici, i quali aumentano costantemente di numero. Tutto ciò ci dà gioia, insieme alla carica per andare avanti con un certo ottimismo, malgrado il mondo rischi, ogni giorno di più, di sprofondare verso la disumanizzazione.
Qual è il vero senso dell’iniziativa?
C’è, in effetti, più di un senso. Quello che mi sta più a cuore è che, questo come gli altri incontri culturali, sono come una sorta di autentica terapia che dà beneficio alla mente e a tutto il corpo. (Da questo punto di vista ci sarebbe da parlare molto).
Allora, rinviamo questa domanda ad un’altra intervista. E ti chiediamo: non è che avete intenzione (notare l’ironia) di contare gli amici e, se presenti o no alla serata, annoverarli poi tra i vicini o i lontani?
Assolutamente no! Lungi da noi atteggiamenti del genere.

Fate una selezione o invitate tutti?
Non facciamo alcuna selezione. Ogni volta ce ne sono che vengono pe la prima volta e, tra loro, , ce ne sono di nuovi, che non sanno bene cosa li aspetti. Ma anche costoro, sono sicuro che passano un paio d’ore in allegria e nella serenità e torneranno l’anno successivo.
E, se venissero tutti?
Speriamo di sì; in qualche modo ci arrangeremo; magari faremo aumentare i duecento posti a sedere del piccolo anfiteatro casalingo.
Una serata come quella all’anfiteatro si può pensare e realizzare solo con lo spirito del volontario. Ecco, voi due siete degli esempi di volontario culturale che si prende cura della comunità e opera per il suo star bene, come una sorta di prestazione medica. E così?
Certamente.
A Santa Venerina c’è stato anche il dopo-spettacolo…
E’ un dovere di ospitalità inevitabile.
Come preparate la scaletta della serata? C’è un criterio?
Il criterio è solo di natura tecnica e, quindi, di praticità.
Ci sono preferenze di bravura, notorietà?
Non ci pensiamo neanche.
Ci sono protagonisti che non possono mancare? E generi musicali o modelli di intrattenimento? O altro?
Nessuno è protagonista più degli altri; ogni ospite ha qualcosa che lo distingue e, a volte, lo rende unico.
Infine, una domanda che può sembrare banale: Gesuele Sciacca, ne vale la pena?
Sicuramente sì.
La Voce
Protagonisti dell’incontro
Insieme a Gesuele Sciacca e Daniela Greco, sono stati protagonisti Sonia Battiato, Franco, Rosario e Daniele Pulvirenti, Orazio Giovanni Vecchio, Gregorio Lui, Giovanni Grasso, Santo Pennisi, Lorenzo degli Eirene, i ragazzi della Comunità Papa Giovanni XXIII, i corsisti di chitarra dell’Upgc, il giovane Salvoezio Giammellaro.
