Intervista / Lo stilista Andrea Distefano: “Creo bellezza senza compromessi”

0
381
Andrea Distefano

Dai colori del mare siciliano alle suggestioni dell’arte greca, passando per gli anime giapponesi e gli anni trascorsi nel cuore del fashion system milanese. Il percorso professionale di Andrea Distefano è quello di un creativo che ha scelto di seguire la propria visione, lontano dalle mode passeggere e dalle imposizioni del mercato. Nato a Catania, dopo gli studi alla NABA di Milano e diverse esperienze nel settore, ha deciso di tornare in Sicilia per dare vita a una linea personale, costruita attorno alla libertà espressiva e alla ricerca di un’estetica autentica.
Lo abbiamo intervistato per parlare di ispirazione, identità e del futuro della moda.

Andrea, quando hai capito che la moda sarebbe stata la tua strada?

Andrea Distefano prova una sua creazione
Andrea Distefano prova una sua creazione

In realtà l’ho sempre saputo. Disegno da quando ero bambino, più o meno dall’età di tre o quattro anni. Ho sempre amato i colori, le forme degli oggetti e degli esseri viventi. Ho una memoria molto visiva e una naturale predisposizione alla visualizzazione creativa. Anche gli anime giapponesi hanno avuto una grande influenza sul mio stile e sul mio concetto di estetica.

Da dove nasce l’ispirazione per le tue creazioni?

Può nascere da qualsiasi esperienza visiva: dall’architettura alla natura, in tutte le loro forme. In particolare sono i colori degli ambienti e delle atmosfere, che siano marine, campestri o montane, a rappresentare per me gli spunti creativi più importanti. Non amo particolarmente ispirarmi alla tradizione artistica siciliana; mi sento molto più vicino all’arte greca, che riflette maggiormente il mio gusto personale.

Quanto la Sicilia influenza il tuo lavoro?

Più che le opere d’arte, mi affascina la componente cromatica dell’ambiente siciliano. Trovo che alcuni aspetti della tradizione artistica locale siano troppo ridondanti, mentre i colori della nostra terra, del mare e dei paesaggi hanno una forza evocativa straordinaria che inevitabilmente alimenta la creatività.

Come definiresti il tuo stile?

Non ho uno stile unico e rigidamente definito. Posso realizzare abiti eccentrici, geometrici, architettonici o persino zoomorfici. Ciò che accomuna le mie creazioni è un’aura di mistero, un’essenza quasi eterea, con silhouette filiformi e talvolta aliene. Sicuramente non mi riconosco nello stile classico per antonomasia.

Nel corso della tua carriera hai affrontato sfide importanti. Quale ricordi con maggiore intensità?

Non ho mai vissuto il mio lavoro come una sfida, ma come una passione. Ho avuto la fortuna di presentare le mie collezioni in luoghi prestigiosi come il Campidoglio di Roma, il Teatro Antico di Taormina e il Circolo della Stampa di Torino. Se proprio devo parlare di una sfida, è quella di migliorarmi continuamente e creare abiti che incarnino un’idea di bellezza armoniosa e condivisibile, evitando eccessi, volgarità o soluzioni che non valorizzino la figura.

Andrea Distefano, quanto conta oggi l’identità di uno stilista?

Federica Leonardi
La nostra Federica Leonardi indossa una creazione di Andrea Distefano

Conta soprattutto la preparazione: conoscere la storia della moda e del costume, saper utilizzare colori e tessuti nel modo corretto. L’identità è qualcosa che si porta dentro, non dipende necessariamente dal luogo in cui si nasce. Nelle mie creazioni, infatti, la sicilianità non rappresenta l’elemento principale. Tuttavia vivere in una terra così ricca di paesaggi e colori contribuisce certamente ad amplificare il talento creativo.

C’è una collezione a cui sei particolarmente legato?

Senza dubbio “Nereidi”, una collezione ispirata ai fondali marini e alle creature del mare. È un progetto che porto nel cuore perché mi ha permesso di ottenere il primo premio in un concorso per giovani stilisti, ricevendo la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Come osservi le tendenze della moda contemporanea?

Oggi è impossibile parlare di una sola tendenza dominante come avveniva in passato. Gli stilisti propongono visioni molto diverse tra loro. Apprezzo l’innovazione, anche quando è eccentrica, purché rimanga armoniosa e gradevole. Non mi piace la sperimentazione fine a sé stessa, la teatralità grottesca o tutto ciò che sacrifica l’eleganza e la valorizzazione della figura.

Che consiglio darebbe Andrea Distefano ai giovani che desiderano intraprendere questa professione?

Innanzitutto bisogna essere consapevoli della realtà del settore. La moda sta attraversando un periodo complesso, dominato dalle logiche del mercato. Consiglio di frequentare accademie serie e qualificate, possibilmente fuori dalla Sicilia, dove purtroppo manca ancora una struttura formativa paragonabile alle migliori scuole di Roma, Firenze o Milano. A chi dispone delle possibilità economiche suggerirei anche esperienze a Parigi o Londra. È importante, però, valutare con attenzione il percorso professionale: oggi figure come i modellisti trovano spesso maggiori opportunità lavorative rispetto agli stilisti. Bisogna affrontare questo mondo con passione, ma anche con grande lucidità.

Guardando al futuro, quali sogni restano ancora nel cassetto?

In realtà ho già realizzato il mio sogno: faccio il lavoro che amo. Naturalmente continuo a crescere e a cogliere le opportunità che si presentano. Il mio obiettivo è proseguire questo percorso con serenità, passione e libertà creativa. Senza compromessi che possano snaturare ciò che sono. In caso contrario, preferirei fermarmi.

Tra eleganza visionaria, ricerca estetica e indipendenza creativa, Andrea Distefano continua così a costruire il proprio percorso nel mondo della moda, fedele a un principio semplice ma fondamentale: creare bellezza autentica, senza mai rinunciare alla propria identità.

                                                                                  Federica Leonardi