Ci sono passioni che nascono quasi per caso e finiscono per accompagnarti per tutta la vita. È ciò che è accaduto a Rino Puleo, ballerino originario di Paternò, classe 1976, che ha trasformato l’amore per Michael Jackson in un percorso artistico lungo oltre trent’anni. Attraverso il progetto “Jackson Friends”, Puleo continua a portare sui palchi l’eredità musicale e umana del Re del Pop, coinvolgendo generazioni di fan e mantenendo vivo il suo messaggio.
Rino, come è nato il tuo legame con Michael Jackson?
La prima volta che ascoltai Michael Jackson ero in auto con mio padre. Il brano era The Way You Make Me Feel, tratto dall’album Bad. Avevo undici anni e da quel momento iniziai ad ascoltarlo con una frequenza quasi ossessiva. Cominciai a imitarne le movenze e, durante l’era Dangerous, capii che era arrivato il momento di portare questa passione sul palco. Avevo quasi sedici anni e Michael era nel pieno del suo successo.
Quando hai capito che quella passione poteva trasformarsi in qualcosa di più grande?
I primi spettacoli arrivarono nel 1993, con esibizioni di circa venti minuti nei club e nelle discoteche di Catania e Taormina. Un passaggio fondamentale fu l’incontro con la ballerina e coreografa Sina Borrata, che diede una nuova impronta al progetto. Negli anni il nostro spettacolo è cresciuto e si è evoluto fino a diventare il “Jackson Friends” che oggi il pubblico conosce e apprezza. La Sicilia ha sempre reso grande omaggio a Michael Jackson e continua a farlo. I suoi fan si rinnovano di generazione in generazione.
Esiste un brano che senti più tuo quando sali sul palco?
Michael Jackson è inarrivabile e ogni canzone ha un significato speciale. Ci sono però dei brani che in determinati momenti sento più vicini. Dipende dalla situazione e dall’esperienza maturata negli anni. È qualcosa che arriva con la gavetta e con il tempo trascorso sul palco.
Dietro uno spettacolo dedicato a Michael Jackson c’è un enorme lavoro. Quanto è impegnativo?
Moltissimo. Per realizzare e sostenere il “Jackson Friends” serve un grande lavoro di squadra. Ore e ore di prove con ballerine e musicisti, ma anche il contributo fondamentale di tecnici, costumisti, addetti agli effetti speciali e al backstage. A tutti loro va il mio più sincero ringraziamento. Lo sforzo fisico è notevole, soprattutto considerando che si tratta di quasi due ore di spettacolo ininterrotto. Ma quando ci metti il cuore tutto diventa più naturale.
Quali sono i brani che ami interpretare maggiormente?
Mi piacciono tutti, ma ho un legame particolare con They Don’t Care About Us, Smooth Criminal, Earth Song, Stranger in Moscow e Beat It. Ogni brano richiede una preparazione meticolosa. Michael non era solo musica e spettacolo: nei suoi testi affrontava temi universali come il razzismo, la povertà, le guerre e la salvaguardia del pianeta. Continuare a portare in scena questi messaggi è una missione. Per farlo bisogna essere prima di tutto grandi fan di Michael Jackson.
Come è cambiato il pubblico nel corso degli anni?
In realtà non ho percepito una vera evoluzione. Il pubblico continua a essere affascinato dal mondo jacksoniano. Noi abbiamo sempre cercato di essere autentici, di mantenere un contatto diretto con gli altri fan, e credo che questa sincerità sia stata apprezzata nel tempo.
C’è una serata che ricordi con particolare emozione?
Ce ne sono diverse. Sicuramente i tributi organizzati il 29 agosto, giorno del compleanno di Michael, hanno sempre un’atmosfera speciale. Anche le esperienze all’estero, in particolare a Malta e in Tunisia, mi hanno fatto comprendere ancora di più la sua straordinaria popolarità. In quei momenti percepisci davvero la forza della sua eredità artistica. C’è qualcosa di magico, come se la sua essenza fosse ancora presente.
Quanto conta l’aspetto emotivo in uno spettacolo come il vostro?
Conta tutto. Lo ripeto spesso alla mia crew: non si può essere meccanici sul palco. Bisogna provare qualcosa per riuscire a trasmetterlo al pubblico. L’emozione è fondamentale. Il resto si costruisce da sé. Michael è sempre con noi.
Rino Puleo come affronta le critiche e i complimenti?
Bisogna sempre ascoltare ogni opinione, anche quando non corrisponde alle proprie aspettative. Le critiche aiutano a crescere e a migliorare. Allo stesso modo i complimenti fanno piacere e rappresentano una gratificazione importante. Entrambi fanno parte dello stesso percorso.
Chi è oggi Michael Jackson per Rino Puleo?
Tutti i bambini hanno un eroe. Michael lo è stato e continua a esserlo per me. È l’artista che ha rivoluzionato il modo di fare spettacolo e che ha lasciato un patrimonio musicale destinato alle future generazioni. Vorrei ricordare anche il suo enorme impegno nel campo della beneficenza: è stato uno degli artisti che ha donato di più a organizzazioni e associazioni in tutto il mondo. Questo è Michael Jackson. Il mio eroe.
Una passione che attraversa il tempo
Da oltre tre decenni Rino Puleo porta sul palco non soltanto le celebri coreografie del Re del Pop, ma anche i valori e i messaggi che hanno reso Michael Jackson un’icona mondiale. Un viaggio iniziato nell’abitacolo di un’auto, ascoltando una canzone insieme al padre, e proseguito tra spettacoli, emozioni e applausi. Una storia fatta di dedizione, studio e amore per un artista che continua ancora oggi a ispirare milioni di persone nel mondo.
Federica Leonardi
