Interviste siciliane – 43 / Monsignor Gerlando Maria Genuardi primo vescovo della diocesi di Acireale

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monsignor genuardi

In questa intervista conosceremo il primo vescovo di Acireale, mons. Gerlando Maria Genuardi (Girgenti, 9 settembre 1839 – Acireale, 4 luglio 1907) grazie alle Relationes ad limina, fonte di primaria importanza per la ricostruzione della storia della Chiesa e in particolare per la nostra diocesi. Ne parla il dott. Gaetano Nicastro nell’articolo pubblicato su Memorie e Rendiconti del 1985 dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale.

Bentrovato, monsignor Genuardi. Dal vostro motto episcopale Pax vobis, scelto per guidare i fedeli della giovane diocesi di Acireale, traspare fin da subito qual è la vostra missione evangelica. Quando avviene la vostra nomina a vescovo?

Il 16 marzo del 1863 fui ordinato sacerdote. Ricevetti la nomina a vescovo undici anni dopo, esattamente il 21 giugno del 1872 e la consacrazione a vescovo avvenne l’11 agosto 1872 dal papa Pio IX. Ma presi pieno possesso della diocesi con ingresso solenne il 10 novembre dello stesso anno.monsignor gerlando maria genuardi

Siete nominato primo vescovo di un territorio che precedentemente era sotto la giurisdizione ecclesiastica dell’arcivescovo di Catania.

Come ho scritto al pontefice Pio IX il 27 agosto 1873: “I figli della novella Chiesa acitana nulla hanno da invidiare alle più antiche e fiorenti Diocesi d’Italia in fatto di robustezza di fede e di attaccamento agli interessi della Chiesa”. I cittadini si prodigarono per ottenere la diocesi e avere un proprio vescovo. Fecero degli enormi sacrifici: chi ha offerto la rendita di una casa, chi una parte dei frutti della sua terra, chi ha sottratto qualcosa alle sue fatiche. Sacrifici non per la ricchezza del vescovo, ma per poter vivere dignitosamente.

Monsignor Genuardi, quali sono stati i primi interventi da attuare?

Oltre a organizzare la curia e il territorio, prima di tutto mi dedicai alla formazione del clero con la fondazione del Seminario diocesano e favorii l’istituzione degli oratori per la cura dei fanciulli e dei giovani.

Il Seminario diocesano è stato ed è ancora motivo di vanto per la diocesi. Ma c’è di più. In alcuni periodi storici, dopo la sua morte, sono venuti a studiare ad Acireale seminaristi provenienti da altre diocesi per la chiara fama degli zelanti sacerdoti, docenti e formatori del Seminario.

Come primo vescovo doveste realizzare la prima visita pastorale per conoscere di persona il territorio della diocesi, i pastori, l’organizzazione.

Dovetti redigere la relazione da inviare alla Santa Sede apostolica. Per questo motivo il 31 maggio 1873 visitai le parrocchie del territorio fino al 15 marzo 1877, anno in cui ultimo la visita. Ma trasmisi alla Santa Sede una prima relazione il 30 aprile 1875 su diciotto fogli manoscritti in cui descrivevo per la prima volta la diocesi, in base alla struttura tradizionale divisa in capitoli del documento: stato materiale della Chiesa, il vescovo, il clero secolare e regolare, i conventi femminili, seminario, chiese, confraternite e luoghi pii e costumi del popolo.

Tomba di monsignor Genuardi
Tomba di monsignor Genuardi presso Santuario Madonna di Loreto

Negli anni successivi svolgerete altre visite pastorali?

La seconda visita ha inizio il 22 marzo 1877, a un mese dalla precedente e inviai la successiva relazione alla Santa Sede il 28 maggio 1879. Per la terza relazione passano circa sei anni, esattamente il 28 maggio 1885.

Monsignor Genuardi, ci potete spiegare a grandi linee com’era la situazione religiosa nel territorio della diocesi?

Nella prima relazione elencai duecentoventi chiese, di cui duecentosei aperte al culto per una popolazione di 115.829 abitanti. L’ultima relazione si concluse con due richieste: la concessione della facoltà di costringere i sacerdoti idonei ad assumere l’ufficio di parroco nei piccoli centri che ne erano privi e la dispensa per i sacerdoti facenti parte della Società del S. Cuore di Gesù e Maria di ridurre la recita dell’ufficio divino all’ora Prima, ai Vespri e a Compieta. 

Avete ricevuto le responsiones della Sacra Congregazione del Concilio per le questioni indicate?

Le risposte furono esclusivamente elogiative e mi esortarono a sempre meglio operare per costituire la diocesi nel modo migliore, ma non ricevetti risposte alle due richieste. 

Marcello Proietto