Libri / Domani la presentazione di “L’ideologia del godimento”. L’autore Fratus: “La pornografia distrugge la persona e la comunità”

Abbiamo intervistato lo scrittore Fabrizio Fratus, 42enne bergamasco, alla vigilia della presentazione (con conversazione) del suo libro dal titolo forte, “L’ideologia del godimento”, che si terrà domani, lunedì 23 novembre, alle 17, al Castello Leucatia in via Leucatia 68, Catania.

Fabrizio Fratus tra Cristina Cappellini, Pietrangelo Buttafuoco e Tommaso Staiti

Fabrizio Fratus tra Cristina Cappellini, Pietrangelo Buttafuoco e Tommaso Staiti

– Questo è la sua prima creatura?
“No. E’ la quinta, dopo ‘Evoluzionismo tra mito e realtà’, ‘Perché il darwinismo è falso’, ‘Dio o Darwin?’, ‘Fascisti su Milano'”.

– Da dove l’ispirazione, lo spunto dell’opera?
“Lo studio nasce dal comprendere i problemi causati dalla pornografia. Perché è uno strumento micidiale a livello sociale, si insinua all’interno della comunità, distruggendola. Da qui il sorgere di tante problematiche: quali frammentazione familiare, impotenza, dipendenza. Tutto ciò allontana dalla vita sociale l’individuo”.

– Di cosa si occupa nella vita?
“Sono laureato in sociologia. Collaboro con organizzazioni private e associazioni anche estere, quali Turchia e Svizzera. Conduco studi sulle origini della vita, studi sociali sulle diverse patologie di massa”.

– Questo libro come si presenta?
“Edito Circolo Proudhon, è costituito da 130 pagine, diviso in due parti, la mia, sociologica, e quella sul cervello dello psichiatra Paolo Cioni, che spiega i processi chimici che si sviluppano nel cervello del dipendente da porno”.

– Come mai proprio il porno?
“Perché è una forma di devianza subdola poco conosciuta e sottovalutata. Essa detiene un potere economico non indifferente, trascina l’uomo rendendolo schiavo, soprattutto i soggetti più deboli, influenzandoli e carpendone la loro autonomia. Uno strumento di potere che passa attraverso il sesso”.

–  Ci può spiegare meglio il suo concetto di schiavitù?
“La pornografia è un fiume in piena, inarrestabile. In Italia ne fa uso l’80% degli uomini e il 30% delle donne, il porno non è più esclusiva maschile. I giovani ne fanno uso per conoscere il sesso, per informarsi dell’atto sessuale, trasformando la visione pornografica in una nuova fonte di educazione sessuale. In tal modo, la possibilità di avvicinarsi alla conoscenza della sessualità in modo graduale, si spegne e il sesso diviene un meccanismo materiale”.

– Ci parla di statistiche, a quali fonti fa riferimento?
“Approfondisco le indagini del Siams (Società italiana di andrologia e medicina sessuale) che ha rilevato come la maggioranza degli uomini intervistati tra i navigatori di siti pornografici (28%) fa uso quotidiano di materiale video porno per stimolarsi”.

– Secondo lei tutto ciò, quanto incide sui rapporti di coppia?
“Tanto. Perchè la pratica dell’autoerotismo è causa della progressiva diminuzione di desiderio sessuale relativo al rapporto di coppia sino a giungere ad una incapacità di eccitamento con la propria donna ed una forte dissociazione dalla realtà. In questo meccanismo il sesso si svincola dalle categorie uomo-donna, diventando esclusiva ricerca del piacere, eccitazione fine a sé stessa”.

– Come mai questa presentazione in Sicilia?
“Questa è una tappa di un lungo tour che mi ha permesso di visitare Milano, Genova, Savona, Firenze, Roma, Bari, Trani, Brescia, Bergamo, Messina ed infine Catania”.

– Perché si dovrebbe acquistare il suo libro?
“Si colgono scorci di vita sociale che in pochi hanno preso in considerazione e poi… se abbiamo avuto 3 ristampe in 6 mesi è perché a qualcuno sarà piaciuto”.

Maria Pia Risa