Libri / Domenica 20 novembre “Opere di un viaggio” di Spina e Franzone sarà presentato nella basilica di San Sebastiano

Domenica 20 novembre, alle ore 20, sarà presentato nella Basilica di San Sebastiano il libro di Letizia Franzone e Giusy Spina “Opere di un viaggio”, dedicato agli affreschi di Giuseppe Spina Capritti della chiesa parrocchiale di Santa Maria Ammalati.

locandina-s-sebastiano-1rDopo la prima presentazione ufficiale nel luogo che ha ispirato l’opera, tenutasi il 30 ottobre scorso, questa è la prima vera presentazione per la città di Acireale. Saranno presenti le autrici, il rettore della basilica don Vittorio Rocca e il direttore de “La Voce dell’Jonio” Giuseppe Vecchio. Il libro è anche la prima pubblicazione della neonata casa editrice che fa capo alla medesima testata giornalistica, della cui famiglia fanno parte, come collaboratrici, anche le due autrici.

Il libro è stato ispirato da otto riquadri collocati a coppie ai lati della navata centrale della chiesa di Santa Maria Ammalati, che rappresentano varie scene della Bibbia. L’autore, Giuseppe Spina Capritti, vissuto tra il 1818 ed il 1911, è stato un “onorato dipintore acese”, ma anche un esperto restauratore, ed è il padre del più noto Saru Spina.

Giusy Spina (a sin.) e Letizia Franzone con Giuseppe Vecchio
Giusy Spina (a sin.) e Letizia Franzone con Giuseppe Vecchio

Il libro è un’opera a quattro mani, in cui le due autrici hanno tracciato un percorso di tipo artistico e religioso insieme, attingendo ognuna alla propria formazione culturale ed alle proprie competenze, essendo Giusy Spina laureata in Conservazione dei beni culturali e Letizia Franzone in Teologia Spirituale. Ne è venuta fuori una pubblicazione agile e accattivante, ricca di numerose immagini illustrative e corredata di una prefazione del giornalista Giuseppe Vecchio e di una presentazione di don Marcello Pulvirenti (parroco di Santa Maria Ammalati). In essa viene raccontato “un cammino di esegesi artistico-teologica che si snoda lungo la navata centrale della chiesa di Santa Maria degli Ammalati” (come dicono le stesse autrici nel risvolto di copertina). La scelta del titolo vuole quindi “evidenziare l’immaginario viaggio interiore dell’uomo comunicato dagli affreschi dello Spina Capritti”.

Nino De Maria

 

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