Libri / “Il cinema dei Papi” di mons. Dario Edoardo Viganò presentato ad Acireale

Sessant’anni fa, il 16 novembre 1959, Papa Giovanni XXIII istituiva la Filmoteca Vaticana. Per celebrare quell’evento, ma soprattutto per ricostruire il rapporto tra la Chiesa cattolica e il “cinematografo”, grazie anche al patrimonio documentale di questa preziosissima “banca dati”, mons. Dario Edoardo Viganò, vice cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha scritto “Il cinema dei Papi. Documenti inediti dalla Filmoteca Vaticana”.
Il volume, frutto di un profondo lavoro di ricerca, è stato presentato ad Acireale per iniziativa di tre realtà: l’Ufficio diocesano per la Pastorale della cultura, la Consulta per la Cultura del Comune di Acireale e la comunità di Sant’Egidio.
La valenza documentale dell’immagine, il rapporto tra gerarchie ecclesiastiche e audiovisivo, gli episodi e le figure che hanno fatto la storia della Chiesa: sono alcuni dei temi affrontati nel corso dell’incontro, svoltosi nella sala consiliare del Municipio di Acireale, messa a disposizione dall’Amministrazione comunale.
«La Chiesa ha vissuto quello che possiamo chiamare “doppia pedagogia”, nel senso che da un lato ha benedetto, stimolato i cattolici a farsi parte attiva, ma dall’altra ha evidenziato i rischi e richiamato alla vigilanza», ha spiegato mons. Viganò. Un contrasto testimoniato – è l’esempio portato dall’autore – dalla funzione rivestita dalla Pontificia Commissione di Consulenza e di revisione Ecclesiastica dei films a soggetto religioso o morale, istituita nel 1948 da Pio XII: mentre da una parte mons. Ferdinando Prosperini, rappresentante dell’Office Catholique International du Cinematographe, ne voleva fare un «centro di gestione clerico curiale che approvasse i film di tipo pedagogico», dall’altra parte, mons. Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI, la voleva piuttosto quale «coordinamento occasione di confronto Continuo della Chiesa con la modernità», e infatti nel frattempo l’istituto cambiò nome in “Pontificia Commissione per la Cinematografia didattica e religiosa”.
Al di là delle diverse visioni, succedutesi nel tempo ma anche contemporaneamente adottate, emerge l’enorme importanza strategica di avere conservato documenti audiovisivi, tanto più oggi che gli spazi di comunicazione sono aumentati.
Proprio i «documenti inediti, frutto di paziente e intelligente ricerca, sono elemento peculiare del volume e motivo di merito del lavoro», ha detto Emiliano Abramo, coordinatore regionale di Sant’Egidio, fra gli ospiti dell’incontro moderato dal giornalista Mario Agostino, direttore dell’Ufficio per la pastorale della Cultura della Diocesi di Acireale.
La presentazione ha visto anche gli interventi della presidente del Consiglio comunale, Sonia Abbotto,  del presidente della Consulta per la cultura, Salvo Leotta, e del vicesindaco Carmelo Grasso.
La chiusura è stata affidata al vescovo mons. Antonino Raspanti, che nel ringraziare ha sottolineato la valenza dell’iniziativa culturale, frutto della collaborazione di tre realtà.

Orazio Vecchio

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