Libri / In “Oltre l’adesso” don Tornabene esprime in poesia le proprie emozioni

0
170
Don Orazio Tornabene e prof Giovanni Vecchio

Nella Sala Conferenze “Luigi Veronelli” della Casa del Vendemmiatore di Santa Venerina, il 28 novembre, è stata presentata la nuova raccolta di poesie di don Orazio Tornabene dal titolo “Oltre l’adesso nel divenire dell’essere”, edito da La Voce dell’Jonio.
Don Tornabene è parroco delle comunità Santa Venera e Sacro Cuore di Gesù di Santa Venerina e direttore della Caritas diocesana.

Giuseppe Vecchio, prof.ssa  Maria Teresa Romeo e don Tornabene
Giuseppe Vecchio, direttore de La Voce dell’Jonio, la relatrice Maria Teresa Romeo e don Tornabene

La presentazione fa parte di un “salotto letterario” realizzato con la collaborazione del Comune con la locale associazione STO.CU.SVI.T (Storia Cultura Sviluppo Territoriale).

Hanno curato i momenti musicali Gesuele Sciacca e Daniela Greco. Le poesie sono state interpretate dall’attore Francesco Stefano Russo e  dai soci dell’associazione. Numerosi  i presenti all’evento.

Con questo testo – ha detto il sindaco Santo Raciti dopo i saluti di rito-  don Orazio ci invita alla riflessione, a guardare la realtà che ci circonda con occhi diversi e attenti, sia verso il creato, che per tutto ciò che viviamo nella quotidianità”.
Il direttore della Voce dell’Jonio Giuseppe Vecchio ha evidenziato che leggendo le poesie ne ha riconosciuto la validità.

“Oltre l’adesso” con la struttura della Divina CommediaPresentazione libro poesie di don Tornabene

Relatrice è stata la prof.ssa Maria Teresa Romeo, docente di lettere. La pubblicazione l’ha colpita per la struttura che ha lo schema della Divina Commedia. Vi sono tre sezioni, ognuna con una sua copertina che riproduce un acquarello realizzato dallo stesso autore. Questo fa riferimento all’argomento delle trentatré poesie contenute. Con una poesia introduttiva, sono in tutto cento. Ogni sezione inoltre ha un suo titolo che è parte di un verso della Divina Commedia.

“C’è una differenza con il cammino di Dante – ha spiegato la relatrice. – Nell’opera non c’è una sola parola che faccia riferimento al male. Il senso della prima parte è la bellezza del creato”.
La seconda sta a significare il senso di precarietà dell’uomo. L’elemento fondamentale è la ricerca dell’equilibrio e la capacità di scegliere. Inoltre c’è sempre un filo che sorregge.

Alla fine, nella terza parte si arriva al cuore di Dio “L’amore che muove il Sole e le altre stelle”. L’opera è quindi un crescendo a partire dagli elementi naturali della creazione”.

Gesuele Sciacca e Daniela Greco
Gesuele Sciacca e Daniela Greco hanno curato le musiche

Don Tornabene esprime nelle poesie le proprie emozioni

Prende la parola Don Orazio. Racconta che egli scrive dall’età dei diciotto anni e come gli venga naturale comporre poesie che per lui significa “accostare l’orecchio alle proprie emozioni”. Conclude dicendo che in un mondo fatto di corsa bisogna fermarsi, riflettere su dove si sta andando, sul percorso di fede.

L’ultimo dei quattro incontri avverrà giovedì 4 dicembre con la raccolta di poesie di Rocco Giudice “In linea d’aria”.

 

Adele Maugeri