E’ stato presentato nell’Auditorium “Mauro Corsaro“ di Mascalucia, il libro “Etna, vulcano ardente e montagna viva”, realizzato da Giuseppe Giuffrida e dal prof. Giuseppe Patanè.
Un volume interessante, pregevole e ricco di foto e di approfondimenti morfologici e geologici del nostro vulcano.
Alla presentazione del testo ha partecipato un folto pubblico, fra cui molti appassionati della “Montagna”.
Giuffrida, laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Catania e già cancelliere presso il Tribunale penale di Catania, ex atleta di sci di fondo della Federazione Italiana Sport Invernali.
Giuseppe Patanè, già professore ordinario di Geofisica all’Università di Catania, direttore di due Osservatori in Sismologia siti nel Comune di Acireale e della Rete Sismica della Provincia di Ragusa. 
Giuffrida ha dichiarato di essere profondamente innamorato della montagna, della natura e dello sci. Girando per il vulcano portava con sé una macchina fotografica con la quale immortalava tutto ciò che di bello lo circondava.
Una passione che nel corso degli anni lo ha portato a raccogliere tanto materiale fotografico, vecchie cartoline dell’Etna, foto antiche e moderne. Spronato dagli amici a realizzare un libro, Giuffrida ha colto l’occasione, conoscendo il prof. Patanè tramite un amico, che voleva realizzare una pubblicazione utilizzando delle vecchie foto.
Un volume pregevole, ricco di foto
Il prof. Patanè ha sottolineato che il testo elaborato è ben fatto, ricco di fotografie, alcune delle quali scattate da Mascalucia. Inoltre si avvale di una traduzione in inglese. Nell’introduzione del libro egli evidenzia che nel momento in cui l’uomo si è insidiato nel territorio etneo è rimasto affascinato dalla bellezza e dal suo paesaggio.
Dice pure di avere assistito a fenomeni eruttivi distruttivi che hanno interessato anche il versante meridionale del Vulcano. In particolar modo quando le colate laviche invasero Catania e Mascalucia.
Proprio nel piccolo centro etneo vi è la storia di due fratelli, Anapia e Anfinomo, che compirono un atto di generosità. Salvarono i loro genitori portandoli sulle spalle al sopraggiungere delle colate laviche e rinunciando ai beni materiali posseduti.
In loro onore chiamarono il luogo dove avvenne questo gesto generoso, Campus Piorum, attualmente trasformato in Pampio.
Inoltre ha ricordato che molti scatti fotografici sono stati realizzati proprio da Mascalucia. All’interno del volume ci sono delle descrizioni racchiuse in tre capitoli collegati fra di loro: “Etna una montagna ardente”,“L’uomo e la montagna”, “La natura e la montagna”.
I relatori

I relatori dell’evento sono stati Nicola e Nunzio Condorelli Caff e Maria Grazia Sapienza. I fratelli Condorelli Caf, hanno evidenziato che Giuseppe Giuffrida e il prof. Giuseppe Patanè sono due amanti e studiosi della “Montagna”. Naturale che il libro parli dell’Etna, della sua identità e del suo territorio.
Hanno sottolineato che il vulcano possiede un immenso patrimonio ambientale, che ha una ricca vegetazione e possiede una grande riserva d’acqua che favorisce lo sviluppo e la coltivazione dei frutteti, degli agrumeti, dei vigneti e di altro.
Per gli appassionati sportivi, poi, sull’Etna si può praticare lo sci di fondo.
Nel territorio di Mascalucia – hanno aggiunto – ci sono delle testimonianze risalenti al trecento A.C. E, dalle sue buone condizioni climatiche, la cittadina è resa uno dei luoghi più apprezzati del comprensorio etneo.
Durante la presentazione del testo è intervenuto anche l’ex sindaco di Mascalucia Nello Torrisi. Egli, dopo aver ringraziato gli autori del libro, ha ricordato che sull’Etna nell’Ottocento si coltivavano 80 varietà di mele.
Giuseppe Russo
