Libri / “Lu Calannàriu nta lu tempu” di Giovanni Grasso tra storia e antropologia

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Lu calannariu, sezione Copertina

Il tempo non è solo una successione di numeri o una fredda alternanza di stagioni. Per l’essere umano e per il siciliano in particolare, il calendario rappresenta un’esigenza dell’anima: il tentativo di dare ordine al caos e un senso compiuto all’esistenza.  E’ questo il cuore pulsante di “Lu Calannàriu nta lu tempu” di Giovanni Grasso. Un’opera che si pone a metà strada tra  la lirica e l’indagine storico-antropologica.copertina Lu calannariu nta lu tempu

L’autore, già noto per  la sua maestria nell’uso del siciliano, torna ad immergersi nelle radici più autentiche dell’Isola. Non si tratta di una semplice operazione nostalgica, ma di un atto d’amore e di resistenza culturale. Attraverso le sue sestine, Grasso declina la lingua della sua terra – nello specifico quella dell’area jonico-etnea – per raccontare come gli abitanti di questa terra abbiano, sin dai tempi remoti, cercato di “leggere” la natura e orientare il proprio vissuto interiore.

L’opera ci ricorda che il tempo del calendario si intreccia indissolubilmente con il tempo interiore. Grasso scansiona i mesi e i giorni della settimana, non limitandosi a evocarne le origini dei nomi, ma scavando nelle manifestazioni antropologiche che li accompagnano. Riti pagani, solennità cristiane e tradizioni popolari che diventano “sigilli identificativi” del ciclo dell’anno.

La trascrizione in italiano dei versi ne agevola la comprensione

Giovanni Grasso
L’autore Giovanni Grasso

Consapevole che il siciliano non è sempre di immediata comprensione per tutti, Grasso accompagna i suoi versi con una trascrizione in italiano. Questo rende il volume uno strumento prezioso e accessibile, capace di trasmettere l’ammirazione del poeta per le cerimonie e i momenti che scandiscono la vita comunitaria.

Il valore del lavoro di Grasso è testimoniato dalla lunga serie di riconoscimenti ottenuti in tutta Italia. Le sue composizioni, filtrate da  un profondo senso religioso, nobilitano la dimensione creativa trasfomandola in memoria storica.

“Lu Calannàriu nta lu  tempu”  non è dunque solo un libro di poesia, ma un poema storico-antropologico necessario per mantenere vivo l’idioma siciliano. In un’epoca che corre verso l’oblio del passato, Grasso ci invita a fermarci e a ritrovare noi stessi tra le pieghe di un calendario che parla di vita vissuta, di fede, di appartenenza.

Giovanni Vecchio