Libri / Padre Gabriele Ferlisi traccia un ritratto di Sant’Agostino in..trenta pennellate

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padre Gabriele Ferlisi

Giovedì 9 aprile il Santuario di Valverde ha ospitato la presentazione del libro “Ritratto di Agostino in trenta pennellate”,  di padre Gabriele Ferlisi, Agostiniano Scalzo.
L’ opera propone un viaggio affascinante sul profilo del Vescovo di Ippona, analizzandone la dimensione umana e spirituale. Offrendo anche una chiave di lettura che coniuga dialogo e discernimento.

L’ incontro si è articolato secondo momenti precisi e cadenzati, in cui la conversazione con l’ autore ha motivato l’ ascolto degli intervenuti.
>Per i parrocchiani ed amici del Santuario, è stata l’ occasione per approfondire lo spessore di Agostino ed affrontare, con il suo esempio, le sfide del nostro tempo.

In un clima di calda familiarità’, l’autore ha esordito ribadendo che, mosso dal desiderio di abbozzare un ritratto di Sant’Agostino come lui lo immagina, si è improvvisato pittore e lo ha fatto… senza usare il pennello! Sfruttando, piuttosto, la sua ispirata  penna, ha tracciato un’immagine di Agostino luminosa e vicina a ciascuno. Per sussurrargli al cuore la parola giusta che incoraggia e orienta verso il bene.

La vita di Sant’Agostino….. in trenta pennellatePresentazione libro su Sant'Agostino

Le “pennellate” sono trenta brevi capitoli nei quali padre Gabriele traccia  il percorso di questo grande protagonista della storia del cristianesimo e del pensiero occidentale. Esse saranno certamente poche a confronto di quelle che servirebbero per delineare in maniera più chiara il ritratto di Sant’Agostino uomo, convertito, monaco, mistico, pastore, teologo, padre.

E comunque l’ intento dell’ autore è quello che questi trenta “scatti” riescano a catturare la “fisionomia” dell’ uomo che l’iconografia rappresenta con un cuore fiammeggiante e trafitto dalla freccia della Parola di Dio. Se è vero che non passa giorno senza che nel mondo venga pubblicato un nuovo libro sul Santo di Ippona, questo di padre Ferlisi si unisce degnamente  al contesto. E’ un validissimo contributo per far conoscere  un Maestro che  ha avuto e ha da dire a tutti la parola giusta. Quella che arriva dritta nell’ intimo.

Parlando di sé l’autore, oggi 82enne, sottolinea che in gioventù, il primo approccio con Sant’Agostino è stato necessariamente accademico. Dopo avrebbe voluto dedicarsi all’insegnamento, ma le cose sono andate diversamente: per otto anni è stato cappellano in un delicato contesto ospedaliero. Poco più che trentenne, in curia generalizia, ha ricoperto il nuovo incarico del segretariato della formazione e della spiritualità. Ciò lo ha portato ad avere un approccio completo con Agostino, in cui l’ha scoperto anche amico e padre da cui imparare a vivere.

Nel libro si correggono inesattezze sulla vita del Santocoperttina libro su Sant'agostino

Padre Gabriele, nel corso della sua esperienza di frate agostiniano, ci tiene a puntualizzare di aver dovuto sfatare le solite inesattezze messe in circolo da chi, poco e male, conosce il carisma di Sant’Agostino. Tra queste emerge quella  che da giovane era stato un donnaiolo: cosa fermamente smentita in questo libro. Infatti mai lui tradì la donna con la quale visse per 16 anni e dalla quale ebbe un figlio, né mai lei lo tradì. Anzi, quando ella, capì di essere di ostacolo al suo percorso, prese la decisione eroica di uscire di scena.

Altro ostacolo che l’ autore ha contrastato fermamente,  è stato quello che  etichettava il Santo come portatore di pessimismo. Malgrado la visione cupa della condizione umana, il pessimismo agostiniano non è disperazione, ma si risolve nella speranza della redenzione divina. Agostino, pertanto, divenne apostolo della misericordia di Dio, proprio perché frutto e testimone di questa dono ed opportunità.  Per conoscerlo bene, quindi, bisogna partire proprio da qui: dall’approccio ad Agostino-uomo.

Sant’Agostino monaco

Mentre un po’ dovunque si stenta a parlare di lui come monaco, l’ autore  approfondendo questa sfumatura, ne traccia  chiaramente la dimensione essenziale. Se è vero che prima della conversione le sue aspirazioni erano altre, quando essa è avvenuta, Agostino ha abbandonato tutto perché attirato proprio dalla vita monastica.
Il desiderio della condivisione, lo induceva a non poter vivere da solo e a prediligere la vita  comunitaria. Perché lui non era solo il teologo che si mette a scrivere saggi. Era anche un pastore a contatto con la gente che doveva accompagnare nella fede e difendere dagli attacchi degli eretici. I suoi discorsi erano omelie e non trattati accademici. Era depositario di una santità costruita nel tempo e, sostanzialmente, era una persona umile.Pubblico nel Santuario di Valverde

Non tener conto di tutto ciò, è avere di Sant’Agostino una visione riduttiva. Per questo padre Ferlisi, come figlio spirituale e fiero appartenente al suo Ordine, ha voluto mettere a fuoco ogni aspetto della poliedrica statura. Da tali sentimenti nasce pertanto questo libro che, come un caleidoscopio, irradia luce sotto tante sfaccettature affinché tutti vi si possano ritrovare!

Il rapporto di padre Gabriele con Papa Leone XIV

Avviandoci al termine dell’interessante serata, il riferimento a Papa Leone XIV, primo agostiniano successore di Pietro, è stato atteso e immancabile.
Quando lui, padre Robert Francis Prevost, nel 2013 stava per finire il suo secondo sessennio come priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino (il primo dei tre rami della famiglia agostiniana), io – ha precisato padre Gabriele – ero all’inizio del mio primo e unico mandato di priore generale degli Agostiniani Scalzi . Ci sono stati fra noi rapporti di collaborazione, ma non di vita comune. Tuttavia la conoscenza che ho di lui è di un uomo serio e sereno, che pensa prima di parlare, mite, profondamente spirituale, un uomo di Dio”.

Quindi il mio pensiero è che Leone XIV – prosegue il religioso – lo sentiremo parlare ed agire con le stesse parole e la stessa passione di sant’Agostino. Con la sua stessa chiarezza, dolcezza e fermezza, con la sua stessa ansia di unità, comunione e missione. Questa agostinianità del nuovo papa è un valore aggiunto al suo ministero petrino”.

Giunti alle ultime battute, padre Ferlisi, dopo aver condensato le “trenta pennellate” nell’ avvincente libro appena presentato, conclude: “Quanto mi sarebbe piaciuto vivere nella comunità di Ippona, con Agostino come superiore!”.
Non poteva non concludere così chi, del grande Dottore della Chiesa, in quest’opera ha tracciato un  “primo piano” dettagliato, profondo e innamorato.

 

Marcello Distefano