Libri / Pasquale Almirante riporta alla luce le vicende del teatro siciliano dopo l’Unità d’Italia

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Presentazione libro di Pasquale Almirante

Un capitolo poco noto della storia culturale italiana riemerge grazie al lavoro di Pasquale Mimmo Almirante. Con il volume “Il teatro siciliano attraverso le lettere di Antonio Teodosio Almirante a don Lionardo Vigo di Acireale. 1859 – 1873″ (edito da Alga), l’autore riporta alla luce la vicenda del teatro di prosa nell’Isola durante i travagliati anni successivi all’Unità d’Italia. Restituendo così voce a protagonisti rimasti ai margini delle narrazioni ufficiali.

La presentazione si è tenuta lo scorso 26 febbraio nella biblioteca comunale “Abate Ferrara”, nell’ambito del ciclo culturale “Trecastagni che Scrive…”. Iniziativa che conferma l’attenzione del territorio verso la valorizzazione della memoria storica e letteraria siciliana. A dialogare con l’autore è stato Ezio Donato, che ha messo in luce il contesto storico e le dinamiche culturali dell’epoca. E si è soffermato in particolare sul ruolo degli intellettuali siciliani nella costruzione di una identità teatrale condivisa. L’incontro è stato moderato dal giornalista Giuseppe Petralia.copertina libro Almirante

Nelle lettere la difficile vita delle compagnie teatrali

Il libro pubblica e analizza trentasette lettere inviate tra il 1859 e il 1873 dal capocomico Antonio Teodosio Almirante a Lionardo Vigo Calanna, patriota e raffinato uomo di cultura, noto anche per la sua monumentale “Raccolta di canti popolari siciliani”.
La scelta editoriale è semplice quanto efficace: lasciare che sia il protagonista a raccontare in prima persona la vita delle compagnie “comiche di giro”, trasformando la corrispondenza privata in documento storico di grande valore.

Dalle lettere emerge un mondo fatto di spostamenti continui, contratti incerti, teatri improvvisati e repertori spesso composti da traduzioni e adattamenti stranieri. In assenza di teatri stabili e di sostegni pubblici, la prosa si arrangiava, mentre l’opera lirica trionfava nei grandi palcoscenici. La Sicilia diventa così un microcosmo della realtà nazionale: un’Italia appena unificata, ricca di fermenti ma segnata da fragilità strutturali.

La figura di Antonio Teodosio Almirante, poco presente nei manuali di storia del teatro, si rivela invece centrale. Dalle sue opere affiora il ritratto di un capocomico – imprenditore capace di tenere insieme numerose famiglie d’arte come i Malvica, i Menichelli, i Quintavalle e gli Anselmi. In un equilibrio delicato tra vocazione artistica e necessità economiche.
E’ quell’humus che precede la grande stagione del teatro siciliano novecentesco, da Angelo Musco fino alle figure femminili che segnarono la scena italiana come Eleonora Duse e Adelaide Ristori.

 Un’opera che va oltre la ricostruzione storica

Pasquale Almirante, Ezio Donato, Giuseppe Petralia
Da sx: Pasquale Almirante, Ezio Donato e Giuseppe Petralia

L’operazione di Pasquale Mimmo Almirante va oltre la ricostruzione storica: è una vera archeologia teatrale. Le lettere, scritte dai paesi in cui la compagnia sostava, raccontano difficoltà logistiche, rapporti con il pubblico, tensioni economiche. Ma anche orgoglio professionale e passione per un’arte considerata “minore”.
Ne scaturisce un affresco minuzioso, lontano dalle cronache ufficiali, che restituisce dignità a chi faceva teatro con mezzi modesti ma con assoluta dedizione.

Particolarmente significativo è il dialogo epistolare con Vigo Calanna. Nelle missive si intrecciano questioni teatrali e letterarie e la Sicilia post – unitaria appare come laboratorio culturale in cui il teatro diventa collante sociale e spazio di crescita civile.
Il volume si pone in ideale continuità con “Da Pasquale a Giorgio Almirante. Storia di una famiglia d’arte” (Marsilio), completandone il percorso.
Se delle lettere di risposta di Vigo non è rimasta traccia, probabilmente disperse nel continuo peregrinare della compagnia, quelle di Antonio Teodosio, gelosamente custodite, giungono oggi come testimonianza preziosa di un’epoca.

“Il teatro siciliano” non è soltanto un libro per studiosi e appassionati, ma un contributo importante per comprendere come la cultura abbia saputo farsi strada tra le difficoltà materiali di un Paese appena unificato. Colma un vuoto storiografico e invita a guardare alla Sicilia come laboratorio teatrale capace di costruire, attraverso l’impegno di artisti e intellettuali, una identità condivisa.

 

Caterina Maria Torrisi