Una lettura del poeta Micio Tempio, lontana dagli schemi a cui siamo abituati questa è la finalità che la scrittrice prof.ssa Gloriana Orlando è riuscita a trasfondere nel suo libro: “Quel satiro di Micio Tempio”. Sottotitolo “Scopriamo l’uomo dietro i suoi versi”.
Attraverso le pagine di quest’opera l’autrice dà una lettura della vita del poeta aderente alla realtà. Su impulso dell’ associazione “Generattivi”, cantieri di cultura e di informazione, coordinata da Sonja Streck, il libro è stato presentato a Catania nel Centro Studi laboratorio d’arte di via Caronda, grazie alla disponibilità del regista Alfredo Lo Piero.

Le principali tematiche sono state approfondite dal presidente dell’ associazione Daniele Lo Porto, che ha intrattenuto il pubblico in sala attraverso una breve presentazione della vita dell’autrice e un piacevole scambio con la stessa sulla nascita del libro.
Gloriana Orlando ha insegnato materie letterarie e latino al liceo. Attualmente collabora con note riviste letterarie. Ha pubblicato saggi di critica letteraria su Italo Calvino, Federico De Roberto, Vitaliano Brancati ed altri. Ha pubblicato romanzi storici, citiamo soltanto qualche titolo: “Profumo di papaveri”( 2000), “Alienor”(2011). Nel 2015 ha vinto il premio internazionale Nino Martoglio con “Il filo del tempo”. Infine recentemente ha pubblicato nel 2021 “Gli spostati” e nel 2023 “La guerra degli altri“.

I versi del poeta settecentesco sono stati brillantemente recitati da Nuccio Porto, laureato in Scienze Politiche, figura poliedrica molto nota nel panorama culturale. Infatti i suoi interessi spaziano dal disegno alla poesia, dalla recitazione alla scultura, dal canto alla pittura. Suoi sono i disegni con cui sono state decorate le porte delle stanze del Romano Palace.
Tra i versi recitati citiamo quelli più significativi. “Ad un cavaleri” dedicato al principe Ignazio Biscari Jr. nei riguardi del quale Tempio nutriva avversione totale. “Figghia” dedicata alla moglie morta nel dare alla luce la figlioletta. “Parenti”, pochi versi ma efficaci contro parenti e cognati che lo avevano sfruttato riducendolo in miseria. “Al mio amato Pasquale”, dedicata al figlio nato dalla relazione con Caterina, che il poeta riconobbe soltanto prima di morire.

Durante la presentazione del libro sono state proiettate opere fotografiche di Sonja Streck. “Consistono – spiega l’autrice – in esposizioni multiple, una sorta di collage in cui sovrappongo fino a tre motivi diversi. Poi li modifico digitalmente, creando una sorta di pittura fotografica, per me un ulteriore mezzo di espressione artistica”.
Di Micio Tempio abbiamo parlato con la scrittrice Gloriana Orlando
Perché ha scelto di occuparsi di Micio Tempio?
Ho scoperto Micio Tempio circa 25 anni fa quando ho fatto un lavoro con i miei alunni, attraverso delle ricerche sul Settecento a Catania svolte insieme ad altri colleghi. Alcuni si sono occupati dell’aspetto scientifico, altri dell’aspetto artistico, altri dell’architettura.
A me toccò approfondire la figura di Micio Tempio, così l’ho scoperto; lo conoscevo poco, ma da quel momento ha cominciato ad interessarmi. Ho scritto addirittura un romanzo in cui lui era non proprio il protagonista, ma un personaggio importante che risolveva o scioglieva l’avvenimento.
Poi ho continuato a studiarlo perché era un personaggio affascinante sul quale ci sono pochi studi a dire il vero. Ultimamente ho scoperto tutti questi manoscritti autografi nella biblioteca Ursino – Recupero ed è stata veramente una scoperta fantastica perché è venuto fuori un mondo ricchissimo. Soprattutto un uomo completamente diverso da quello che si crede.
Nel libro che ha scritto precedentemente Micio Tempio era fedele, oppure era un personaggio creato da lei?
Quello era un romanzo storico in cui il personaggio di Micio Tempio era rappresentato in maniera fedele perché io avevo fatto già le ricerche, però era una storia di fantasia. Si intitolava “Profumo di Papaveri”. Questo romanzo che ho scritto ultimamente, invece, è una biografia con carattere scientifico.
Qual è l’attualità di questo personaggio?
L’attualità è determinata dall’essere in lotta con il potere: da questo punto di vista io lo vedo molto moderno. Tutto quello che si è raccontato su di lui erano soltanto “fake news” e quindi sotto questo aspetto è attuale, per cui io ho cercato di sfatare queste notizie false che giravano su di lui, servendomi dei documenti che avevo consultato.
E’ un personaggio molto vivo, che parla ancora con noi , spiegandoci come è difficile a volte la vita e come bisogna trovare uno sfogo nella scrittura. Tempio trovava la serenità e la felicità scrivendo versi.
Come è stata la vita di Micio Tempio?
Una vita infelice, perché era diventato povero, apparteneva ad una famiglia numerosa, e come diceva lui stesso: “mi avete spolpato fino alle ossa”. Era molto apprezzato, però viveva di stenti, campava grazie all’aiuto di qualche amico, e non ha avuto mai una vita facile.
Io vorrei che si scoprisse questo personaggio per quello che era veramente. Infatti il titolo del libro “Quel satiro di Micio Tempio” significa due cose: satiro significa nell’accezione comune una persona volgare, scurrile, magari aggressiva, l’immagine classica che noi abbiamo. Invece nell’antica Roma, si chiamavano satiri quelli che appartenevano ad un genere letterario che criticava i costumi, e privilegiava l’ironia.
Mirella Cannada
