Libri / Presentato ad Acireale “Senza” di Gaetano Perricone, autobiografia di una perdita

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La malattia è una croce per chi la subisce, e per chi ama l’uomo o la donna ammalata.
La scoperta, le terapie, le tiepide speranze, la sofferenza, la morte della speranza prima e la morte materiale poi sconvolgono e corrodono i cardini della nostra esistenza.

Il giornalista professionista Gaetano Perricone, già redattore del quotidiano “L’Ora” di Palermo e poi protagonista di altre valide esperienze, narra in “Senza”, edito da “Algra”, la vicenda, anzi il calvario durato quasi due anni della moglie Daniela Lupo. Che, a causa di un raro cancro cerebrale ha trovato la morte il 13 maggio 2025.
Il diario, o romanzo che dir si voglia è stato presentato, venerdì 27 febbraio, nella sala “Galatea” del palazzo municipale di Acireale. Non si può certo dire che l’aula fosse gremita, ma il nostro libro è stato discusso e apprezzato senza problemi.

A moderare il giornalista professionista Giuseppe Vecchio, direttore de “La Voce dell’Jonio”, e a relazionare un’altra giornalista professionista, Maria Lombardo (famose le di spettacoloo e letteratura su “La “Sicilia”.
Un aspetto bello di questo diario – sarebbe meglio chiamarlo autobiografia dell’amore e del dolore e dopo capiremo il perché – è che deve la sua nascita in parte al continuo aggiornamento, tramite le piattaforme digitali, dello stato di salute della moglie da parte del devoto marito.

Senza / Dolore e solitudinePresentazione libro Senza

Come non ha mancato di ricordare lo stesso protagonista della tragica storia, molti amici, con la malattia di Daniela, sono scomparsi. “Desaparecidos” addirittura anche il giorno della sua dipartita.
Dunque, non solo il dolore che reca inevitabilmente con sé una tale malattia. Ma anche la profonda solitudine di chi affronta un “percorso” senza avere una spalla su cui piangere.

Perricone scrive e ribadisce che nella sua permanenza in un centro ad hoc milanese, il “Carlo Besta”, era unicamente lui a fianco della moglie. In compenso, quest’odissea che ha portato Daniela dalla Sicilia alla Lombardia ha concretizzato l’incontro con una psiconcologa, Maradini, che le ha reso il viaggio verso la morte più dolce.
Orbene, il giornalista ha così scoperto di essere un donatore d’affetto nei confronti della sua compagna di vita.  Potremo continuare narrando la riabilitazione a Villa Sofia in Acireale, le ultimi flebili speranze poi tradite e vinte dalla maligna sorte.

La malattia fa avvicinare alla fedeCopertina Senza

Ma la parte più stupefacente è stata una sorta di avvicinamento alla fede da parte di due comunisti trinariciuti. Direte voi è facile usare Dio come una bancocarta; e questo rende l’idea di quanto possa scuotere la coscienza la forza devastante della malattia.

Un romnzo dalle premesse toccanti, al di là della giustificazione della scrittura quale “medicina terapeutica” nella prefazione.

Le letture declamate dal trio Carmen D’Anna, Lella Costa e Rosa Maria Garozzo (dell’Università popolare “Giuseppe Cristaldi” di Acireale) hanno dato un assaggio, nonostante la prolissità, del sentimento vivo di un uomo che ha perduto il suo amore assoluto.

                                                                                   Giosuè Consoli