Il libro su padre Maugeri – 1 / Emerge un sacerdote santo e un fine compositore dall’opera di Salvatore Licciardello edita da “La Voce dell’Jonio”

Un incontro volto al ricordo di una figura religiosa, quella di padre Antonino Maugeri, scandito dalla presenza della musica, eseguita a piccoli tratti, ma citata costantemente e resa protagonista insieme al sacerdote che l’ha coltivata lungo la sua vita, per parecchi decenni vissuta anche nel delicato servizio di esorcista.
All’interno della suggestiva Basilica dei Santi Apostoli Pietro e Paolo di Acireale, è stato presentato al pubblico il libro “Tutto quaggiù è armonia – Padre Maugeri: uomo sacerdote musicista”, edito da La Voce dell’Jonio, scritto dal prof. Salvatore Licciardello. Gli amici, i conoscenti di don Antonino, ma anche semplicemente chi frequenta la chiesa hanno partecipato numerosi alla serata in cui è stata delineata con chiarezza l’immagine dell’uomo che si è dedicato a Dio ed agli altri, con la passione per la musica sacra ed il canto.
Le varie testimonianze, sia quelle citate nella biografia su di lui incentrata, sia quelle degli intervenuti alla serata, ne hanno proposto la figura sempre sorridente e felice. Un sacerdote popolare, per la gente, che si prodigava nell’ascoltare tutti. Originario di Randazzo, da una famiglia ben salda nei valori e nel senso della fede, favorevole a questa sua propensione religiosa e spirituale, all’età di tredici anni entra nel Seminario Vescovile di Acireale e nel 1941 viene ordinato sacerdote. Nel 1962 diviene Rettore della Basilica dei SS. Pietro e Paolo. La sua dedizione alla musica è tale da fargli conseguire il diploma di Canto corale ed Organo alla Scuola Diocesana di Musica Sacra di Como.
“La musica era la sua seconda vocazione e la viveva con grande interesse interiore”, conferma mons. Guglielmo Giombanco, vescovo di Patti. Una figura “ poliedrica”, come l’ha definita il prof. Licciardello, che vi ha dedicato la sua ricerca meticolosa di fonti, testimonianze, aneddoti e ne ha fatto una biografia usufruibile per tutti ed utile a perpetuarne il ricordo all’interno della comunità e della diocesi tutta. “Il libro ha puntato l’attenzione su una figura importante per Acireale, che rinasce nella memoria collettiva. Con la biografia si è portato avanti il programma di riedizione del nostro Padre Maugeri. Bisognava assolutamente ricordarlo, non solo per lui ma anche per l’intera città, che è stata presente numerosa questa sera”, ha affermato l’autore.
Ha ribadito l’utilità del lavoro il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti: “Esprimo la gratitudine della diocesi di non lasciare fagocitare nell’oblio questa figura così talentuosa”. Don Antonino, infatti, svolgeva il suo ministero con la gioia della preghiera, del rendere grazie a Dio, dell’aiutare gli altri anche con il delicato ruolo di esorcista: “Trentacinque anni fa intervistai Padre Maugeri che mi parlò dell’esorcismo con una semplicità disarmante, ma che io feci fatica ad ascoltare fino in fondo, tanto che gli chiesi di fermarsi. Era un uomo fatto per la gente, semplice ma ricco di talenti che spendeva per gli altri”, ha raccontato il giornalista Giuseppe Vecchio, direttore de La Voce dell’Jonio, testata per la quale il prete ha collaborato con i suoi scritti per circa vent’anni.
Durante l’incontro è emersa, dunque, una persona semplice nella sua complessità. La sua musica gli nasceva spontaneamente e non poteva farne a meno “Serbo il ricordo personale di un uomo che metteva a disposizione sé stesso, che voleva capire meglio come la sua musica potesse servire per il suo messaggio evangelico. Era il suo modo di esprimersi per raggiungere immediatamente il cuore e la testa delle persone, c’è riuscito perfettamente e ci riesce ancora oggi”, così lo ha descritto lo storico della musica Gian Nicola Vessia, che lo ha conosciuto e ne ha condiviso la passione per le melodie.
La figura di don Antonino non sbiadirà nella mente delle persone che con lui hanno interagito e sarà abbracciata dalle musiche, dalle note generate dal suo animo per lodare Dio in modo gioioso ed allegro, per rispecchiare una fede carica di speranza ed amore.

Rita Messina