Fedele alla tradizione che vuole il periodo della pausa feriale, particolarmente propizio per coltivare la riflessione e sviluppare il confronto, il Meic – Movimento Ecclesiastico d’Impegno Culturale ha vissuto dal 25 al 29 agosto la Settimana Teologica presso la consueta location del Monastero di Camaldoli.
L’iniziativa si riconduce a un percorso triennale, scandito in tre tappe, aventi ciascuna per tema: per il 2025, la questione del genere; per il 2026, il rapporto degli umani con macchine e animali; per il 2027 il rapporto individuo/società. Da approfondire e dibattere nell’ottica di offrire alla Chiesa e alla società strumenti per la formazione di un pensiero illuminato dalla fede e articolato nel dialogo col mondo.
Pregnante per le implicazioni di ordine teologico, scientifico, etico e antropologico il focus dei lavori svolti: “Maschio e Femmina li creò: il messaggio della Fede alla prova del gender”. Su cui hanno relazionato studiosi e specialisti. Abbiamo colto le impressioni del presidente del Meic di Catania, dott. Filippo Uccellatore sulle indicazioni emerse dai lavori, a cui ha preso parte.
Dott. Uccellatore come si collocano gli incontri di Camaldoli nella vita pluridecennale del Meic?
A metà degli anni 30’, per ispirazione di Giovanni Battista Montini, il futuro Paolo VI, il Monastero di Camaldoli venne scelto come sede delle Settimane di cultura e teologiche, curate dal Movimento Laureati di Azione Cattolica. Settimane che prevedevano la novità di una partecipazione anche femminile. Da allora l’appuntamento annuale di fine agosto è divenuto punto di riferimento per la Chiesa italiana e la vita politica e culturale del Paese.
Nel 1980 il Meic, adeguandosi alle prospettive indicate dal Concilio Vaticano II, ha sostituito il Movimento Laureati, con la sua duplice qualifica di ecclesiale, come ponte tra fede e società. Di culturale, per la cura della cultura, intesa come elemento di relazione, incontro e dialogo con tutti. E di impegno di lettura della realtà e di giudizio critico, per una maturazione della coscienza civile. Ciò per la sua natura intrinseca di insieme di valori, di libertà, di capacità, di vita in un continuo processo coerente alla difesa della dignità della persona.
Ogni anno la presidenza di turno sceglie l’area tematica su cui articolare il programma. Si vivono pure momenti di preghiera e di riflessione religiosa condivisi con la Comunità monastica. Quest’anno ad esempio si è celebrata la liturgia penitenziale nel Giubileo della Speranza.

Presidente quali sono le esigenze sottese ai temi scelti per la settimana teologica di quest’anno?
Col dibattito su alcune questioni quotidiane socio-culturali, come l’omosessualità e le unioni omosessuali e la loro genitorialità, il transessualismo, l’incrocio Gender/queer, la comunità LGBTI, che sono confluite nel gran contenitore ideologico della teoria del Gender, il Meic ne ha fatto una riflessione biblico-teologica, antropologico-morale, socio-psicologica, pedagogica ed ecclesiale, alla luce del testo sacro della Bibbia. Nella consapevolezza che non è un trattato di antropologia ma che ci indica “un sistema valoriale da comprendere e salvare”.
Quali gli elementi più salienti emersi dalle relazioni e dal dibattito a cui lei stesso ha preso parte?
Quando parliamo di sesso e di genere viene fuori la vecchia contrapposizione tra natura e cultura. Da un lato, la determinazione del sesso alla nascita, dall’altro le regole sociali, i comportamenti che la società associa a maschi e femmine.
I temi trattati: Dio e il diritto alla differenza, ”identità al bivio”: percorsi di altro genere, identità e persona: tra complessità e semplificazione, identità sessuale e antropologia cristiana, questione gender e sfera pubblica inclusiva.
Si è dato risalto alle differenze sessuali nella Bibbia; il sesso come natura corporea; genere come costrutto sociale; gender come ruolo e orientamento di genere; libertà e responsabilità. Identità della persona come soggetto sociale, non contrapposizione tra natura e cultura tenendo conto delle diversità e della complessità.

Il tutto illuminato dalla rivelazione cristiana nel comandamento che Gesù ci ha dato: amatevi come Io ho amato voi. Il mio intervento ha riguardato l’aspetto biologico della persona, in particolare il funzionamento del corpo umano come un sistema complesso in equilibrio dinamico tra la grande flessibilità della regolazione dell’espressione genica e la rete di comunicazione tra cellule, tessuti e organi. Di ciò la società deve tenere conto sia dal punto fisico che psicologico. In particolare in relazione a cure ormonali e interventi chirurgici riguardo al cambiamento del sesso.
Qual è il retaggio della settimana teologica per le attività del Meic nel prossimo anno sociale?
Il tema del prossimo anno è il Rapporto uomini/animali/ macchine. Il dibattito riguarderà, in una prospettiva filosofico-teologica, il rapporto tra umanesimo e tecnologie. A partire dagli ibridi cellulari, di grande interesse per comprendere sia gli aspetti nuovi della biodiversità, sia meccanismi di grande impatto per la salute umana. Fino allo sviluppo digitale con intelligenza artificiale e sue applicazioni. Occorrerà una formazione culturale digitale e una etica adeguata allo sviluppo tecnologico. La linea di condotta la troviamo nell’enciclica Laudato Sì del 2015 di papa Francesco.
Ringraziamo il dott. Uccellatore per il contributo e auguriamo al sodalizio un proficuo anno sociale.
Giuseppe Longo
