Ambiente e Salute / Mindfulness e terapia, l’incontro promosso da inPerFormat ETS

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Un pubblico numeroso ha partecipato all’incontro “Mindfulness e terapia”, patrocinato da inPerFormat ETS e tenuto dalla psichiatra e psicoterapeuta Costanza Vecchio. L’evento, previsto in presenza il 21 gennaio presso Piazza Cavour a Catania, si è svolto online a causa della allerta meteo, offrendo un’importante occasione di riflessione sul legame tra mindfulness e salute. A moderare è stata Marika Greco, psicoterapeuta e PTSTA.

In apertura, la d.ssa Greco — membro del direttivo di inPerFormat ETS, associazione riconosciuta dall’EATA (Associazione Europea di Analisi Transazionale) — ha introdotto l’obiettivo dell’incontro. Cioè quello di fornire una “cornice chiara” a un tema sempre più discusso ma non sempre compreso, la Mindfulness, e il suo ruolo nei contesti sanitari. La d.ssa Greco ha introdotto il lavoro della relatrice, sottolineando come la sua prospettiva integri la dimensione medica con una lettura olistica e una particolare attenzione alla presenza terapeutica. Da qui la domanda iniziale: come è avvenuto l’incontro personale e professionale con la Mindfulness?

Ambiente e Salute / Mindfulness e terapia: origini antiche, pratica contemporanea

La d.ssa Costanza Vecchio ha aperto l’incontro ripercorrendo la propria formazione in meditazione e mindfulness, iniziata 18 anni fa, con l’intento di offrire ai partecipanti informazioni chiare e affidabili su una pratica spesso fraintesa. Ha posto subito una domanda centrale: la Mindfulness è una “moda” o una disciplina fondata su basi scientifiche?

La relatrice ha chiarito come la Mindfulness venga talvolta intesa erroneamente come una tecnica di rilassamento, mentre rappresenta un approccio più ampio, fondato sulla presenza mentale e sulla gentilezza. Ricostruendone le origini — risalenti al concetto di “Sati” nella tradizione buddhista, oltre 2500 anni fa — ha spiegato che la Mindfulness contemporanea, nella sua versione laica, mantiene gli stessi principi. Allenare l’attenzione, osservare l’esperienza senza giudizio e coltivare un atteggiamento gentile. Una pratica apparentemente semplice, che richiede però disciplina e continuità quotidiana.

Ambiente e Salute / Mindfulness e terapia: cosa accade nel cervello quando meditiamo

Uno dei momenti più apprezzati della serata è stato l’approfondimento sulle neuroscienze applicate alla Mindfulness. La d.ssa Vecchio ha illustrato alcuni dati emersi dagli studi degli ultimi sessant’anni, fra cui maggiore attivazione e ispessimento della corteccia prefrontale dorsolaterale, sede di attenzione e problem solving. Ma anche riduzione della reattività dell’amigdala, correlata a stress e reattività emotiva, protezione dell’ippocampo, cruciale per memoria e regolazione emotiva. Inoltre, disattivazione della Default Mode Network, responsabile della ruminazione mentale. Ha sottolineato, inoltre, come i cambiamenti delle strutture cerebrali sono già evidenti già dopo otto settimane di training di mindfulness. La Mindfulness emerge così come un vero e proprio allenamento mentale, capace di aumentare stabilità emotiva, concentrazione e resilienza allo stress.

Ambiente e Salute / Mindfulness e terapia: dalla clinica del dolore ai protocolli terapeutici

Durante l’incontro, la d.ssa Greco pone una domanda centrale: in che modo queste pratiche possono essere integrate nel lavoro clinico?
La d.ssa Vecchio fa un excursus storico sull’uso della Mindfulness in ambito clinico, che nasce negli Stati Uniti alla fine degli anni Settanta. Il primo a introdurla in un contesto medico fu Jon Kabat‑Zinn, biologo del MIT, che nel 1979 fondò alla University of Massachusetts Medical School la prima clinica MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction), per pazienti con dolore cronico refrattario ai trattamenti tradizionali.

L’obiettivo era offrire un supporto che integrasse corpo e mente, superando il modello occidentale del medico come “meccanico”, che deve “aggiustare” qualcosa. Per recuperare una visione più ampia dell’essere umano, che intenda la guarigione come un processo capace di coinvolgere le risorse naturali dell’organismo. La Vis Medicatrix Naturae è un concetto ben noto anche in analisi transazionale e utilizzato dallo stesso fondatore Eric Berne.

mindfulness salute ambiente allenamentoDa lì, la diffusione internazionale e la nascita di protocolli specifici, fra i primi DBT (Dialectical Behavioral Therapy), utilizzato per instabilità emotiva e disturbi di personalità borderline, e MBCT (Mindfulness-Based Cognitive Therapy), per la depressione, raccomandato dal NICE, l’ente britannico per l’eccellenza clinica. Diversi protocolli sono stati creati in seguito per altre condizioni mediche. Ad esempio in ambito oncologico, per i disturbi da uso di sostanze, per la gestione dei comportamenti impulsivi connessi all’alimentazione, per la salute mentale in gravidanza e per altre problematiche psico-fisiche.

Ambiente e Salute / Mindfulness e terapia:

l’impulsività alimentare e il trauma complesso

Durante l’incontro, la d.ssa Greco ha presentato un caso clinico relativo all’impulsività alimentare, in cui ha inserito nel trattamento, condotto in un quadro di riferimento psicodinamico, tecniche di mindful eating finalizzate a incrementare la consapevolezza somatica e a interrompere pattern automatici di alimentazione incontrollata. La d.ssa Vecchio ha quindi condiviso la sua esperienza nel lavoro con pazienti migranti con storia di trauma complesso, evidenziando miglioramenti nella regolazione emotiva e nell’affettività, con effetti indiretti anche sulla gestione farmacologica, in particolare riduzioni significative dei trattamenti ansiolitici.

Più recentemente, l’utilizzo della mindfulness si è esteso oltre l’ambito terapeutico, e sono stati creati percorsi adattati per scuole, aziende e organizzazioni. Nei contesti professionali si è rivelata particolarmente utile nella prevenzione del burnout e nella gestione dello stress correlato alle attività lavorative.

Il confronto finale con i partecipanti

Tra le domande del pubblico, una riguardava l’affidabilità dei video di Mindfulness su YouTube. La d.ssa Vecchio ha chiarito che la pratica non è dannosa per la popolazione generale. Piuttosto, la sua efficacia dipende dalla qualità della guida: “la Mindfulness del terapeuta è essa stessa uno strumento terapeutico”. I video possono essere un supporto, ma non sostituiscono l’apprendimento consapevole e la pratica regolare, come in un allenamento fisico in palestra.

Un altro intervento ha toccato la difficoltà nell’accettare le proprie emozioni. La d.ssa Vecchio ha spiegato che l’accettazione non è un prerequisito ma una conseguenza della pratica, resa possibile da un lavoro graduale sulla compassione e sulla capacità di restare con il disagio senza evitamenti. bosco mindfulness terapia

L’intervento di una partecipante sulle condizioni sempre più insostenibili del sistema sanitario ha infine aperto un ampio confronto sulle criticità del mondo lavorativo. La d.ssa Vecchio ha ricordato come la pandemia da Covid‑19 abbia reso evidente un fenomeno già noto. L’elevato rischio di burnout per gli operatori a contatto quotidiano con la sofferenza psicofisica è un allarme rilanciato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. OMS che nel post‑pandemia ha chiesto misure urgenti a tutela del personale.

La d.ssa Vecchio ha sottolineato un punto cruciale emerso nei programmi di Mindfulness applicati ai contesti lavorativi. Cioè che proporre training solo ai dipendenti rischia di normalizzare e legittimare carichi e pressioni eccessive. Per questo, i percorsi prevedono il coinvolgimento attivo dei dirigenti, affinché la Mindfulness diventi parte di un cambiamento organizzativo reale. L’obiettivo è creare una cultura della mindfulness e salute al lavoro che non sia un semplice strumento per reggere carichi eccessivi. Ma si tratta invece di un nuovo paradigma di benessere sostenibile.

Chiusura e prospettive future

La d.ssa Greco ha chiuso l’incontro ringraziando i partecipanti e annunciando l’intenzione di sviluppare iniziative per sperimentare la Mindfulness in modo diretto. La conclusione apre la strada a possibili percorsi integrati tra mindfulness e contesti di cura, con l’obiettivo di promuovere salute, benessere e crescita personale, favorendo un approccio olistico e centrato sulla persona.