Mondiali di calcio / Come l’intelligenza artificiale irrompe in campo

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mondiali di calcio 2026

L’intelligenza artificiale entra a gamba tesa nel mondo del calcio e lo fa tramite la manifestazione più importante di tutte, ovvero i Mondiali 2026. La natura rivoluzionaria della nuova edizione, infatti, non consiste solo nella distribuzione degli incontri in tre nazioni – Canada, Messico e Stati Uniti d’America – ma anche nell’uso dell’intelligenza artificiale, che si appresta ad essere un fattore cardine sotto diversi aspetti. Sono tre gli ambiti su cui ci concentreremo: il turismo nei tre paesi ospitanti, il regolamento e il nuovo sistema di moderazione dei commenti sui social introdotto dalla FIFA.

Mondiali 2026 e intelligenza artificiale

IA e turismo nei tre paesi ospitanti

Alcuni dati preliminari di Data Appeal Company evidenziano come i tre paesi ospitanti si apprestano a fronteggiare una sfida piuttosto ardua per quanto concerne il settore turistico, che in questo periodo deve tenere testa a picchi di domanda concentrati in finestre temporali molto brevi, rischiando di mettere in ginocchio infrastrutture, trasporti e sistemi di prenotazione. Se è vero che il settore alberghiero registra risultati meno brillanti del previsto negli Stati Uniti – complice la situazione geopolitica alquanto tribolata – è vero anche che la formula innovativa della competizione, che si distribuisce fra tre Paesi e numerose città ospitanti, genera comunque flussi turistici più consistenti rispetto alle precedenti edizioni.

Per questi motivi, l’intelligenza artificiale diventa un fattore fondamentale nell’organizzazione dei viaggi e degli spostamenti all’interno dei tre paesi ospitanti, a tal punto che per molti esperti del settore il vero protagonista dei Mondiali 2026 sarà proprio l’intelligenza artificiale. Le piattaforme basate sull’AI, infatti, saranno chiamate a fronteggiare le sfide provenienti da una situazione estremamente dinamica, in cui i milioni di tifosi in movimento fra le sedici città ospitanti hanno la necessità di avere informazioni rapide su posti e itinerari disponibili e su come ottimizzare gli spostamenti tra le varie città. Alla dinamicità di un contesto simile si aggiunge anche la frammentazione della domanda, che renderà sempre più cruciale l’utilizzo di strumenti intelligenti capaci di analizzare in maniera immediata i dati e i comportamenti dei consumatori.

controllo varIA e regolamento

Anche il regolamento dei Mondiali di calcio 2026 si appresta ad essere rivoluzionato dall’intervento dell’intelligenza artificiale. La FIFA, infatti, ha sviluppato un nuovo sistema, in collaborazione con il colosso cinese Lenovo, per agevolare il lavoro degli arbitri richiamati al VAR nel momento in cui devono prendere delle decisioni: in sintesi, gli schermi riprodurranno le azioni di gioco sfruttando animazioni 3D fluide, che sostituiscono il sistema di ricostruzione bidimensionale delle figure dei giocatori in campo che aveva caratterizzato i replay trasmessi sullo schermo fino ad ora.

L’IA interverrà anche per migliorare il SAOT (Semi-Automated Offside Technology), ovvero il sistema di fuorigioco semi-automatico. Il nuovo software, supportato da 36 fotocamere connesse, sarà in grado di replicare le proporzioni delle figure dei giocatori in campo con precisione geometrica, agevolando notevolmente il lavoro degli operatori all’interno della Sala VAR.

Inoltre, la federazione internazionale lancerà la propria intelligenza artificiale, denominata Football AI Pro. Si tratta di un assistente virtuale che ha l’obiettivo di ottimizzare l’analisi dei dati per le 48 selezioni impegnate durante la Coppa del Mondo, potenziando così il lavoro di match analysis condotto dai diversi staff che potranno, dunque, basare le loro scelte tecnico-tattiche anche sui dati ottenuti con il supporto dell’IA.

intelligenza artificiale socialIA e condotta sui social

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Guardian, la FIFA ha costruito una partnership con la piattaforma AI denominata Respondology. Si tratta di una piattaforma nata per arginare la valanga di insulti sessisti e razzisti rivolti alla campionessa del tennis mondiale Serena Williams, dopo che aveva pubblicato una foto con il suo neonato su Facebook in occasione degli US Open del 2019.

Nel mondo del calcio, invece, Respondology ha fatto il suo ingresso dopo la finale di Euro 2020 da cui l’Italia di Roberto Mancini uscì vittoriosa contro l’Inghilterra: in quell’occasione i giocatori inglesi Bukayo Saka, Marcus Rashford e Jadon Sancho subirono numerosi insulti razzisti sui rispettivi profili social per aver sbagliato ai calci di rigore. Il co-fondatore e attuale CEO di Respondology, Erik Swain, ha detto: “Stimiamo di aver rimosso 1.5 miliardi di contenuti offensivi dal calcio mondiale, e probabilmente è una stima molto bassa. Abbiamo rimosso 15 milioni di commenti razzisti e omofobi nel mondo del calcio, principalmente nella Premier League. E se si pensa a quanto spesso si visualizza ogni commento e si usa una stima prudente di 100, allora si arriva a 1.5 miliardi. E stiamo parlando di club con 50 milioni di followers, atleti con 1 miliardo di followers, quindi 100 è un numero molto basso.”

I Mondiali di calcio tra tradizione e innovazione

I Mondiali di calcio del 2026 ripropongono, dunque, l’eterno dilemma tra tradizione e innovazione. La sfida più grande per il calcio, così come per lo sport in generale, rimane il mantenimento di un certo equilibrio tra l’inevitabile progresso tecnologico, di cui i Mondiali di calcio si sono storicamente fatti portavoce, e la tradizione sportiva, per la quale non bisogna snaturare i veri valori essenziali dello sport. L’evoluzione tecnologica è destinata a trasformare radicalmente l’esperienza e il coinvolgimento di chi fruisce dello spettacolo sportivo, ma l’auspicio è che la spinta verso la modernità non accentui le disparità in termini di accesso alle tecnologie più costose, per esempio, in maniera tale da mantenere una certa credibilità e autenticità in un mondo – quello dello sport – che deve basarsi sui valori dell’equità e della sana competizione.

Alessandro Puglisi