Musei siciliani / L’ex Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica

Oggi l’ex Stabilimento Florio è un “museo di sé stesso” che tenta di fare rivivere l’epoca di un passato glorioso attraverso immagini, suoni e filmati. Si tratta di un vero gioiello di archeologia industriale.

Musei siciliani / La storia del museo Ex Stabilimento Florio

La celebre famiglia Florio prese in affitto nel 1841 la tonnara e acquistò le isole di Favignana e Formica. Ignazio Florio chiamò l’architetto Giuseppe Damiani Almeyda, quindi ampliò e ristrutturò la tonnara, costruendo lo stabilimento per la conservazione del tonno. Qui fu inventato il rivoluzionario metodo della conservazione del tonno sott’olio. Il tonno veniva cioè tagliato a pezzi e poi cotto in 24 grandi caldaie, ancora oggi visibili. Successivamente, era posto ad asciugare. In un altro ampio locale si effettuava la lavorazione delle latte, mediante utilizzo di macchine e saldatrici.

Con la costruzione dello stabilimento, il tonno rosso venne esportato nei principali mercati nazionali e stranieri. Lo stabilimento acquisì così grande successo, sia in termini di immagine che di profitto. Nel 1985 la gestione dell’attività fu affidata all’imprenditore trapanese Nino Castiglione, proprietario di un’industria conserviera e che già gestiva la tonnara San Cusumano. Nel 1991 lo stabilimento fu acquisito dalla Regione Siciliana. I lavori, avviati dai tecnici della Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani, si sono conclusi nel 2010, facendone uno splendido esempio di archeologia industriale.

Musei siciliani / L’architettura dell’ex Stabilimento Florio

Il museo è maestoso complesso, grazie alla sua architettura. Con grandi archi e soffitti altissimi, ricorda le cattedrali, dando un senso di religiosità: come un luogo dove il lavoro aveva un che di sacro e solenne. Il primo nucleo dello stabilimento nacque grazie al genovese Giulio Drago che prese in affitto la tonnara di Favignana nel 1859. Ma la grandiosa costruzione prese vita grazie all’iniziativa di Ignazio Florio, che incaricò, nel 1878, l’architetto Damiani Almeyda di ristrutturare i fabbricati della tonnara. Iniziò così la fortuna di Favignana, che divenne l’isola dei Florio per antonomasia.

stabilimento florio

Lo stabilimento si estende per circa 32mila metri quadrati. Prendono posto una serie di grandi ambienti coperti, spazi e ambienti diversi per dimensioni e destinazioni d’uso come uffici, magazzini, falegnameria, officine, spogliatoio per gli uomini e spogliatoio per le donne, stiva, galleria delle macchine, trizzana e malfaraggio, locali a servizio della lunga batteria di forni per la cottura del tonno e, svettanti su tutto, tre alte ciminiere. Tutti gli edifici sono caratterizzati dal tufo di Favignana.

Ex Stabilimento Florio / Restauro dello stabilimento e l’apertura del museo

Il restauro iniziò alla fine del 2003 e l’inaugurazione avvenne nel 2009. Gli allestimenti espositivi comprendono un museo archeologico che accoglie reperti trovati nelle isole Egadi come ad esempio anfore di vari tipi e periodi storici. Ci sono anche reperti preistorici, una statua acefala, la “fiasca del pellegrino”. E anche un rostro di epoca romana ritrovato nelle acque delle Egadi. Una piccola sezione dedicata ai Florio, due installazioni multimediali olografiche di grande effetto dove sono raccolte le testimonianze delle persone che hanno lavorato in questo stabilimento.

Ed inoltre, una saletta per la proiezione di filmati storici, due sale dedicate all’esposizione delle immagini, una serie di pannelli didattici sulla pesca e sulla lavorazione del tonno, la realizzazione e l’installazione di grandi pannelli grafici e fotografici che illustrano i momenti e le attività più significative delle attività della tonnara. La stanza dell’olio in cui sono esposte le “scatolette” in cui è inscatolato il tonno. All’interno del complesso, nella grande “Galleria delle Macchine”, è stata realizzata una sala convegni, affiancata dalla reception.

Ex stabilimento Florio / Come raggiungerlo e orari di apertura

Il museo si trova in Via Amendola, 29 a Favignana.  E’ aperto tutti i giorni dal Lunedi alla Domenica dalle 9 alle ore 13.30 e dalle ore 17 alle ore 21. E’ consentito l’ingresso ai cani solo nelle aree aperte, muniti obbligatoriamente di museruola e guinzaglio. Il prezzo dei biglietti è di 6 euro ma l’ingresso è gratuito fino ai 18 anni. E’ inoltre ridotto al costo di 3 euro per studenti universitari dai 18 ai 25 e gratuito per insegnanti con attestazione del plesso scolastico. I biglietti sono in vendita a Favignana presso il museo stesso.

Clara Privato

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