Musica / I Beddi, venti anni di folk siciliano “non convenzionale”

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Il 2025 ha segnato una tappa importante per l’apprezzata band musicale siciliana “I Beddi”. Venti anni di attività, celebrata con due nutritissime tournée, una estiva e l’altra nel periodo natalizio. Abbiamo incontrato il leader e fondatore del gruppo, l’acese Davide Urso. Per sapere di più della loro passione musicale e dell’amore che nutrono e manifestano per la nostra terra di Sicilia, di cui promuovono nel mondo le tradizioni e la cultura.

Urso: il nostro è un folk “non convenzionale”

Dal 2005 ci occupiamo di ricercare, riprendere, riscoprire la musica e la letteratura siciliana più o meno tradizionale e riproporla a modo nostro ad pubblico di appassionati del genere folk. Che pian piano si è fatto sempre più numeroso, caloroso ed esigente“.

Negli anni il nostro folk è diventato sempre più “etnico” e moderno soprattutto dopo l’inserimento della batteria e della chitarra elettrica. Il passo definitivo verso quella modernizzazione, a tratti desiderata a tratti completamente spontanea, è stato l’inserimento nella band di Ottavio Leo. Prima tecnico del suono, poi produttore e arrangiatore e da poco anche bassista.

La sua storia musicale e le sue influenze pop sono ormai presenti nel sound della band. Lo si evince dai nostri due ultimi album “Non chiamateci folksinger” e “Fuoco alla polvere“. Due dischi con un’anima folk leggera che sconfina nel blues, nel cantautorato più celebrato in Italia, nel country americano, nel pop estero, nello ska suonato alla vecchia maniera e in molte altre espressioni musicali apparentemente lontane dal folk tradizionale siciliano. Per questo motivo qualche anno fa la band ha coniato un nome originale per descrivere questa miscela di generi che recita così: “Sicily Unconventional Folk”.

Concerto de “I Beddi” in piazza Duomo ad Acireale (16/8/2023)

Venti anni di carriera tra ricerca, riscoperta e innovazione

Dal punto di vista discografico il gruppo ha all’attivo sei dischi, varie partecipazioni a compilation, a colonne sonore di documentari, a sigle televisive. Inoltre può vantare diverse partecipazioni televisive (anche su reti nazionali ed internazionali) e svariati premi e riconoscimenti. Degna di nota è la vittoria con il Brano Tarantella blues dell’11edizione del Festival della Nuova Canzone Siciliana- Premio Trinacria. Negli anni ha svolto un’intensa attività concertistica, avendo partecipato a numerosi festival e tounée in Italia, Austria, Belgio, Danimarca, Malesia, Malta, Olanda, Spagna, Stati Uniti, Tunisia, Ungheria.

Il brano più rappresentativo del gruppo Quannu viru a tia è stato già inciso da quattro gruppi (Karadros, Suddanza, Nuovi Tarì, Ballano’o etnoacustica) e suonato da decine di gruppi in tutta italia e all’estero (anche sotto nomi diversi Quandu viu a tia, Quandu viju a tia, Quannu viru a tie), come testimoniano le documentazioni sul canale YouTube. Un gruppo, insomma, che entusiasma le piazze e scalda i cuori.

La band oggi: nuove entrate e progetti futuri 

In alto (da sinistra): A.Carastro. N.Carpinato e G.Nunzio In basso: O.Leo, D.Urso, M.Sterrantino e F.Frudà

“La band è costruita attorno a musicisti poliedrici appartenenti a mondi artistici e musicali differenti. Mimì Sterrantino, cantautore e figlio d’arte, è la voce principale, il centro del palco la nostra punta di diamante. Giampaolo Nunzio è uno straordinario polistrumentista che riesce a dare voce a strumenti come la Zampogna a paru, l’organetto diatonico, il bouzouki greco, i flauti di canna siciliani e inoltre ha un amore viscerale per il canto tradizionale. Io suono il mandolino, i tamburi a cornice e recito alla maniera dei vecchi cantastorie inedite introduzioni ai canti che proponiamo durante gli spettacoli live.

Io, Mimì e Giampaolo siamo anche gli autori di tutti i brani originali della band. Ottavio Leo, di cui ho già accennato, è il nostro bassista nonché arrangiatore e produttore artistico. Alla batteria e percussioni troviamo Alessio Carastro, alle chitarre elettriche Francesco Frudà e, da un paio di anni, è entrata nella band una dolce presenza femminile, una voce straordinaria, Noemi Carpinato. A lei e alla sua abilità vocale, ma non solo, è affidato il prossimo singolo che uscirà nei prossimi mesi, un brano d’impatto che parla al mondo femminile. Purtroppo non possiamo aggiungere altro per non rovinare la sorpresa ai nostri appassionati e attenti sostenitori”.

Come avrete già capito, I Beddi è una band che si è fatta apprezzare ed amare dal suo pubblico, sempre più numeroso. Sono naturalmente presenti sul web Home – Benvenuti su ibeddi! e nei vari canali social (YouTube, Facebook, Instagram). Una band che ama guardarsi attorno, contaminare, miscelare mondi differenti anche per questo negli anni ha collaborato con artisti del calibro di Mario Venuti, Rita Botto, Mario Incudine, Simona Sciacca, Michele Pecora, Sicily Folk Orchestra, Vincenzo Spampinato e Kaballà. Con Kaballà ha condiviso il palco la recente notte di Capodanno nella splendida Piazza Duomo di Catania.

Insomma, complimenti a “I Beddi”, musicanti di Sicilia, per questi strepitosi venti anni di carriera, auguri per i loro progetti futuri, ma…  non chiamateli “folksinger”!

Guido Leonardi