Due anni fa lasciava questo mondo la pittrice acese Lella Musmeci. L’artista, che si era diplomata presso l’Istituto d’Arte di Catania, si è poi specializzata, seguendo dei corsi presso l’Accademia Raffaello Sanzio di Urbino e di grafica presso l’internazionale Sommerakademie di Salisburgo.
Lunga è stata la sua attività artistica, nonché ricca di opere pittoriche. La sua pittura nasceva da una saturazione di luce e di mitologia, tante erano le creature solari che si trovano nelle sue opere.

Al centro dei suoi quadri troviamo acque marine, spesso misteriose e insondabili. Fulcro di tutto erano delle ieratiche fanciulle, come le definiva Salvatore Silvano Nigro. Ma è lei stessa a definire ieratiche le sue creature “come gli dei diceva, e se non sono dee sono maghe”.
Stefania di Lorenzo invece, descrive le donne della Musmeci non come femmine, ma come anime. Le sue donne, infatti, hanno lo sguardo lontano, i capelli sciolti e le labbra taglienti. Sono mute protagoniste di storie scritte dal rito, attrici di drammi spaventosi. Donne che sono l’anima di un destino che si compie nel rito ciclico della rinascita.
Tanti critici parlarono (bene) di lei
Numerosissime le mostre personali e collettive e rassegne nazionali e internazionali della pittrice acese. Tenute, oltre che nella sua Acireale, a Messina, Siracusa, Catania, Agrigento, Palermo, Enna, Udine, Ravenna, Urbino, Cesena, Ortona, Roma, Pisa, Salisburgo, New York, Caracas.
Tantissimi i critici che hanno scritto di lei: Lucio Barbera, Salvo Bella, Santi Bonaccorso, Corrado Catania, Enzo Catania, Mario Grasso, Salvatore Silvano Nigro e tanti altri.
“È un mondo, il suo, di trasparenti e leggerissimi equilibri, pesi compositivi, di fiabesche filosofie orientaleggianti, di spirituali rappresentazioni leggendarie che lasciano attorno e sulle cose un’anima e una pace di colori meditati alla penombra di una vasta immensità”. (Claudio Milluzzo).
Alla fine degli anni ’80 vedono la luce le opere pittoriche grafiche “Gli Zodiaci“ che rappresentano i segni zodiacali, depositari indecifrabili degli arcani misteri della vita umana. L’artista, proprio come una Circe, attraverso il fascinoso racconto dei tarocchi, risponde alle domande degli uomini, alimentandone le speranze e smorzando i timori.

Nel 2013, propone 14 grafiche acquaforte a colori su carta Pescia con il tema “ Oroscopo celtico degli alberi”. Con questo tema, Lella Musmeci riprende le caratteristiche della religione celtica che considerava qualsiasi elemento come espressione di uno spirito. E, ad ogni luna, veniva attribuita una pianta specifica. Nascere in quel periodo voleva dire incarnare lo spirito della pianta stessa.
Oggi, a due anni della sua scomparsa, la sua pittura continua a darci emozioni con i suoi vividi colori che resistono al tempo.
Mariella Di Mauro
