Si apre con la presentazione di Verona: “È qui, sensuale e tragica città”. Un canto e due aggettivi per identificarla. Scenario famoso della struggente storia d’amore di Shakespeare. “Romeo e Giulietta”, è andato in scena venerdì 26 dicembre, al teatro Abc di Catania. La Compagnia Nazionale del Musical, in coproduzione con Progetto Teatro, ha ripercorso la famosa tragedia dei Montecchi e Capuleti. Momenti di vivacità e allegria si sono alternati con fasi incalzanti ed avvincenti. La musica ha dettato i ritmi, il ballo ne ha definito le scene. 
Il cast formato da molti giovani, come si addice alla storia ed al suo contesto iniziale di spensieratezza. Pian piano la realtà ha preso forma con le difficoltà ed i suoi ostacoli. Fino all’epilogo di dolore. La guida di attori d’esperienza ha condotto gli spettatori a rivivere ogni tappa della vicenda.
L’adattamento del regista Salvo Costantino ne ha conservato le linee originarie. Inserimenti di modernità si sono evidenziati nei canti dei singoli attori ma anche di quelli corali e nei balli, di gruppo e di coppia. Il tutto in modo equilibrato.
Frasi portanti hanno sancito i punti salienti. “La gioventù è un cielo che non basta più!”, ha cantato Romeo. Un mondo dai confini ampi ed allo stesso tempo fragili. I sentimenti messi in risalto, positivi e negativi: “E l’odio che nelle viscere si torce”. Il potere delle parole rafforzato dai gesti e dall’espressività degli attori.
Tanti giovani sul palco
Sul palco Mario Pennisi, Samantha Pennisi, Bruno Gatto, Diego Cannavò, Davide Cannavò, Nicole Santonocito, Carmelo Cannavò, Laura Platania, Daniela Rossello, Seby Pennisi, Mario Sorbello, Ilenia Giuffrida, Giorgio Terrana, Jordan Consoli, Mariana Trovato, Maria Rita Maugeri, Riccardo Personale, Valentina Spina e Federica Nicosia.
Due ore di spettacolo, una pausa, nessuna interruzione della rappresentazione per cambi di scene. Avvenivano in rapidi momenti di oscuramento del palco.
Il matrimonio combinato di Giulietta, deciso dalla famiglia, le viene annunciato senza possibilità di replica. “Quell’uomo è già qui, andrà così, rassegnati a quel sì!”. La melodia dolce e nostalgica prende in alcuni attimi il sopravvento. Giulietta è determinata nel suo animo. “Non sarà mai Verona del cuore mio padrona!”. Una dichiarazione di guerra. Come tale può finire nel tragico.
Realismo nelle scene
Lo annuncia la giovane al suo Romeo. I due innamorati si parlano su due piani diversi. Lei è affacciata al balcone. Lui sotto. Intanto il mondo intorno a loro partecipa della disfatta sempre più annunciata. I giovani delle due famiglie nemiche si affrontano. Il movimento irrompe sul palco. I personaggi si avvicinano concitati su piattaforme mobili. Le luci ne evidenziano l’irruenza dei gesti. La finzione diventata quasi realtà.
La morte arreca dolore: “La vita non fa sconti”. Lo confermano le parole di un padre troppo legato alla consuetudine di un matrimonio di vantaggio per aprire il suo cuore alla figlia. Recitare cantando modula il timbro della voce. Vi lega i movimenti del corpo. Il finale chiude il cerchio come lo aveva aperto. Inno a Verona, con una punta di drammaticità: “Verona è qui, Verona bella, nel sangue suo si specchierà!”.
Oltre alla replica di sabato, si ripeterà oggi, domenica, alle 18, al teatro Abc.
Rita Messina
