Un paesaggio da sogno, una magia che si ripete, e lascia gli spettatori piacevolmente esterrefatti. Ci riferiamo all’Odissea 2025, spettacolo teatrale che si svolge all’interno delle Gole dell’Alcantara, prodotto dall’associazione “Buongiorno Sicilia,” con la collaborazione del Parco Botanico e Geologico delle Gole.
Ninni Trischitta, produttore esecutivo della predetta associazione, ha dichiarato soddisfatto che il pubblico ha mostrato molto interesse per la rappresentazione. Infatti, nel periodo della prevendita, l’acquisto dei biglietti si è raddoppiato rispetto alla rappresentazione dell’Inferno di Dante dell’ anno scorso, tanto da sfiorare il sold aut.
Il calendario della manifestazione stabilisce che il dramma sarà rappresentato dal 24 luglio al 31 agosto. Ogni sera ci saranno due repliche, alle 20.30 e alle 22, e sarà l’unico spettacolo rappresentato quest’anno nelle Gole. Il cast è formato da venti attori.

La regia di Giovanni Anfuso esalta l’attualità del poema
Il regista Giovanni Anfuso ha creato una pièce teatrale di grande attualità. Infatti gli avvenimenti narrati da Omero, trovano una forte risonanza nel presente, in cui si parla di emigrazione e di accoglienza. C’ è un denominatore comune tra gli esuli ed i profughi che si allontanano dalle loro terre perché devastate dalla guerra e dalla carestia.
Ricordiamo che recentemente il tema dell’ emigrazione e relative problematiche è stato rappresentato anche nel film “Io capitano”, che può definirsi un’ odissea contemporanea.
Qui i protagonisti lasciano Dakar, capitale del Senegal, per raggiungere l’Europa, ma vivono delle disavventure, tra cui il diventare vittime dei centri di detenzione libici.
L’Odissea a distanza di tremila anni è ancora un racconto di grande attualità – ribadisce il regista – e tanti sono gli input che da essa ci giungono.
In questa rappresentazione lavorano giovani e meno giovani, un gruppo foltissimo che ha dato prova durante lo spettacolo di dare il massimo.

Gli interpreti
Odisseo, re di Itaca, è interpretato da due attori, Davide Sbrogiò (Odisseo maturo ) ed Eugenio Papalia (Odisseo giovane), i due protagonisti danno l’immagine concreta del lungo tempo che è trascorso. Odisseo è protagonista di un grande viaggio, che lo porterà tra tante avventure anche all’isola di Eea, caratterizzata da una fitta vegetazione. In questo caso l’ambientazione alle Gole rende meravigliosamente l’idea dell’isola. Qui incontrerà la maga Circe, interpretata da Giovanna Mangiù, nel doppio ruolo di Penelope.
La maga offre ai compagni di Ulisse una bevanda che li trasformerà in maiali, ma il re di Itaca riesce a liberare i suoi compagni. A tessere la tela di tutte le vicissitudini vissute dall’eroe è Omero, abilmente interpretato da Luciano Fioretto.
Un accenno meritano anche le figure di Penelope e di Telemaco. Quest’ultimo interpretato da Michele Carvello, diventa simbolicamente la figura che è vittima della guerra, senza tuttavia averla combattuta, vive con la madre nella casa assediata dai proci, che vorrebbero sposarla per impossessarsi del trono. Penelope riesce a sottrarsi e a resistere ai desideri dei Proci grazie alla sua astuzia e alla certezza che il marito sarebbe tornato.

Telemaco
Telemaco vive nella lunghissima attesa del ritorno del padre, che diventa per lui un mito.
Il figlio riconosce il padre al suo ritorno, dopo lunghissimi anni di speranze lo vede sconfiggere i proci: è una scena emozionante e di altissima tensione, la famiglia si ricongiunge.
Gli attori che rivestono i panni degli dei sono Liliana Randi ( Atena) e Pietro Casano (Zeus/Antinoo). Zeus che tutto vede e tutto sa, muove le fila dei nostri eroi nel bene e nel male.
I costumi e gli elementi scenografici sono di Riccardo Cappello, le coreografie di Fia Distefano e le musiche di Nello Toscano. Mentre l’organizzazione generale è affidata a Simone Trischitta. Aiuto regista sono Valeria La Bua e Lucia Rotondo, aiuto coreografa Federica Musumeci, light designer Davide La Colla e sound designer Enzo Valenti.
Lo spettacolo è stato patrocinato dal Mic (ministero della Cultura), dall’assessorato allo Spettacolo della Regione siciliana, dalla fondazione Federico II, dai comuni di Motta Camastra e Castiglione di Sicilia e dal Palco Fluviale dell’Alcantara.
Mirella Cannada
