Riposto / Botta e risposta tra il sindaco e il parroco del Carmine, interviene il vescovo

0
776

Al centro dell’attenzione, a Riposto, in questi giorni la diatriba che coinvolge la Chiesa locale e il Comune e mette a confronto il parroco ed il sindaco. Al narrare degli eventi sembrerebbe che dissapori disseminati nel tempo, e culminati in occasione della festa del quartiere Scariceddu, abbiano condotto il primo cittadino del Comune ionico a presentare formale lettera di protesta al vescovo della diocesi di Acireale, monsignor Raspanti, nella quale si evidenzia quello che, a parere del sindaco, è un comportamento inadeguato da parte del sacerdote.

Tra interviste e video dell’evento, articoli sui giornali e chiacchiericcio di paese proviamo a fare chiarezza sui fatti, ricostruendoli.

La festa della Madonna del Carmine a Riposto

Dall’ 1 al 23 luglio la parrocchia del Carmine di Riposto, retta dal parroco don Daniele Raciti, ha reso omaggio alla Madonna del Carmelo celebrando la sua patrona con momenti di preghiera e momenti ricreativi. A questi era stata invitata a partecipare anche l’amministrazione comunale con il sindaco in testa.

sindaco parroco Riposto

La quindicina di preparazione alla festa, l’apertura dei festeggiamenti, la notte del Carmelo fino ad arrivare alla vigilia ed al giorno della festa: tutto è proceduto secondo il programma. E, di certo, non ci si sarebbe aspettato di veder fioccare note e contronote.

Un dibattito, che avrebbe potuto concludersi pacificamente in un dialogo privato, è diventato invece argomento da salotto. Suscitando anche sui social la nascita di fazioni ora a favore del sindaco ed ora a favore del parroco. Se il primo accusa il sacerdote di pubblica offesa, il secondo si difende non confermando la narrazione dell’amministratore comunale. E così si passa da una testata giornalistica all’altra, da un tg all’altro, generando confusione su fatti, modi e decisioni.

In merito ai fatti giunge anche una nota dell’on. Santo Primavera e una lettera aperta da parte dei parrocchiani di don Daniele, che prendono strenuamente le difese del sacerdote. A dirimere la questione è però la nota diffusa dalla Diocesi, in cui monsignor Raspanti riprende i fili della discussione e fa sintesi alla ricerca della riappacificazione tra le fazioni.

La nota del Comune di Riposto

Con una nota del 17 luglio 2025 il sindaco di Riposto, Davide Vasta, ha fatto presente al vescovo di Acireale “la propria indignazione – come si legge nella nota –  e ferma protesta in merito alle gravi affermazioni pronunciate da don Daniele Raciti (…) durante le celebrazioni per la Madonna del Carmine“.

Spiega ancora la nota “durante la funzione religiosa, momento che dovrebbe essere consacrato alla riflessione spirituale e alla condivisione del messaggio evangelico, il parroco ha ritenuto opportuno trasformare il pulpito in una tribuna di attacco personale e istituzionale, accusando l’Amministrazione comunale di aver abbandonato il quartiere in cui egli opera. Si tratta di un’affermazione non solo infondata e lesiva della verità, ma anche gravemente inopportuna, considerato il contesto sacro in cui è stata pronunciata”.

Il sindaco ha ancora proseguito ponendo l’accento sull’impegno dell’amministrazione nei confronti del quartiere Scariceddu, nel quale asserisce essere stati avviati processi di riqualificazione.

sindaco parroco Riposto

Il sindaco Davide Vasta ha evidenziato che il comune di Riposto supporta con servizi logistici e tecnici la festa del quartiere. E, a suo avviso, è la mancanza di un contributo economico che ha motivato l’astio del parroco.

La nota si conclude così: “Mi preme sottolineare, con il massimo rispetto verso la Chiesa e il Suo altissimo Magistero, che simili comportamenti risultano incompatibili con la funzione pastorale cui un sacerdote è chiamato. Al contrario, contribuiscono ad alimentare inutili tensioni nel tessuto cittadino e a generare discredito verso le istituzioni civili. Una condotta, purtroppo non isolata, che dimostra un evidente disagio personale e un venir meno al dovere di lealtà, correttezza e rispetto reciproco.
Mi riservo di intraprendere ulteriori azioni per tutelare l’immagine del Comune di Riposto e per ristabilire la verità dei fatti”.

La risposta del vescovo Antonino Raspanti

Con una nota al Comune di Riposto e rivolta alla persona del sindaco, ha risposto il vescovo di Acireale.

Così scrive: “Desidero anzitutto ringraziarLa per essersi rivolto con tono istituzionale, seguendo la direzione del necessario dialogo tra le istituzioni civili e religiose, a beneficio della comunità.
Poco opportuna è apparsa la scelta di affidare subito le sue valutazioni alla stampa. Generando così un dibattito mediatico che, per stile e contenuti, avrebbe potuto trovare canali più pacati e diretti.
Alla luce di ciò mi trovo costretto, mio malgrado, a fornire tramite una nota affidata all’Ufficio comunicazioni sociali diocesano chiarimenti pubblici, affinché non rimanga l’impressione – a mio giudizio non fondata – di un episodio caratterizzato da toni e contenuti che non appartengono allo stile pastorale di don Daniele”.

Il prelato ha poi continuato: “Mi preme, infatti, sottolineare che le affermazioni da lei riportate non trovano pieno riscontro in quanto effettivamente pronunciate da don Daniele. E che – come mi risulta – lei non ha potuto verificare personalmente, essendo assente alla celebrazione.
Non trovo, quindi, proporzione tra quanto detto da don Daniele, la sua nota e quanto riportato dai mezzi di comunicazione pubblici e privati“.

Il vescovo ha ancora proseguito confermando che il sacerdote, nel corso del suo discorso, non è mai scaduto nell’offesa o nel giudizio politico. E che nella missione del sacerdote è compreso il dar voce alle fatiche della comunità, senza però incorrere mai nella polemica.

Infine ha concluso la sua nota con queste parole: “La nostra Diocesi rimane aperta al dialogo e alla collaborazione. Nella consapevolezza che solo attraverso il confronto sereno e leale è possibile contribuire concretamente alla crescita umana e sociale delle comunità.
Con l’auspicio che l’episodio non comprometta il positivo rapporto tra la comunità ecclesiale di Riposto e l’Amministrazione da lei guidata, porgo i miei più cordiali saluti“.

Chiara Costanzo