Otium et negotium 22 / Il gioco della nonna per capire la matematica: semplice come la scoperta dell’acqua calda

Il nostro Nino Ortolani ci propone stavolta una riflessione di tipo matematico, su una matematica semplice e comprensibile anche per un bambino. Ritornerà sicuramente su questo argomento nei prossimi appuntamenti.

Carissimo lettore,

“Una iu, una tu, una iu, semu giusti?”. Così cominciava mia nonna Mara il gioco della divisione delle noccioline che erano ammucchiate sul tavolo. Con la domanda finale sulla giustizia – “semu giusti?” – chiedeva il mio assenso. “Certo, nonna, bisogna fare le cose giuste”. Proseguendo il gioco “una iu, una tu, una iu”, mi accorgevo che dal mio lato c’erano meno noccioline che dal lato della nonna. “Ferma gioco” le dicevo, “come mai se hai fatto le cose giuste tu hai più noccioline di me?”. “Esattamente il doppio”, mi ha risposto, “perché la regola adottata per la divisione non è secondo giustizia: un conto è la matematica e un conto è la giustizia”.

Mi raccontava, poi, di una richiesta fatta a un re che voleva imparare il gioco degli scacchi: un chicco di grano nel primo quadrato, due nel secondo, e man mano un numero doppio di grani da mettere nei vari quadrati della scacchiera, per cui nel quinto quadrato 16, nel settimo quadrato si sarebbero trovati 64 chicchi e, nell’ultimo quadrato della prima riga, l’ottavo, 128.

Trovandosi nella scacchiera 64 quadrati, nell’ultimo di essi il numero di chicchi sarebbe enorme. Nel linguaggio matematico: due elevato alla 63^ potenza; ovvero nel sistema binario: uno seguito da 63 zeri.

È bello fare qualche scoperta nell’affascinante mondo dei numeri. “Sono scoperte dell’acqua calda”, ci si può dire. Certo, scoperte di secoli addietro, se non di millenni: sono argomenti presenti nei libri di testo di matematica dei maturandi. Ma cosa rimane di tali nozioni a un anno dalla maturità? Riflettici.

Ricevi intanto cari saluti da

Nino Ortolani

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