Dialoghi / La situazione delle periferie invisibili analizzata da Gianfranco Morino

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Il testo di Gianfranco Morino, tratto dalla Rivista Dialoghi, porta l’attenzione sulle periferie invisibili e povere di Nairobi, dove una grande parte della popolazione vive in condizioni di estrema precarietà. Attraverso la propria esperienza personale e professionale, Morino mostra come la povertà non riguardi soltanto la mancanza di denaro, ma anche l’assenza di servizi fondamentali, opportunità e diritti. L’accesso alle cure mediche rappresenta uno dei problemi più gravi, perché una malattia può mettere in difficoltà un’intera famiglia. In questo contesto, la nascita di iniziative sanitarie rivolte alle persone più fragili dimostra quanto sia importante costruire un sistema di cura accessibile a tutti. La testimonianza di Morino permette così di conoscere più da vicino le difficoltà quotidiane degli abitanti degli insediamenti informali e le profonde disuguaglianze presenti nella società kenyana.

Rivista dialoghi / L’esperienza di Gianfranco Morino nelle periferie invisibili di Nairobi

L’esperienza dell’autore non si limita alla denuncia delle condizioni di vita negli slum, ma racconta anche un lungo percorso di impegno sociale e sanitario. La creazione di World Friends e del Neema Hospital rappresenta il tentativo di offrire cure, formazione e nuove possibilità alle comunità più svantaggiate. E’ necessario, quindi, mettere in evidenza il valore della solidarietà e della responsabilità verso gli altri, mostrando come anche interventi locali possano contribuire a migliorare concretamente la vita delle persone.

A Nairobi il 65% della popolazione vive in insediamenti degradati dove mancano tutti i servizi essenziali e la salute è un privilegio negato. L’autore racconta quarant’anni di medicina in Africa e la nascita del Neema Hospital, modello di sanità pubblica al servizio dei più vulnerabili. Prima delle esplorazioni coloniali, le carte geografiche dell’Africa avevano ampi spazi bianchi, soprattutto all’interno del continente. Aree «innominate» rappresentate con disegni di mostri e indicate con titoli tipo Hic sunt leones, Terra degli Antropofagi e così via. Tutti termini che esprimevano la paura dell’ignoto e del diverso. Per il mondo eurocentrico erano luoghi e popoli senza identità, disumanizzati. Ebbene, oggi se guardate una mappa di una megalopoli come Nairobi troverete…

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