PNRR / Centri di facilitazione digitale delle Aci verso la fine del 2025, sperando proseguano

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Punti digitali facili Aci

I Centri di facilitazione digitale delle Aci che abbiamo già approfondito sulle nostre pagine si avviano alla loro fase conclusiva per il 2025, come da cronoprogramma della Regione siciliana. La domanda che molti cittadini si pongono, adesso, è se questi preziosi luoghi messi a disposizione dai cinque comuni interessati, Aci Catena, Acireale, Aci Sant’Antonio, Aci Bonaccorsi e Valverde, avranno futuro. Già dalla fine dell’estate 2024, i cittadini possono recarsi in questi luoghi per usufruire di assistenza digitale, con particolare attenzione ai settori riguardanti la pubblica amministrazione. L’iniziativa del GAL Terre di Aci, sostenuta dalla Regione Siciliana e finanziata dall’Unione Europea – Next Generation EU, era nata nell’ambito di un investimento di 133 milioni di euro su scala nazionale sostenuto dal Piano nazionale ripresa e resilienza (PNRR).

L’obiettivo era e resta quello di ridurre sempre più l’emarginazione sociale di tutti quei soggetti che non riescono ad accedere ai nuovi servizi digitali messi a disposizione dalla pubblica amministrazione, con la pericolosa conseguenza di una progressiva esclusione dalla vita democratica. Un servizio totalmente gratuito per le persone.

I Centri di facilitazione digitale nelle Aci: servizi e assistenza gratuita

Sono molteplici i servizi erogati dei quali molti utenti necessitano: vanno dai compiti più semplici relativi alle competenze di base a quelli più complessi. Le richieste più specifiche solitamente sono state affrontate anche con appositi corsi di gruppo, che arrivano fino a 40 ore. I servizi più richiesti, comprensibilmente, sono quelli relativi alle competenze di base. Riguardano principalmente l’utilizzo dei sistemi di identità aci bonaccorsi facilitazione digitale gratuitadigitale come SPID, firma digitale, Carta di identità (CIE). Ma anche i principali portali della pubblica amministrazione come i servizi anagrafici, l’INPS, l’Agenzia delle entrate. Non di rado, i cittadini chiedono di reperire informazioni di pubblica utilità sul web ed accedere ad offerte di tipo lavorativo come concorsi e bandi. Qualora la richiesta richieda delle competenze troppo specifiche, il facilitatore digitale provvede a mettere il cittadino in contatto con un tecnico in grado di risolvere il problema.

Il bacino di utenza è eterogeneo, a testimonianza di una risorsa di grande utilità. Molti anziani ad esempio si recano presso il centro per accedere ai servizi di base. Ma anche giovani, contrariamente a quanto si possa pensare, si rivolgono al centro per servizi relativi all’università o al recupero di dati: principalmente sono più orientati al potenziamento delle loro conoscenze di base tramite corsi specifici. Con l’aiuto del facilitatore, il cittadino può ottimizzare i tempi della burocrazia, evitando file e spostamenti da un ufficio all’altro, accedendo a tutta la propria documentazione in digitale.

Altri servizi offerti sono: il riconoscimento di fake news, la protezione dei dati e delle password, la tutela dalle truffe online e risoluzione dei problemi tecnici riguardanti software ed hardware, comunicare informazioni digitali come la PEC. Ecco perché, in questa fase conclusiva del 2025, ci chiediamo quale sarà il destino dei punti e dei facilitatori.

La preziosa figura dei facilitatori

I facilitatori erano stati selezionati da un’apposita commissione tramite concorso pubblico e scelti in base al curriculum e per le loro competenze digitali, in tutti i comuni del GAL di Aci. Coordinati da due supervisori, i facilitatori sono due per ogni centro e possono facilitare anche fuori dal loro comune di appartenenza, in quanto la loro competenza non è limitata al territorio dove operano. La facilitazione non deve avvenire per forza in presenza ma è possibile farlo anche telematicamente.

La facilitazione in presenza, opportunità da mantenere

Chiunque può presentarsi presso il punto di facilitazione negli orari stabiliti. I facilitatori compilano una scheda sul portale “Facilita” per ogni cittadino. I beneficiari del servizio forniscono solo alcuni dati anagrafici (nome cognome e codice fiscale), i titoli di studio e lo stato occupazionale. Una volta compilata la scheda si procede all’erogazione del servizio richiesto: le facilitazioni possono essere individuali o appunto di gruppo e possono durare da mezz’ora e diverse ore in base al servizio richiesto.

Infine all’utente viene somministrata una scheda in cui si chiede come è arrivato alla conoscenza del servizio e per quale motivo, se ha trovato utile la facilitazione e se tornerebbe. L’ultima domanda riguarda come l’utente solitamente risolve problemi dello stesso genere (tramite parenti, amici, internet o colleghi). Si tratta di un progetto che accompagna i cittadini verso una piena alfabetizzazione digitale di base: la speranza è che non sia solo una parentesi, ma che possa trovare continuità nei territori delle Aci, bisognosi di alfabetizzazione digitale.

 

loghi centri facilitazione GAL Terre di Aci