Prolife / Una proposta avvelenata in risposta alla solitudine: il suicidio assistito

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suicidio assistito

Nel precedente articolo “La solitudine dell’uomo contemporaneo” abbiamo posto in evidenza come la solitudine opprima l’uomo contemporaneo. La risposta che viene avanzata in risposta a questa solitudine, è una proposta avvelenata: il suicidio assistito.
L’insistente pubblicità al suicidio assistito: Vi ritrovate soli e disperati a causa dell’egoismo vostro o di chi ha tradito la vostra fiducia? Ecco la soluzione che può accontentare tutti!
Non si spendano risorse per dare ampia attuazione alla Legge 38/2010 Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia
del dolore. Si offra invece generosamente alla plebe (cioè a tutti noi) il suicidio assistito, una buona eutanasia! Molti politici si dimostrano
tanto benevolmente disponibili per queste soluzioni. Quando le attuavano Stalin, Hitler, Mao Zedong, Pol Pot  si chiamavano soluzioni finali e facevano inorridire. Ma se offerte con il sorriso sulle labbra e in ossequio all’autodeterminazione, diventano provvedimenti democratici ed
altamente umanitari.

Non c’è tuttavia soltanto la volontà di risparmiare sulle spese della sanità pubblica, che peraltro contemporaneamente elargisce spesso ricchi
premi a direttori generali e affini purché realizzino tagli alle spese delle strutture a loro demandate. Ma anche le assicurazioni private
trovano appigli per negare cure e prestazioni assistenziali ai clienti.
Ci sono anche molti altri interessi che ruotano attorno al suicidio assistito e all’eutanasia: cliniche e personale sanitario che lucrano
sulla disperazione. Ditte che producono veleni e macchinari per somministrarli; influencer e politici che fanno carriera incentivando
tutto questo.

Chi sostiene una certa tesi dovrebbe all’occorrenza aapplicarla a sè

Chi sostiene apertamente e pervicacemente una certa tesi, dovrebbe anche, secondo logica, dare pubblica dimostrazione di applicare a sé stesso i benefici di quella tesi. Di recente nella sua lussuosa villa è morta Emma Bonino, che con Marco Pannella ha fatto grande pubblicità a suicidio assistito ed eutanasia. Non risulta peraltro che i due abbiano fatto ricorso a queste procedure.

Come in ogni altro caso (si pensi a divorzio e a procurato aborto) il grimaldello per scardinare le porte al suicidio assistito e all’eutanasia sono i casi pietosi, che piegano la resistenza di cuori forse sensibili, ma illogici e irragionevoli e disinformati.
Disinformati poiché ignorano il dilagare di suicidi assistiti e di casi di eutanasia su soggetti consenzienti o dissenzienti, su adulti e su
bambini in tutti i Paesi, in cui leggi li hanno consentiti. Tra gli interessi che si intrecciano e si amplificato attorno a suicidio assistito ed eutanasia, si segnala anche la predazione di organi per i trapianti.

solitudine
Solitudine

Coloro che si lasciano abbindolare dalla grancassa dei casi pietosi, si illudono che soltanto a persone affette da dolori terribili e
perfettamente consenzienti verrà accordato e consentito il suicidio assistito: pura illusione! L’eliminazione di pazienti di ogni genere
viene effettuata con disinvoltura addirittura per iniziativa di semplici infermieri come documentato in Belgio! I dati statistici di questa
mattanza sono del tutto sottostimati, poiché queste procedure sono depenalizzate.
Parallelamente cessa qualsiasi interesse per le cure palliative e per la disponibilità di una rete adeguata ed efficiente di hospice.
Si aggiunga il terrorismo psicologico nei confronti di malati etichettati come terminali e suggestionati a richiedere il suicidio assistito. Mentre si rinuncia a curarli e si prospettano prognosi infauste a breve termine, che possono risultare totalmente erronee.

Gli uomini primitivi non consideravano un peso i soggetti svantaggiati o improduttivi

I ritrovamenti paleontologici (Shanidar 1 in Iraq; Romito 2 nella nostra Calabria) dimostrano che millenni fa le società di cacciatori-raccoglitori riconoscevano valore sociale e dignità di persona a chi era impossibilitato a cacciare e a procurarsi autonomamente il sostentamento. Questi uomini “primitivi” non consideravano  un “peso” soggetti gravemente svantaggiati ed economicamente improduttivi.
La diffusione della morte più o meno violenta si ha dalla rivoluzione francese ad oggi. L’attitudine omicida mascherata da provvedimento compassionevole e di utilità sociale parte da tempi lontani.

Nell’ambito della gloriosa Rivoluzione Francese, nel settembre 1792 i rivoluzionari massacrarono non solo monarchici e sacerdoti cattolici, bensì anche detenuti per reati comuni. “35 ragazze rinchiuse in riformatorio oppure prostitute, uccise a colpi d’ascia e sgozzate alla Salpetrière. 170 pazzi, mendicanti, vagabondi e ragazzi in riformatorio di età tra i 12 e  15
anni, assassinati a Bicetre”. Al ministero degli Interni quest’«opera purificatrice» venne così commentata: “Molto utile per la felicità
futura della specie umana”. ufficiale nazista

L’Aktion T4 o Operazione T4 venne avviata nel settembre 1939 dai nazionalsocialisti in Germania, per eliminare bambini malformati, persone disabili, pazienti psichiatrici, detenuti improduttivi. In questi anni sono stati lasciati morire per inedia e per disidratazione Terry Schiavo negli Stati Uniti, Eluana Englaro in Italia, Vincent Lambert in Francia. Nella land of hope and glory sono state negate terapie di sostegno vitale a bambini come Charlie Gard, Alfie Evans, Archie Battersbee.  Si uccidono milioni di bambini in utero col procurato aborto, neonati al momento del parto (in USA e in Regno Unito), un bimbo gravemente malato di poco meno di due anni (in Olanda) (6), ragazze poco più che adolescenti affette da depressione (in Spagna e in Belgio).

I veleni usati per i suicid assistiti non garantiscono una “dolce morte”

Se poi volete illudervi che i veleni utilizzati per suicidio assistito e per eutanasia garantiscano una “dolce morte”, dovrete metterci una pietra sopra. Spesso questi veleni sono analoghi a quelli utilizzati per alcune esecuzioni capitali, e sono documentate numerose complicanze: nausea, vomito, convulsioni, talora risvegli dallo stato di incoscienza ore o giorni dopo la dose letale, altre volte agonia che si protrae ore
e addirittura giorni.
Volete rilasciare una DAT, conforme alla Legge 219/2017 Disposizioni Anticipate di Trattamento DAT, affinché senza mai più essere interpellati, possiate pulitamente essere cancellati dalla vita?

Sappiamo invece che le cure palliative sono fondamentali per accompagnare i pazienti nelle ultime fasi della esistenza terrena: tutti abbiamo necessità di aiuto e di conforto nella malattia.
«I pazienti che non sono portati alla disperazione da chi li circonda o dal proprio medico, non solo non chiedono di essere uccisi, ma
conservano anche la speranza fino alla fine. Essi apprezzano gli sforzi fatti dall’équipe medica per lottare contro la malattia e le sono
riconoscenti per ogni prova di immaginazione, spirito innovativo e, al tempo stesso, di rispetto per l’essere umano che essa sa dare. Questo
comportamento intriso d’umanità li rassicura». Questo testimonia il professor Lucien Israël, laico e non credente, per vent’anni direttore
del reparto di oncologia dell’ospedale Avicenne di Bobigny.

In tutti i Paesi che già permettono suicidio assistito ed eutanasia, si è già registrato un incremento  anche del suicidio autonomamente attuato (effetto Werther), che costituisce ormai la prima causa di morte tra i giovani di 15-24 anni. Ma miete vittime anche tra 25 e 44 anni.

                                   Dott. Luciano Leone
                                  Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
                                  Comitato ProLife Insieme