Psicologia / Mistica: la lettura di Mariano Indelicato

Riportiamo le riflessioni dell’esperto Mariano Indelicato, una lettura interessante sul fenomeno della mistica dal punto di vista della psicologia. Un’analisi sotto tanti aspetti di un’esperienza singolare descritta spesso come un avvenimento che cambia la vita nel profondo. Che prende spunto anche dal libro “Cos’è la mistica” scritto anche dal vescovo di Acireale, Antonino Raspanti. 

Ci sono rivelazioni che avvengono all’improvviso. Come se quasi magicamente si accendessero le luci della ribalta e tutto venisse illuminato. È come se tutto splendesse sotto una luce diversa facendo assumere agli stessi oggetti, forme e colori del tutto nuovi. Sartre criticava la psicologia scientifica che aveva la presunzione di analizzare e spiegare i fatti e le manifestazioni psichiche con il metodo proprio delle scienze naturali. Egli sosteneva a tal proposito che gli oggetti sono il prodotto della coscienza che gli da significazione e ne definisce i contorni, addirittura espropriandoli del loro stesso essere.

Mistica / Mariano Indelicato: una lettura psicologica del fenomeno

Ho ripensato a questa teoria nel momento in cui Mons. Raspanti stava per presentare il suo libro sul misticismo. Mi ha mostrato il suo interesse ad una lettura psicologica del fenomeno. La scena si è illuminata del tutto quando, avendo in mano il libro, ho letto la testimonianza di un mistico francese, Paul Claudel, appena diciottenne. Un secolo prima di Sartre, scriveva: “All’età di diciotto anni pensavo che tutto fosse soggetto a ‘leggi’, e che questo mondo fosse una dura concatenazione di effetti e cause che la scienza sarebbe riuscita a sbrogliare perfettamente in breve tempo”.

Le sue convinzioni furono del tutto sconvolte in un istante dentro la cattedrale di Notre-Dame de Paris il giorno di Natale “in un istante il mio cuore fu toccato e credetti. Così che, da allora, tutti i libri, tutti i ragionamenti, tutti i pericoli di una vita turbolenta, non hanno potuto scuotere la mia fede, né, a dire, il vero, toccarla”. Ecco una delle modalità con cui gli oggetti al contatto con la coscienza, con uno stato nuovo e diverso della stessa, possono assumere significati del tutto nuovi ed essere visti e analizzati in maniera del tutto diversa.

Mistica / Un’analisi scientifica

È sorprendente come Claudel anticipi di circa 100 anni quanto affermato da Maturana, nel 1981 in un congresso a Zurigo “la conoscenza della verità è impossibile”. Chiaramente la verità di cui parla Maturana è quella scientifica e da questa affermazione fa derivare che l’organismo umano. Anzi tutti gli organismi umani, si sviluppano e crescono all’interno di un processo di auto creazione. Oppure per utilizzare il linguaggio dello stesso scienziato, all’interno di un processo di autopoiesi.

L’analisi scientifica, la spiegazione degli avvenimenti deve essere inserita all’interno di un nuovo paradigma epistemologico. Paradigma che tenga conto del rapporto, della relazione con “l’Altro” incorporata all’interno di un contesto che, come sostenuto anni prima da Bateson, costituisce la matrice dei significati. È all’interno del rapporto tra l’uomo e il sacro che l’esperienza mistica può essere analizzata e spiegata senza nessuna tentazione di carattere riduttivistico tipico del metodo scientifico classico.

Misticismo / Un’analisi religiosa

Mons. Raspanti all’interno del suo libro, già dall’introduzione, quasi mettendosi al riparo da eventuali critiche di tipo intellettualistico, dichiara che l’analisi che condurrà sul misticismo sarà di tipo religioso. Non potrebbe essere altrimenti, poiché qualsiasi narrazione trova spiegazione e significati all’interno del contesto in cui è inserita. Come affermato da E. Morin “L’oggettività che va ricercata è quella che integra l’osservato nell’osservazione, e non l’oggettivismo che crede di raggiungere l’oggetto sopprimendo l’osservato, e non fa che privilegiare un metodo di osservazione non relativistico. (…) La vera conoscenza dialettizza incessantemente il rapporto osservatore-osservato, “sottraendo” e “aggiungendo”. Ciò che va analizzato è il rapporto, la relazione, il legame che si viene a costituire tra osservatore e osservato.

Mariano Indelicato / Mistica e psicologia

Il merito dello scritto, con le tante testimonianze riportate, è proprio quello di raccogliere la narrazione degli stessi mistici interpretandone il linguaggio e il contesto dell’esperienza. Il racconto delle esperienze mistiche, ciò che Mons. Raspanti definisce nel suo libro l’indicibile, presuppone la capacità di rendere leggibile ed interpretabile il sacro che per sua natura è il luogo “dell’indifferenziato”, “dell’ambivalenza”, “dell’indeterminatezza”, “dell’artistico”. Il definire, il differenziare è tipico dell’attività della ragione che si difende dal non conosciuto, dalla non prevedibilità. Noi abbiamo l’esigenza di catalogare le cose e i comportamenti per evitare l’imprevedibilità che è tipica della follia. Ciò vuol dire che nell’area sacrale le cose possono assumere mille e più significazioni.

Mariano Indelicato e Antonino Raspanti

San Bernardo è consapevole della difficoltà di far comprendere agli altri l’esperienza vissuta e la paura di passare per folle tant’è che mette le mani avanti “per ora sopportate un po’ la mia follia”. Galimberti presume che la follia è il costitutivo dell’uomo nella sua singolarità. La ragione serve semplicemente per vivere esperienze con significati condivisi. Ma essa collassa nel momento in cui ci ritroviamo a confrontarci con l’ambivalenza del nostro pensiero o nei sogni. È in questi momenti che viviamo l’esperienza del simbolico e del sacro. La stessa esperienza la viviamo nell’atto artistico e nella poesia. Attraverso di esse comunichiamo l’eccedenza di significati dal punto di vista semiotico e trasmettiamo l’essere in comunione, attraverso i simboli, con il sacro.

Mariano Indelicato / L’esperienza mistica in psicologia

La poesia è un atto linguistico che supera e travalica i segni. Per i suddetti motivi il linguaggio utilizzato, come definito dallo stesso autore, è poietico e pieno di simboli. Questo poiché devono rendere visibile ciò che visibile non è, e interpretabile ciò che non può essere interpretato. D’altronde, così come descritto da Platone nel Convivio, l’esperienza mistica esprime una valenza simbolica che va “dal senso presente ad una ulteriore partecipazione di senso a cui l’incompiutezza del senso presente rinvia”.  D’altronde che i mistici non siano dei folli o dei millantatori è documentato. Malgrado ogni singolo loro gesto sia stato passato alla lente d’ingrandimento, da non aver avuto mai una diagnosi di carattere psichiatrico.

Semmai i loro racconti portano ad una esperienza inusuale, sebbene l’autore la rende quasi quotidiana, contraddistinta dall’incontro con il Dio dell’amore. Viene descritta come una infatuazione, un colpo di fulmine che, per la sua straordinarietà, cambia per sempre la loro vita. Già Freud aveva indicato nella libido (nel suo significato originale tratta dal tedesco liebe ovvero amore) come la forza motrice che porta alla conoscenza e ai legami. L’Eros “liberandosi dagli appetiti sessuali”, cambia oggetto investendo mete culturali e socialmente sintoniche. In questo modo la libido nasce come amor per poi trasformarsi in caritas che indica l’amore casto per il prossimo, per la chiesa, per Dio.

È all’interno di questa agape tra uomo e Dio che trova collazione e spiegazione l’esperienza mistica attraverso un processo di reciproco riconoscimento. Dio nutre speranza e fiducia nell’uomo il quale, a sua volta, investito da questa forza vitale, si affida con la stessa intensità e con gli stessi sentimenti totalmente a Lui.

Mariano Indelicato psicoterapeuta

Mariano Indelicato*

*Psicologo Psicoterapeuta (fondatore del “Pronto soccorso psicologico”); Docente a.c. di Psicometria delle Neuroscienze cognitive presso l’Università degli Studi di Messina

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