Racconti / Inedito_6: Silvio e la granita

Amore e granita: possono andare di pari passo? A volte sì.

Silvio, giovane e promettente avvocato, aveva anche la passione per il giornalismo. Collaborava, infatti, con una testata giornalistica della sua città e, da quando era stata lanciata l’iniziativa della “Nivarata”, cioè il festival della granita siciliana, lui si era accreditato come giornalista e l’aveva seguita assiduamente. Si trattava di una manifestazione che durava tre giorni – all’inizio dell’estate –, durante i quali venivano prodotte e presentate granite dai gusti classici, ma anche preparazioni originali, che una apposita giuria valutava per scegliere la “granita dell’anno”. E così, tra una degustazione ed una conferenza, tra un concerto ed una dimostrazione, incontrando gelatieri ed esperti, il nostro Silvio trascorreva i tre giorni della manifestazione sempre in attività, scattando foto e sempre pronto a cogliere piccoli dettagli ed aspetti particolari. E poi riportava tutte queste osservazioni ed esperienze negli articoli che scriveva – appena aveva un momento per farlo – e pubblicava subito nell’edizione web del giornale. Articoli puntuali, completi e gradevoli come le granite che aveva da poco gustato.

Ma quello che ancora Silvio non sapeva – ai tempi della prima edizione della “Nivarata” – era che la sua vita sentimentale sarebbe stata determinata proprio dalla piacevole manifestazione. Infatti fu proprio durante la prima edizione della “Nivarata” che, mentre degustava una classica granita alla mandorla, si ritrovò accanto ad una bella ragazza che conosceva di vista, e di cui non sapeva nulla (forse era una studentessa universitaria): quasi istintivamente, cominciarono a scambiarsi delle impressioni sulla granita che tutt’e due stavano degustando. Finita la manifestazione, non si rividero più per qualche mese. Silvio aveva ripreso la sua attività professionale, e così finì l’estate, arrivò l’autunno e arrivò pure l’inverno. Si rividero casualmente sotto le feste di Natale, in casa di comuni amici, e cominciarono a frequentarsi. Lei si chiamava Gabriella e stava per laurearsi in Farmacia.

Arrivò così la seconda edizione della “Nivarata”, che si svolse in un fine settimana a metà giugno. Furono per Silvio altri tre giorni di degustazioni, incontri, conferenze, concerti, e articoli sempre più gradevoli e professionali. Stavolta Silvio e Gabriella frequentarono assieme i momenti più importanti, e fu così che, davanti ad una granita al pistacchio, del colore verde della speranza, decisero di fidanzarsi. Da quel momento in poi, diventarono inseparabili, e Silvio coinvolse Gabriella anche nelle attività del giornale, facendole conoscere la redazione e convincendola pure a scrivere anche lei qualche articolo. Nel frattempo Gabriella si era laureata a pieni voti, aveva superato l’esame di abilitazione professionale, ed aveva pure iniziato a lavorare in una farmacia della zona.

Arrivò dunque la terza edizione della “Nivarata”, che si svolse stavolta interamente all’interno della Villa Comunale, sempre nel mese di giugno, nei locali ripristinati di un vecchio locale che fungeva da ristorante, pizzeria e gelateria, e trasformato adesso in centro congressi. Correndo da uno stand all’altro, dalla mostra storica al laboratorio, dal salone utilizzato per le conferenze e le degustazioni alla redazione, stavolta Silvio trascurò un poco la sua bella Gabriella, e fu così che, davanti ad una granita di limone dal gusto forte ed aspro, Silvio e Gabriella per la prima volta bisticciarono. Silvio ci restò malissimo, non riusciva più ad apprezzare il piacere di seguire il festival, non gli piaceva più niente, i suoi articoli erano aspri e taglienti come la granita di limone, per niente addolciti dal condimento dello zucchero. Ma per fortuna l’ultima sera, nell’area ristoro, sotto una splendida luna piena che sembrava essere fatta apposta per loro, davanti ad una dolcissima granita alla pesca, Silvio e Gabriella si riappacificarono, e tutto tornò a splendere.

Quando arrivò la quarta edizione, sempre all’interno della Villa Comunale e, stavolta, nell’ultima settimana di maggio – un po’ in anticipo rispetto alle precedenti edizioni – Silvio era ancora nel pieno della sua attività professionale forense, e riuscì quindi a seguire meno i vari eventi della manifestazione. Ma i suoi articoli erano sempre ben documentati e impeccabili. E durante questa edizione, davanti ad una gustosa granita al caffè – fatta apposta per rianimare e tirar su gli animi – Silvio e Gabriella decisero di sposarsi.

Archiviata la quarta edizione della “Nivarata”, per Silvio e Gabriella quell’anno passò in maniera molto intensa, con i preparativi per il matrimonio: la chiesa, il locale, i fiori, le bomboniere, la scelta degli invitati, la casa, i mobili, gli abiti, le carte da sbrigare… e quant’altro c’era da fare. Sembrava che non si finisse mai. Ma quando arrivò la quinta edizione della “Nivarata”, nel primo fine settimana di giugno, anche per Silvio e Gabriella arrivò il momento fatidico. Quell’anno la manifestazione si era spostata in centro, con gli eventi concentrati tra la piazza del Duomo e alcune piazze vicine. Davanti al Municipio era stato montato il palco per le conferenze e le dimostrazioni, e sotto il palco c’era l’area riservata al pubblico, con le sedie e gli ombrelloni. Tutt’attorno alla piazza, c’erano le casette in legno per gli sponsor e per la distribuzione delle granite.  Per cui, per arrivare alla chiesa di San Pietro, scelta dai due piccioncini per la cerimonia nuziale, bisognava necessariamente passare in mezzo a tutte le installazioni della manifestazione, e tra la gente che seguiva i vari eventi. Naturalmente Silvio per quell’anno non poté seguire da giornalista la “Nivarata”, come aveva fatto regolarmente fin dalla prima edizione.

La cerimonia era fissata per le sei del pomeriggio di sabato 4 giugno, che era anche il secondo giorno della “Nivarata”. Silvio arrivò con mezz’ora d’anticipo, e si mise a controllare che tutto fosse in ordine: la striscia rossa che attraversava la piazza fino al sagrato della chiesa, la disposizione dei fiori, l’altare, e perfino che i colombi non si mangiassero in anticipo tutto il riso predisposto per il lancio finale, che era stato collocato in sacchettini conici di carta all’interno di due appositi contenitori ai lati del portale della chiesa. Dopo di che si mise ad aspettare pazientemente l’arrivo della sposina. Gabriella arrivò, raggiante e bellissima nel suo abito da sposa, alle 18,34 in punto, accolta dagli applausi di tutta la piazza e dal saluto del presentatore che dal palco sospese temporaneamente la presentazione delle granite al caffè per il “Premio don Angelino”. Ma la cosa non finì lì, perché alla fine della cerimonia – officiata da un vecchio amico dei due sposi, don Paolo, vescovo in pensione – appena i novelli sposi si affacciarono sul portone della basilica, i presentatori scesero dal palco e si precipitarono ad accoglierli festosamente, accompagnati da uno dei maestri “granitieri” che recava una meravigliosa coppa di granita al gusto benaugurante di “tiramisù”, che i due sposini assaggiarono golosamente, prima di essere sommersi dai lanci di riso dei convenuti e dopo aver fatto una foto ricordo con i presentatori ed i maestri gelatai e “granitieri” (che naturalmente conoscevano Silvio come addetto stampa delle precedenti edizioni). A Silvio a quel punto sarebbe piaciuto festeggiare, insieme con i parenti e gli amici, nella tensostruttura allestita in piazza come laboratorio, ma dovette invece accontentarsi di spostare i festeggiamenti nel gazebo di un noto locale alle pendici dell’Etna. Ma l’indomani pomeriggio, domenica 5 giugno, ultimo giorno della “Nivarata”, Silvio e Gabriella vennero avvistati in piazza Duomo, tra la folla dei turisti, mentre degustavano dolci granite e morbide brioches, come se niente fosse. E se qualche amico chiedeva loro come mai non fossero ancora partiti per il viaggio di nozze, essi rispondevano che lo avevano rinviato a luglio, perché avevano altri impegni più urgenti ed impellenti da assolvere. Ma quale altro impegno ci può essere per una coppia di novelli sposi, più urgente che stare assieme e volersi bene?

È passato un altro anno, e la vita sentimentale di Silvio continua ad essere scandita dalle edizioni della “Nivarata”, che adesso sono arrivate a sei. La manifestazione si svolge di nuovo nella piazza del Duomo, con una cornice organizzativa ancora più grandiosa, visto il successo delle precedenti edizioni. Figuratevi che alla cerimonia d’inaugurazione, il venerdì mattina, ha partecipato anche il Vescovo, insieme con il Sindaco, gli assessori e le altre autorità cittadine. E pure Gabriella, insieme con Silvio, ha seguito la cerimonia d’apertura. Stavolta Silvio è tornato ad accreditarsi come giornalista, ha ripreso a seguire con attenzione e costante presenza tutti gli eventi, magari facendo appena può un salto a casa (visto che adesso, da sposato, abita ad un passo dalla piazza Duomo) per salutare Gabriella e per vedere se tutto è a posto. Già, perché stavolta sta per succedere un’altra cosa, molto ma molto importante: Silvio sta per diventare papà! Trascorsi tranquillamente i primi due giorni della manifestazione, il terzo giorno, domenica, Silvio è uscito affannosamente di casa alle sette del mattino, perché doveva procurarsi d’urgenza una granita di fragola, dal momento che Gabriella aveva espresso il desiderio – urgente – di averne una, dello stesso colore dello zucchetto del Vescovo che, evidentemente, aveva colpito la sua fantasia due giorni prima. Silvio, arrivato davanti al vescovado, ha un attimo di perplessità, perché non sa esattamente dove andare: vorrebbe far presto, ma nel contempo vuole portare a casa una buona granita. Le casette-stand della “Nivarata” sono ancora chiuse, ed allora si dirige verso il bar più vicino, l’Eden, ma purtroppo i pozzetti con le granite alla frutta non sono ancora arrivati dal laboratorio; va allora di corsa al Bar del Duomo, ma il primo pozzetto di fragola è andato a ruba per via della presenza di un gruppo di turisti mattinieri, e gli altri non sono ancora arrivati dal laboratorio; si spinge di corsa verso la zona della piazza vicina ed entra al bar Leone: niente da fare, la granita di fragola non è ancora pronta; stesso risultato anche al Ficodindia, poco più in là; va allora a colpo sicuro da Graziani, già affollatissimo nonostante l’ora mattutina: i primi clienti hanno già dato fondo a tutte le granite, c’è solo caffè, nell’attesa che arrivino i rincalzi dal laboratorio. Silvio, trafelato più che mai, non sa più che fare, pensando alla moglie disperata e piangente in attesa della tanto agognata granita alla fragola, e prefigurandosi già una figlia con una vistosa “voglia di fragola” sulla faccia o in chissà quale altra parte del corpo! Risale di corsa verso piazza Duomo, ed entra un’altra volta al Bar del Duomo, sperando che nel frattempo siano arrivate le altre granite. Stavolta è più fortunato, perché tutte le granite stanno arrivando proprio in quel momento dal laboratorio. Tirando un sospiro di sollievo, ordina due belle granite alla fragola – di cui una doppia per Gabriella – e quattro brioches (non si sa mai), e quindi con passo spedito rientra a casa, fa le scale di corsa ed entra sparato in camera da letto… per scoprire che Gabriella si è riaddormentata e non lo ha nemmeno sentito rientrare. Allora con molta delicatezza le accarezza i capelli, al che Gabriella schiude piano piano gli occhi e, vedendolo in piedi davanti a lei, gli dice sonnacchiosa: “Silvio, ti sei già alzato?”. “Ti ho portato la granita che mi avevi chiesto”, risponde Silvio disorientato. “Ah – fa allora Gabriella, ricordando tutto – ma no, sai, non mi va più la granita di fragola. Ho visto nel programma della “Nivarata” che c’è un nuovo gusto al melone giallo; quasi quasi…”

A questo punto Silvio sorride affettuosamente a Gabriella e si tranquillizza del tutto. Ormai ha capito: non ci sono più urgenze e non ci sono rischi di “voglie” strane per la bimba in arrivo. Allora se ne va piano in cucina, mentre Gabriella si riappisola, e si gusta con calma la sua granita alla fragola e la sua brioche. Più tardi, quando apriranno gli stand della “Nivarata”, andrà dritto al box 14, dove ha visto che può trovare la granita al melone giallo, e se ne farà dare un paio per Gabriella.

Gettando lo sguardo avanti, però, siamo sicuri che alla prossima edizione della “Nivarata”, quando sarà già nata la loro bimba – che hanno deciso di chiamare Giulia – Silvio e Gabriella compiranno un altro rito, in linea con la loro storia d’amore legata alla granita: faranno, cioè, assaggiare la prima granita alla loro bimba, che potrebbe essere al gusto – vediamo un po’ – di gelsi, sia perché è un gusto che nel corso della loro storia comune non hanno mai provato, sia perché i gelsi sono un frutto gradevole ed il cui succo viene usato per alleviare i fastidi dei bambini derivanti dalla dentizione, e sicuramente fra un anno Giulia sarà proprio nel periodo giusto, e sarà pronta ad addentare pure una bella brioche.

 Nino De Maria

N.B. La presente storia è liberamente ispirata a fatti e personaggi reali, che l’autore ha adattato alle proprie esigenze narrative.