L’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo. Con la formulazione radiodiffusa l’uno novembre di 75 anni fa, Papa Pio XII proclamava il dogma dell’Assunta. L’ultimo sancito in ordine di tempo, giunto a esito di una maturazione che la Chiesa dai suoi primi albori aveva già visto affermarsi nella pietà popolare.
Intimamente correlato a quello dell’Immacolata Concezione, è salutato con gioia dai padri conciliari: “Esaltata quale regina dell’universo, perché fosse più pienamente conforme al Figlio suo Signore dei signori e vincitore del peccato e della morte” (Cost. Lumen gentium, 59).

Consolidata nelle tradizioni locali, sin dal VI secolo per la Chiesa d’oriente e dall’VII per la Chiesa d’occidente, la scelta della data al 15 agosto. E non certo per la posticcia sovrapposizione a ferragosto, adombrata ancora da qualche incauto, ed incolto, commentatore.
La devozione all’Assunta è celebrata in tutto il mondo con varietà di eventi a corollario delle celebrazioni liturgiche. Di forte attrattiva pure per i devoti di altre località, i festeggiamenti che si tengono a Randazzo.
Nell’imminenza, abbiamo colto l’occasione per riflettere insieme a don Domenico Massimino, arciprete della Basilica Santa Maria Assunta fulcro delle celebrazioni, sul senso del dogma, in generale e per la comunità locale.
Don Domenico, nel nesso inscindibile del dogma dell’Immacolata Concezione e dell’Assunzione si individua uno dei capisaldi non solo della devozione a Maria, ma della nostra fede tout court. Quali i più pregnanti richiami escatologici che ne sono sottesi?
Vi è un indubbio nesso inscindibile tra i dogmi dell’Immacolata Concezione e dell’Assunzione. Maria è Assunta in cielo proprio perchè è Immacolata. Entrambe le prerogative mariane si riconducono, come a loro ragione di fondo, a una motivazione cristologica. Immacolata e concepita senza peccato originale, perché destinata a divenire la Madre del Figlio di Dio fattosi uomo. E quindi a contribuire in maniera singolare alla salvezza del genere umano. Assunta in Cielo perché associata sempre in maniera singolare all’opera salvifica di Gesù Cristo e al suo trionfo.
La corruzione del sepolcro e la morte nei suoi aspetti tragici di innaturale interruzione della vita, sono conseguenza del peccato, in quanto allontanamento da Dio e così dalla vita, in quanto Dio è Vita. Se quindi Maria non ha conosciuto il peccato originale e nessun altro peccato, non poteva subirne le conseguenze. Ecco perchè assunta in anima e corpo in Cielo. Divenendo così, come recita la Liturgia, segno di consolazione e di sicura speranza per il popolo di Dio, ancora pellegrino sulla terra, che scorge in Lei quel destino di gloria che gli appartiene. E a cui si orienta grazie alla redenzione operata dal Cristo.

I riti dell’Assunta sono sempre stati uno dei momenti forti della devozione mariana e spesso i primi passi di un saldo cammino di fede. Come si può ancora suggerire Maria a chi è in cerca?
L’assunzione della Madonna costituisce epilogo glorioso del suo percorso terreno, vissuto interamente e pienamente all’insegna della Fede. Una vita carica di senso, avendo come sbocco la piena partecipazione alla vita e alla gioia di Dio in Paradiso. Chi è alla ricerca, fondamentalmente, è in cerca di un senso per la vita. E quindi in Maria trova una formidabile testimonianza di chi, questo senso nella fede lo ha trovato e vissuto sino a raggiungerne il compimento.
La festa dell’Assunta costituisce per Randazzo il momento atteso per un anno intero. Come viene vissuta dalla comunità locale e in che termini si coglie il preminente significato religioso?
A Randazzo la festa dell’Assunta ha espressioni folcloristiche e religiose; basti pensare alla Vara. L’aspetto folcloristico pur marcatamente presente non eclissa e non sopprime la dimensione religiosa. Che emerge particolarmente nella partecipazione ai momenti liturgici e alla processione del 14 agosto sera, con il simulacro della Dormitio Virginis.
In una tradizione comune alla città di Messina la processione della vara, il carro allegorico alto 20 metri, rappresenta uno dei riti più suggestivi. La gioia che infonde nei più piccoli come può aiutare la nascita e la crescita di una matura devozione a Maria?
Coinvolgendo circa 40 tra bambini e ragazzi, questa macchina allegorica vuol richiamare l’attenzione sul dogma dell’Assunta, nelle sue tre fasi, della dormizione, assunzione e glorificazione di Maria. Ammirandola, si è indotti a guardare in alto. Un’istanza più che mai attuale e necessaria poiché la cultura dominante ci induce a guardare esclusivamente verso il basso, verso la terra. Con l’inevitabile, tragica conseguenza della perdita del senso e del gusto della vita.
I bambini coinvolti rappresentano non solo i personaggi che storicamente appartengono alle vicende della Madonna, ma l’intera umanità autenticamente credente, chiamata alla stessa esperienza e allo stesso destino eterno di Maria. Si tratta di bambini; ma come ci insegna Gesù bisogna diventare come bambini per accedere a tale esperienza.
Ringraziamo don Domenico certi che i frutti della devozione saranno graditi alla nostra Madre celeste.
Giuseppe Longo
