Tragedia sfiorata per un soffio a Randazzo, la ridente cittadina etnea posta sulle falde settentrionali dell’Etna, dove nei giorni scorsi si è abbattuto un violento temporale che ha trasformato tutte le sue strade in vorticosi fiumi nel volgere di pochi minuti.
Una vera e propria bomba d’acqua mista ad una fitta grandinata ha sorpreso residenti e turisti, causando disagi alla popolazione e alla circolazione stradale.
Ha causato, fra gli altri danni, il crollo della parte del parapetto del ponte sul fiume Alcantara, nel quartiere di San Giuliano. Proprio all’inizio della Strada Statale 116 che da Randazzo, dopo aver attraversato numerosi centri nebroidei, porta a Capo d’Orlando. Ponte, quello sull’Alcantara, in cui un primo parapetto era già crollato alcuni anni fa, nel nubifragio abbattutosi, sempre a Randazzo, il 24 ottobre del 2021. Solo che stavolta – come si vede dalle immagini – il crollo del secondo parapetto, è avvenuto proprio mentre transitavano numerosi veicoli che dai Nebrodi stavano raggiungendo Randazzo.
Una bomba d’acqua mista a grandine
Tutto è iniziato intorno alle ore 14 di sabato 16 agosto quando, dopo il susseguirsi di tuoni sempre più frequenti e sempre più minacciosi, è venuto giù un vero e proprio diluvio universale con una pioggia fitta, mista a chicchi di grandine grandi come nocciole, che hanno inondato le strade e le campagne circostanti della città.

Spettacolari le foto diventate virali sui social anche della via Galliano nel passo sotto il ponte della Ferrovia Circumetnea. Dove spesso, con i fortunali, si creano dei veri e propri ingorghi che non sempre vengono tempestivamente smaltiti dal sistema di raccolta acque piovane. Qui si è accumulata tanta grandine da trasformare il sito in un paesaggio nevoso tipico dell’inverno del nord Europa con veri e propri iceberg di ghiaccio.
Problemi alla circolazione si sono registrati anche in altre zone della città, con numerosi tombini che, per la piena delle acque piovane, sono saltati via. Come avvenuto nella centralissima e trafficatissima via Bonaventura.
Randazzo / Crollato l’unico parapetto integro del ponte nel quartiere San Giuliano
Problemi ancora più seri – come accennavamo all’inizio – si sono verificati lungo il ponte sull’Alcantara, nel quartiere di San Giuliano, proprio all’inizio della Strada Statale 116. Unica via che collega Randazzo ai centri di Santa Domenica Vittoria, Floresta, Sinagra, Ucria, e ad altre cittadine sui monti Nebrodi, sino a Capo d’Orlando.
L’intero ponte si è allagato e la violenza delle acque ha finito per abbattere l’unico parapetto rimasto ancora integro dopo l’alluvione dell’ottobre 2021.
Sul posto sono accorsi i carabinieri della Compagnia e della Stazione di Randazzo, della Polizia Locale e dei Vigili del Fuoco di stanza nella stessa cittadina etnea, che hanno interdetto il transito sullo stesso ponte, interrompendo di fatto la circolazione, attraverso questa arteria, con la provincia di Messina e con l’intera costa settentrionale siciliana.
Personale dell’Anas e dell’Ufficio Tecnico Comunale di Randazzo ha di fatto impedito il peggiorare della situazione con le numerose auto che sarebbero potute precipitare giù dal ponte. Riparazioni urgenti, invece, sono state effettuate in via Bonaventura, dove l’asfalto è saltato creando più di una pericolosa buca. Gli operai, dell’Ufficio Tecnico comunale, il giorno successivo, hanno poi sistemato il fondo stradale rendendo la medesima arteria del tutto praticabile.
Un milione di euro per ripristinare i parapetti del ponte
L’Anas, a seguito anche degli eventi alluvionali degli anni scorsi nella stessa area, ha in questi giorni predisposto interventi di ricostruzione dei parapetti e delle pile del ponte per un importo d’investimento pari a circa un milione di euro. E ha già affidato i relativi lavori nell’ambito di un Accordo – Quadro reso immediatamente operativo.
Lavori che avranno la durata di circa sei mesi. Il progetto, infatti, prevede il ripristino completo dei parapetti divelti e la regimentazione delle acque piovane provenienti dal lato monte, considerate la prima causa dei danneggiamenti. L’ingente massa d’acqua, che ha interessato il sistema viario statale e locale, ha infatti causato il distacco del parapetto di valle all’intera struttura portante del medesimo ponte.
Purtroppo il territorio di Randazzo, da numerosi anni a questa parte, è stato – a opinione di molti cittadini – quasi del tutto, se non completamente, abbandonato dalle istituzioni sia locali, che regionali, nonché nazionali. Servirebbe, infatti, un piano straordinario di messa in sicurezza delle infrastrutture viarie e idrauliche dell’intera zona, con risorse dedicate e vincolate alle aree interne. Come necessita un adeguato programma di riforestazione e manutenzione del territorio onde contrastare il dissesto idrogeologico, considerati gli eventi estremi sempre più frequenti.
Infine, viene da più parti auspicato l’intervento diretto del Commissario per il dissesto idrogeologico, chiamato a chiarire quali risorse siano già disponibili. Garantendo che i fondi non restino bloccati o dispersi in procedure burocratiche infinite.
Giuseppe Portale
