Referendum sulla giustizia / Valverde, opinioni a confronto in un incontro tra autorevoli relatori

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Valverde incontro su refere

A Valverde, domenica 22 febbraio, nell’ auditorium di Villa Cosentino si è svolto un momento di informazione e di confronto dedicato al Referendum confermativo sulla riforma della giustizia. L’ evento, fortemente voluto dall’ Amministrazione comunale,  è  stato rivolto a tutti  i cittadini che, accogliendo l’ invito, hanno gremito la sala. Di grande spessore è stato il contributo dato dagli autorevoli relatori del mondo accademico e giuridico per offrire agli intervenuti, strumenti utili alla comprensione dei temi, oggetto del referendum.

I lavori hanno avuto inizio con i saluti istituzionali e l’  introduzione del sindaco di Valverde, Domenico Caggegi.  Successivamente, si sono avvicendati nell’ esposizione della tematica, i diversi  relatori.  Per il SI ha iniziato il dottor  Francesco Paterniti,  professore associato di Diritto Costituzionale e Pubblico presso l’ Ateneo  Catanese.

A seguire hanno preso la parola gli avvocati penalisti appartenenti al Foro di Catania, Salvo Pace  sempre per il SI e  Carmen Mirabella  per il NO. Infine per il No,  è stata la volta della dottoressa Dora Bonifacio,  consigliere della  Corte Appello di Catania  e componente di  Giunta nazionale dell’ ANM. L’ avvocato Lucia Tuccitto ha cccordinato magistralmente i vari interventi.

Valverde / Indicazioni generiche sul referendum

Al centro l'avv Lucia Tuccitto
Al centro l’avv Lucia Tuccitto

È stato ribadito che il 22/23 marzo siamo chiamati alle urne per un referendum  non abrogativo. Quindi non si cancella una legge esistente, ma si decide se una modifica della Costituzione debba entrare in vigore oppure no. Non è previsto quorum. Conta solo la maggioranza dei voti validi. Ogni scheda pesa allo stesso modo, indipendentemente dall’affluenza.

Il punto centrale della riforma è la distinzione formale tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti. Restano entrambi parte di un ordine autonomo e indipendente, ma seguono percorsi professionali separati. Non condividono più gli stessi organi di autogoverno, pur mantenendo le garanzie costituzionali di autonomia.

La riforma prevede la nascita di due Consigli Superiori della magistratura, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Ognuno gestisce nomine, valutazioni e carriere dei magistrati della propria area. L’idea è rendere più netta la distinzione dei ruoli e rafforzare l’autonomia reciproca tra funzione giudicante e requirente.

Un’altra novità rilevante è l’istituzione di una Corte disciplinare di rango costituzionale. Questo organo si occuperà dei procedimenti disciplinari, sottraendo tale competenza ai Consigli Superiori. La suddetta separazione tra governo delle carriere e responsabilità disciplinare dovrebbe aumentare trasparenza e imparzialità.

Valverde referendum / Il ricorso al sorteggio il tema più discusso

Il tema più discusso è il ricorso al sorteggio per la scelta dei componenti degli organi di autogoverno. Al posto del voto, la selezione casuale dovrebbe ridurre il peso delle correnti interne alla magistratura. Si parla, così, di uno strumento per spezzare assetti consolidati.

In conclusione è stato sottolineato  che votare SÌ vuol dire approvare l’intera riforma costituzionale. La separazione delle carriere, i due Consigli Superiori, la Corte disciplinare e il nuovo sistema di selezione entreranno in vigore, dopo l’approvazione delle leggi di attuazione necessarie. Non ci saranno effetti immediati sui processi.

E votare NO comporta il mantenimento dell’assetto attuale. Magistratura unitaria, un solo Consiglio Superiore e nessuna modifica costituzionale. Il Parlamento potrà comunque intervenire con leggi ordinarie, ma ogni ipotesi di separazione delle carriere richiederebbe un nuovo iter di revisione della Costituzione.

Un incontro dai toni pacati e chiarificatore

Prima di congedare l’ assemblea, gli illustri relatori hanno  ricordato ai presenti che il referendum sulla giustizia non riguarda un singolo dettaglio tecnico. Mette in discussione il modello di organizzazione interna della magistratura e il modo in cui si esercita l’autogoverno. Capire cosa cambia davvero è essenziale per evitare semplificazioni e scegliere in modo consapevole.

Un plauso al sindaco Domenico Caggegi che, supportato dall’ amministrazione comunale, ha offerto la possibilità di un confronto e di un arricchimento per giungere preparati alla consultazione  del 22/23 marzo prossimi.
In conclusione, l’ incontro  interessante e partecipato, si è  articolato sin dall’ inizio con toni pacati ed eleganti, fuori dalle urla dei social e dai martellamenti mediatici La soddisfazione maggiore è stata quella di aver dato un valido contributo per consolidare il principio che il referendum è uno strumento di  democrazia diretta. Con esso i cittadini hanno facoltà di esprimersi consapevolmente sull’approvazione o meno di una legge costituzionale.

Marcello Distefano