S. Maria La stella / In un’azienda vinicola dismessa una mostra di artigiani locali: i presepi che vengono dal cuore

Un’azienda vinicola dismessa a Santa Maria La Stella, popolosa frazione di Aci S. Antonio, è divenuta la location ideale per la mostra “Fantasie dei presepi”, già alla settima edizione.

Un cancello in ferro immette subito il visitatore in una vasta campagna, dove sono allocate piccole capanne in legno che accolgono ospiti particolari, che sono vere e proprie attrazioni. Ma l’itinerario della visita comincia dal corpo principale, l’edificio dove un tempo la famiglia Torrisi produceva, tra l’altro, il vino “Santa Maria”, molto conosciuto negli anni ’70. A farci da “cicerone” è proprio uno dei figli dell’anziano produttore Giuseppe Torrisi, Germano, ideatore dell’iniziativa insieme a Mario Indelicato.

“Abbiamo cominciato nel 2008, quasi per scherzo, con un presepe molto semplice – ci spiega – frutto del lavoro di un gruppo di artigiani locali, accomunati dalla passione e dalla gioia di vivere insieme l’atmosfera del Natale. Negli anni i collaboratori sono aumentati e ci siamo perfezionati: con le nostre mani abbiamo costruito, usando materiali poveri, tutti gli elementi dei presepi, case, grotte, ruscelli, pastori e personaggi, tutti animati da movimenti meccanici. Curiamo le scenografie, che cambiamo ogni anno, studiamo degli effetti speciali per rendere le composizioni sempre nuove e interessanti”.primo presepe di Germano Torrisi (752 x 500)correttapresepe di Mario Indelicato (752 x 500)corretta

Sei presepi in esposizione

La mostra ospita sei presepi. Il primo che si presenta ai nostri occhi è dell’acese Roberto Musumeci; si estende a cavallo di due stanze e si articola su vari livelli, caratteristica, questa, comune anche agli altri presepi, ma un sapiente gioco di luci e l’animazione dei pastori al suono di nenie natalizie, lo immergono in un’atmosfera quasi rarefatta.

Di altro tenore è la composizione di Germano Torrisi, che offre un paesaggio imponente, come se fosse visto attraverso una lente d’ingrandimento. Tutto è più grande e incisivo e i vari mestieri sono rappresentati, grazie ai movimenti meccanici, con una veridicità impressionante.

“Osservi le espressioni dei volti – ci esorta Germano con una punta d’orgoglio – e i vestiti realizzati tutti a mano”. Ha ragione, sembrano quasi reali la sofferenza dello schiavo frustato davanti alla prigione, lo sguardo sornione del venditore di stoffe e la laboriosa attività delle donne che stendono tappeti e biancheria, mentre, in lontananza,

l’incantatore di serpenti tira fuori col suo piffero il rettile dalla cesta.

Attraverso un percorso che si snoda tra luci soffuse raggiungiamo il terzo presepe, quello di Rosario Cannavò, che Rosario Cannav+¦- particolare U fussuni (816 x 459)correttarappresenta gli antichi mestieri siciliani, che sono una costante di tutti i presepi realizzati, ma l’elemento originale e inedito è la ricostruzione di un bosco e dell’attività del carbonaio.

“Facendo tesoro di esperienze familiari, – ci spiega Torrisi – Cannavò ha riprodotto come si faceva una volta il carbone, creando “u fussuni”. Era una grande catasta di legna, per lo più quercia e castagno, che presentava quattro aperture per fare sprigionare il fumo. Si copriva con erba e con tele e vi si dava fuoco; via via che la legna bruciava, si pressava con grandi pale e se ne aggiungeva dell’altra. Quando il fumo che usciva era bianco, il carbone era pronto e si lasciava riposare prima dell’uso”.

Nel presepe di Mario Indelicato l’elemento predominante è il sughero che incornicia l’intera composizione. Pastori e personaggi, quasi in miniatura, vivacizzano la scena animati da movimenti meccanici, e mentre ciascuno svolge alacremente la propria attività, un bue paziente gira la macina del grano, mentre due mulini ruotano instancabili le pale e le acque giocherellone di due cascate si rincorrono.

2 pres germano antichi romani correttaNel presepe di Antonio Tropea il tempo sembra essersi fermato a come si viveva una volta nelle nostre case: ed ecco che c’è chi si riscalda attorno alla “conca”, chi lava i panni a mano nelle antiche pile, chi stira col ferro a carbone, chi prende l’acqua col secchio tirandola su dal pozzo. E mentre una mamma in casa culla amorevolmente il suo bambino e una donna prepara la pasta, fuori il boscaiolo trasporta la legna, il vasaio dà forma alla creta, il calzolaio ripara le scarpe, il fabbro batte il ferro e il panettiere inforna il pane.

Per visitare l’ultimo presepe, anche questo di Germano Torrisi, si lascia l’edificio e, attraverso un sentiero, si raggiunge una casupola semidiroccata, ma caratteristica. Ed entrando, uno non si aspetta di trovare scene dell’antica Roma, con i centurioni, gli schiavi, i palazzi con il ponte levatoio, la nobildonna in portantina e il macellaio che rosola allo spiedo il maialino. Di fronte, nella parete opposta, riecco gli antichi mestieri siciliani: l’arrotino, lo spaccalegna, lo zappatore, il mugnaio, le lavandaie, e mentre un gregge di pecore scende giù dai monti, due vecchi carretti trasportano legna e botti. In tutti i presepi non può mancare la Natività, interpretata da ciascuno degli artisti artigiani in maniera personale.La Befana e Babbo Natale in Vespa (487 x 589)corretta

                                          Le sorprese non sono finite

Quando pensiamo di aver visto tutto, alcune capanne attirano la nostra attenzione: in una, un’asinella e la sua piccola ci salutano con un sonoro raglio, in un’altra più in là, tre pecorelle belano e brucano l’erba. In una casetta “u ricuttaru” prepara il suo prodotto, in un’altra, in bella mostra, c’è un carretto siciliano dipinto dalla nota pittrice Nerina Chiarenza, nell’ultima, infine, due giovani donne offrono ai visitatori delle frittelle ancora tiepide, preparate in segno di benvenuto.

“E per concludere in bellezza – ci annuncia Germano Torrisi all’interno di una casetta,- come l’anno scorso, Babbo Natale verrà a portare i regali che distribuirà ai bambini proprio qui nella sua casa e il giorno dell’Epifania, anche la Befana ci raggiungerà e chiuderà la mostra. L’anno scorso sono arrivati in Vespa, quest’anno, forse in Motoape”.

L’esposizione, che registra ogni anno la presenza di diverse migliaia di visitatori, si svolge nella proprietà Torrisi, via S. Maria La Stella, 75. Si può visitare, con apertura ore 9/13 e 17/20 dei giorni 20- 21-25-26-27-28 dicembre e 1-3-4-5-6 gennaio.

Info e prenotazioni: 346.0843332, cercare di Germano.

                 Graziella Maugeri          Foto Peppe Campagna

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