La politica di conservazione dei beni culturali non si limita a preservare solamente l’estetica. Essa deve protendere a una funzione più aulica, ossia divenire garante e liaison di un dialogo privilegiato tra passato e presente. La finalità di ciò collima con l’altisonante idea di consentire alle generazioni future di riconoscersi in un patrimonio condiviso.
In particolare nei centri minori, come Santa Venerina, la tutela del patrimonio assume un valore ancora più profondo, divenendo persino motore di identità, cultura e turismo sostenibile. Qui il restauro non è solo intervento tecnico, ma atto sociale e spirituale, per riportare alla luce la bellezza. Si parla in realtà di un singolare invito alla riflessione sulla sacralità della vita.
Il progetto / La rinascita degli Angeli Adoranti
Nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù di Santa Venerina, due splendide sculture – gli Angeli adoranti posti sull’altare del Santissimo Sacramento – sono tornate a nuova vita grazie a un accurato intervento di restauro e conservazione.

L’intervento è stato realizzato da Santa Ponzio. Esso è divenuto persino argomento descrittivo nell’ambito di una tesi di laurea, dedicata al restauro delle opere d’arte sacra.
Il titolo dello scritto è “Restauro e Conservazione dei due Angeli Adoranti presso la chiesa del Sacro Cuore di Gesù in Santa Venerina”.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla disponibilità dell’allora parroco, don Giovanni Marino, che ne ha autorizzato e sostenuto l’attuazione.
Oggi, sotto la guida pastorale di don Orazio Tornabene, le opere restaurate sono nuovamente fruibili e ammirabili da parte della comunità, come testimonianza viva di rinascita artistica e spirituale. Una metodologia tra scienza e sensibilità.
Il lavoro di Santa Ponzio si fonda sui principi teorici di Cesare Brandi (1906-1988) critico e storico delle arti, nonché padre della moderna teoria del restauro:
“Il restauro deve mirare al ristabilimento dell’unità potenziale dell’opera d’arte, purché ciò sia possibile senza commettere un falso artistico o storico e senza cancellare ogni traccia del passaggio del tempo”.
Le statue, realizzate in gesso – materiale tanto duttile quanto fragile – presentavano microfessurazioni, distacchi, alterazioni cromatiche e danni derivanti dal terremoto del 2002.
“In particolare, dopo l’esecuzione di una attenta analisi, riguardo ai degradi su ambedue le statue – riferisce Santa Ponzio – l’angelo con le mani incrociate presentava delle evidenti mancanze sulla testa e sulla sommità dell’ala destra”.
Santa Venerina / Le fasi del restauro degli Angeli adoranti
Le fasi operative si articolano in più momenti. La fase iniziale ha riguardato la rimozione e messa in sicurezza delle sculture dall’altare, nonché l’imballaggio e il trasporto in laboratorio. È seguita, poi, un’analisi preliminare con studio iconografico, mappatura dei degradi e documentazione fotografica.
Si è quindi proceduto al pre-consolidamento con carta giapponese ed emulsione acrilica. Poi, si è passati alla pulitura mediante test mirati, con rimozione delle ridipinture e delle cere.
Successivamente alla svelinatura, si è eseguita la stuccatura delle lacune con materiali compatibili e reversibili e l’integrazione plastica e formale delle parti mancanti. In particolare ali e testa dell’angelo con mani incrociate.
In sequenza, è stato effettuato il ritocco pittorico a puntinato con colori ad acqua, nel rispetto della cromia originale. La fase conclusiva ha riguardato l’applicazione di una protezione finale a base di resine acriliche per garantire traspirabilità e durabilità.
“Al termine, le sculture sono tornate leggibili, luminose e coerenti con la loro funzione originaria”.

Santa Ponzio / Il restauro come atto di amore verso l’arte
“Questo restauro – spiega Santa Ponzio – non è stato solo un lavoro tecnico, ma un percorso di riscoperta spirituale. Ogni fase, dal consolidamento alla reintegrazione pittorica, è stata guidata dal desiderio di rispettare la storia e l’anima delle opere.
Gli Angeli Adoranti sono più di due sculture: sono presenze simboliche, che vegliano sull’altare e sui fedeli, invitandoli alla contemplazione e alla preghiera.
Spero che questo intervento possa diventare un invito alla consapevolezza, spingendo la comunità a custodire con amore il proprio patrimonio”.
Inoltre, si precisa la sequenza del percorso cronologico inerente al restauro, si è configurato attraverso l’osservazione sia delle prassi consolidate, sia dei protocolli specifici dei monumenti restaurati. E, allo stesso tempo, si sono analizzati i contributi teorici dedotti dalle carte del restauro e dell’urbanistica.
De facto, detto carteggio è stato considerato alla stregua di un vero pilastro portante, al fine di mettere in pratica le indagate prospettive metodologiche. Il fine si è profuso, poi, nell’idea di offrire un quadro di principi e criteri in grado di guidare all’approccio alla conservazione e alla tutela del patrimonio.
Si riportano, di seguito le documentazioni consultate: “Carta di Atene 1931”, “Carta Italiana del Restauro 1932”, “Carta di Venezia 1964”, “Carta Italiana del Restauro 1972”, “Dichiarazione di Amsterdam 1975”, “Carta di Washington 1987”, “Carta di Cracovia 2000”.
Si riferisce altresì che, al progetto riservato al restauro, hanno collaborato anche Marilisa Pulvirenti, Venera Marci e Alessia Grasso.
La voce della comunità / Don Orazio Tornabene

Il parroco don Orazio Tornabene sottolinea il valore spirituale dell’opera.
“Gli Angeli Adoranti rappresentano la preghiera silenziosa della nostra comunità. Il loro ritorno alla luce è un segno di rinascita e speranza.
La bellezza dell’arte sacra ci parla di Dio, ci educa alla meraviglia e alla custodia del dono della vita. Ringraziamo anche don Giovanni Marino, che ha sostenuto questo progetto, e Santa Ponzio, che ha saputo unire competenza tecnica e sensibilità artistica”.
Il messaggio finale / Quando la bellezza si fa luce
Il restauro degli Angeli Adoranti è più di un intervento estetico: è un incontro tra arte e fede, tra materia e spirito.
In queste figure tornate a splendere la bellezza artistica si intreccia con la luce divina, testimoniando che ogni opera d’arte sacra è un segno di eternità. “Un ponte tra la terra e il cielo, tra la mano dell’uomo e la grazia di Dio”.
Un messaggio che invita tutti – fedeli, visitatori, cittadini – a riconoscere la sacralità dei luoghi, a custodire la bellezza, e a lasciarsi guidare, come gli angeli, verso la luce della vita.
«La bellezza salverà il mondo» (Fëdor Dostoevskij). ASanta Venerina, gli Angeli Adoranti ne possono essere una piccola prova a disposizione di tutti.
Luisa Trovato
