Nella chiesa Madre “Santa Venera” di Santa Venerina si è tenuta la seconda serata di “Vespri d’Organo a Santa Venera”, rassegna dedicata alla musica sacra antica.
Con maestria Gaetano Previtera si è cimentato all’organo, mentre i canti sono stati interpretati dal tenore Salvo Fresta.
All’organista maestro Previtera abbiamo chiesto particolari sul programma della serata.
Il secondo appuntamento con ‘Vespri d’Organo a Santa Venera’ – ci spiega – prende il titolo: “Or sì, or no, s’intendon le parole” – La prassi dell’alternatim nel rito mariano tra Rinascimento e Barocco. Il concerto presenta un percorso attraverso la pratica dell’alternatim, diffusa tra il XVI e il XVIII secolo.
Cosa significa “alternatim”?
Con il termine alternatim, si indica l’alternanza tra canto e organo nell’esecuzione di testi liturgici, in particolare inni, magnificat e messe, secondo una consuetudine attestata in numerosi documenti e stampe dell’epoca. Questa alternanza aveva lo scopo di conferire varietà e solennità alla celebrazione, valorizzando il ruolo dell’organo come strumento liturgico ufficiale.

Quando si applica in Italia?
La pratica è documentata in Italia fin dal Quattrocento e si diffonde rapidamente in tutta Europa, assumendo caratteristiche diverse secondo le scuole nazionali”.
A cosa fa riferimento il titolo del concerto?
Il titolo: “Or sì, or no, s’intendon le parole” è una citazione dantesca che fa riferimento ad un passaggio del Canto IX del Purgatorio. Si può considerare la prima testimonianza storica della pratica dell’alternatim.
Quali musiche sono state proposte?
Il programma, incentrato sul rito mariano, ha proposto musiche di Girolamo Cavazzoni, Girolamo Frescobaldi, Francisco Correa de Arauxo, Giuseppe Gherardeschi, ecc.
Con quale criterio ha scelto i vari brani?
L’idea è stata quella di ricostruire il rito liturgico attraverso un’operazione di ricostruzione storica e filologica, con l’intento di creare un’atmosfera profondamente spirituale. Questa operazione è stata possibile grazie alla comunione di intenti tra me e il tenore Salvo Fresta, profondo conoscitore del repertorio antico e in questo caso del canto gregoriano.

Qual è stato il programma del primo appuntamento della rassegna?
Il primo appuntamento dei Vespri d’Organo a Santa Venera, svoltosi in aprile, aveva il titolo: “L’organo in Europa tra rinascimento e Barocco”. È stato proposto un itinerario che attraversava oltre due secoli di musica per tastiera, mostrando come l’organo sia stato un laboratorio privilegiato per la definizione delle forme strumentali e degli idiomi nazionali tra Rinascimento e Barocco.
Ci saranno altri concerti nella chiesa di “Santa Venera”?
Il programma dei “Vespri d’Organo a Santa Venera” prevede un terzo appuntamento nel mese di luglio, con un concerto per solo clavicembalo. La data è ancora da definire. Dopo la sospensione per il periodo estivo, si prevede di riprendere una seconda edizione a partire dall’autunno.
L’intenzione, condivisa con don Orazio Tornabene, la cui passione e il cui entusiasmo sono stati il seme da cui questo progetto ha preso vita, è quella di alimentare un interesse sempre crescente per questo repertorio, nella speranza che i “Vespri d’Organo” possano diventare una presenza stabile nel futuro.

Un ottimo affiatamento con il tenore Salvo Fresta…..
Salvo Fresta, musicista preparato, oltre che cantante poliedrico è direttore del coro polifonico “I Bei Legami” Ensemble. Dal 2006 è componente del Teatro Massimo Bellini di Catania. È stato da sempre dedito allo studio della musica antica e da camera, ha partecipato a numerosi eventi nazionali e internazionali in veste di solista o in formazioni corali.
Maestro, com’è nata la sua passione per la musica antica? Qual è stato il suo percorso di studi?
La mia passione per la musica rinascimentale è nata dai primi anni di studio del pianoforte, seguiti poi da quelli di Clavicembalo. Successivamente ho dedicato alcuni anni allo studio dell’organo italiano attraverso la partecipazione a masterclass in giro per l’Italia con Luigi Ferdinando Tagliavini, Liuve Tamminga, Christopher Stembridge ed altri. Contemporaneamente ho avviato l’attività di concertistica come solista e in ensemble strumentali. A questo percorso di studi ho affiancato quello universitario che mi a portato a conseguire la laurea DAMS all’Università degli Studi di Bologna.
Adele Maugeri
