Maniace / Semi di pace, passi di libertà in un convegno sulla legalità per le scuole

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Incontro su pace e legalità a Maniace

Una marcia per la pace ed  un apposito convegno per ricordare, a distanza di trentaquattro anni dalle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, le nobili figure dei giudici Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo, di Paolo Borsellino e degli uomini e donne delle loro scorte, si sono svolti a Maniace, ridente cittadina fra i Nebrodi e l’Etna, in provincia di Catania.

Marcia e convegno organizzati dall’Istituto comprensivo “Carlo Levi” e dall’Istituto professionale Alberghiero “Giovanni Falcone”, sede di Maniace, in sinergia con l‘Associazione nazionale antimafia “Alfredo Agosta”, da tanti anni in primissima linea nella lotta alla mafia in tutti i suoi molteplici aspetti.

I “semi di pace, con passi nella libertà e nella legalità”, si è detto da più parti,  vengono quotidianamente sparsi nel fecondo terreno scolastico maniacese. E, si spera, che portino al più presto nuovi frutti e nuove possibilità per tutti i giovani della nostra bella terra siciliana.

Una marcia per la pace e la legalità

Così, dapprima la “Marcia per la pace, con passi di libertà nella legalità”, è partita dall’Istituto Comprensivo “Carlo Levi” fino al Palazzo Comunale di Maniace. Qui gli studenti sono stati accolti dal sindaco Franco Parasiliti con i suoi assessori Corrado Bontempo, Silvio Lupica, Valentina Reale e Nunzio Lupica, e  vi si è tenuta una seduta del Consiglio comunale dei ragazzi. Poi, con un apposito convegno nell’auditorium dell’Alberghiero, dagli stessi numerosi studenti è stata data ampia testimonianza del loro desiderio di pace e di libertà.

Al Comune, gli stessi giovani hanno tenuto un breve consiglio comunale con poesie, canti e brani, sia di lettura che musicali. Sottolineando l’importanza della legalità quale valore prezioso da conoscere e rispettare a partire proprio dai banchi di scuola, e per tutto il percorso di vita. Nel pieno rispetto degli altri e delle più elementari regole della vita sociale. Ad accompagnare i ragazzi erano i loro insegnanti, referenti del Progetto Legalità. Cioè i professori Vincenzo Costanzo, responsabile di sede dell’Istituto Alberghiero, Gabriella Giangreco per la Scuola Secondaria di primo grado, ed Arianna Triscari per la Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo “Carlo Levi”.Convegno su legalità Maniace

Gli studenti sono stati  accuratamente preparati, oltre che dai referenti del Progetto legalità, da tutti gli insegnanti delle varie classi. Tra questi, per la parte artistico-musicale, i docenti Antonio Currenti ed Anna Maria Liuzzo.

Subito dopo questo primo momento al Comune, ci si è trasferiti nell’Auditorium dell’Istituto Alberghiero “Giovanni Falcone”. Qui si è svolto il convegno su Legalità e Giustizia.
A precederlo i saluti istituzionali degli insegnanti delegati dai rispettivi dirigenti scolastici.
Cioè i professori Giuliana Di Paola, per l’Istituto Alberghiero con sede centrale a Giarre, Pina Di Marco, Cristina Virzì ed Armando Montagno, quali collaboratori della dirigente scolastica Benedetta Maria Fallica per la Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo “Carlo Levi”di Maniace. E quelli del presidente del medesimo Consiglio d’Istituto dott. Ivan Portale.

Il giornalista Portale illustra l’attività dell’associazione “Agosta”

Luca D'Ambrosio, Giuseppe Portale e sotituto procuratore Fabio Plaaatania
Da sx; il maggiore dei carabinieri Luca D’Ambrosio, Giuseppe Portale e il sostituto procuratore Fabio Platania

In apertura, su  delega dell’ingegnere Carmelo La Rosa, presidente dell’Associazione  “Alfredo Agosta”, il giornalista e scrittore Giuseppe Portale, componente della medesima Associazione, ne ha illustrato scopi, attività e fini sociali. E si è soffermato particolarmente sui molteplici osservatorii e sui diversi sportelli che l’ Associazione ha in merito alla lotta  alla mafia, all’estorsione, all’usura, alla criminalità in genere. E anche a tutela delle donne vittime di violenza, e a tutela dell’ambiente.

Sono seguiti gli attesi ed apprezzati interventi del maggiore Luca D’Ambrosio, comandante la Compagnia Carabinieri di Randazzo, e del sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, dott. Fabio Platania.

Intervento del maggiore D’Ambrosio

Il maggiore D’Ambrosio, dopo aver ricordato le figure dei giudici barbaramente trucidati assieme alle loro scorte e tanti altri fedeli servitori dello Stato, si è particolarmente soffermato ed ha condiviso un’approfondita  riflessione su quella che è la lotta alla criminalità organizzata ed alla mafia, così come essa si presenta al giorno d’oggi.
Ed anche sui metodi e i modi più efficaci per contrastarla, dando pieno sostegno alle istituzioni statali a ciò preposte: Forze dell’Ordine e Magistratura in primis.

Lo stesso maggiore D’Ambrosio ha poi illustrato ai numerosi  giovani presenti i tanti pericoli legati alle varie dipendenze. Cioè droga, alcol, incauto e talvolta esagerato e spregiudicato uso del web con i suoi molteplici pericoli legati al cyberbullismo. Ha evidenziato il senso di responsabilità necessario per il corretto uso di questi potenti mezzi di comunicazione.
E la presa di coscienza e una maggiore consapevolezza quali chiavi di rispetto per la più completa legalità in tutti i settori del vivere civile.

Il giornalista Giuseppe Portale, nel suo secondo intervento diretto proprio ai numerosi studenti e giovani presenti, ha tenuto a precisare che  “I veri uomini d’onore non sono quelli che, fregiandosi ingiustamente di tale titolo, praticano estorsione, usura, violenza e spacciano la morte. Lo sono i vostri genitori che si spezzano la schiena lavorando onestamente ogni giorno, per altrettanto onestamente mantenere le vostre famiglie.
Così come veri uomini d’onore sono quelli delle Forze dell’ordine che quotidianamente lavorano,  spesso perdendoci la vita. Com’è capitato il 18 marzo 1982, al luogotenente dei Carabinieri Alfredo Agosta, cui è intitolata l’Associazione”.

L’interessante relazione del dott. PlataniaManiace gruppo a fine convegno sulla legalità

Interessantissima, poi, anche l’ampia relazione del sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania dott. Fabio Platania, esperto, fra l’altro, di  tematiche e problematiche giovanili.
Il dottore Platania, in prima fila da sempre nella lotta alla criminalità organizzata, ha  catalizzato l’attenzione dei giovani presenti raccontando le origini della sua vocazione a fare il magistrato. Quando, guardando la televisione in quel 23 maggio 1992, apprese della strage di Capaci, sull’autostrada A19, dove perirono il giudice Falcone, la moglie e la scorta.

Lo stesso magistrato ha poi fatto un lungo excursus sulla storia di Cosa Nostra e sul suo modificarsi nel tempo. Agendo dapprima in modo eclatante ed ora cercando d’inabissarsi per continuare a fare più comodamente i propri intrallazzi.

“Bene fanno le scuole – ha tenuto a precisare sempre il dott.Platania – a diffondere la cultura della legalità e dell’impegno civile contro ogni forma di illegalità e criminalità organizzata. Per arrivare ad avere una società che sia veramente giusta e libera da qualsiasi condizionamento mafioso. Per essere liberi, veramente liberi, oggi e sempre, da ogni condizionamento e da ogni perverso gioco, e giogo mafioso. Che, se non combattuti, renderebbero la nostra vita una prigione infernale.
Lottare si deve – ha concluso il magistrato – e vincere si può. Basta volerlo ed impegnarsi, ciascuno nell’ ambiente in cui si trova quotidianamente ad operare”.

 

L.V.