Santa Venerina / “Nerello di mille colori” inaugura un ciclo di degustazioni sui vini dell’Etna

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Nerello di mille colori

Si fa presto a dire nerello ma sono i suoi mille colori che catturano il nostro sguardo. E se aggiungiamo mascalese, non ci sono dubbi che si tratta del vitigno a bacca nera più noto sull’Etna. E la sola vista non basta per coglierne le sfumature, servono l’olfatto e il gusto. Con l’obiettivo di vivere tutto l’anno l’EnoEtna, importante manifestazione settembrina dedicata al vino e altre eccellenze del vulcano, il comune di Santa Venerina sta promuovendo un ciclo di incontri dedicati agli appassionati del vino, organizzati dall’Onav di Catania.

A “Nerello di mille colori”, evento inaugurale, tredici gli assaggi, nove le cantine aderenti ma soprattutto un’unica certezza. Che questo vitigno è come un violino e ogni produttore sa tirarne fuori una musica diversa.
Come Rosso EnoEtna dello scorso anno, Nerello di mille colori è una delle nostre iniziative per valorizzare i produttori che da alcuni anni ci sono vicini. Abbiamo accolto altre due cantine che confidiamo a settembre potranno essere presenti anche alla Casa del Vino, durante la prossima EnoEtna”, ha detto Giuseppe Grasso, organizzatore di EnoEtna.Nerello mascalese

Il focus è sul nerello mascalese e la sua versatilità. Dona sferzante freschezza con lo spumante metodo classico, note delicate vinificato fermo senza macerazione, sfumature e sapidità uniche con il rosato. Infine, eleganza e longevità nel rosso.

Il Nerello mascalese è come un violino da cui tirar fuori una varietà di note

“Questo vitigno è come un violino che ha nascosto dentro i suoi acini tutte le note. E poi arrivano i produttori, i nostri artisti, che ne tirano fuori ciascuno una musica diversa. Ciascuna affascinante a suo modo”, ha affermato Giuseppe Grasso.
Per questo – ha aggiunto – offriamo loro una vetrina, un punto di contatto con appassionati ed estimatori. A loro va il nostro grazie”.
Nove le aziende che hanno preso parte a “Nerello di mille colori”. Sono: Aìtala, Al-cantàra, Battiato Vini, Cannavò Vini, Cantoneri, Greco, Irene Badalà, La Contea e Nicola Gumina).

La viticoltura investimento per il futuroMaster class sul vino

A riscuotere interesse non sono stati solo gli assaggi dei vini ma le storie dei singoli produttori. Si definiscono “piccoli” e saldamente ancorati alla storia vinicola familiare.
“È positivo vedere la presenza tra le aziende di tanti giovani. Segno che la viticoltura è finalmente percepita come un investimento strategico per il futuro”. Così ha sottolineato Rosario Di Maria, assessore alla Cultura del comune di Santa Venerina.
“In nome dell’amministrazione ringraziamo l’Onav di Catania e la nostra Pro Loco per il supporto che danno. Il mio augurio – ha aggiunto l’assessore – è che questa sia solo una delle tante iniziative da realizzare insieme, per rendere il vino sempre più risorsa per il nostro territorio”.

Tutti assaggi diversi, sintesi ed espressione di una combinazione tra il sole, i suoli ricchi di minerali da “muntagna”, la fatica e la maestria dei vignaioli. In altre parole, del terroir dell’Etna.
“Questo vitigno è la nostra bandiera insieme al carricante. E già da tempo, come associazione, andiamo in giro per l’Italia per raccontare la sua straordinaria utilità e la sua anima profondamente vulcanica”, ha sostenuto Danilo Trapanotto, consigliere nazionale Onav e maestro assaggiatore.master class sul vino 2

Master class per avvicinare al mondo del vino

Nei prossimi mesi seguirà un trittico di incontri a Santa Venerina. Si chiamerà ‘Sorsi di emozioni’ e si tratta di master class dedicate all’avvicinamento al mondo del vino per appassionati e principianti.
Questi gli appuntamenti: il 27 febbraio sui vini bianchi dell’Etna, il 6 marzo vini e versanti del vulcano diversi a confronto. E, infine, un approfondimento dedicato agli spumanti il 20 marzo.
Tutti gli incontri si terranno nella Casa del Vendemmiatore, una costruzione risalente agli anni trenta del secolo scorso, legata alla civiltà contadina e vitivinicola etnea.

Domenico Strano